Diritti umani

Giornata Mondiale di Preghiera e Riflessione contro la Tratta

Scritto da francesca

Il VIDES Internazionale desidera condividere con tutti voi quanto riportato su Spazio Giovani delle Figlie di Maria Ausiliatrice per la Giornata Mondiale di Preghiera e Riflessione contro la tratta (l’8 febbraio, Santa Bakhita).

“Il piccolo Edoardo, sotto le macerie di Rigopiano, nel buio e nel freddo del resort travolto dalla valanga, si prende cura di una bambina e di un bambino più piccoli di lui. Subiscono il suo stesso dramma, e lui incoraggia, racconta fiabe; fa il possibile per sostenerne la vita. Quando emergono dalle macerie tanta commozione. È merito dei soccorritori, ma anche del senso di responsabilità di Edoardo.

Una lezione per tanti “grandi”, che abusano di bambini e bambine, rubando loro l’infanzia e la vita.

È quanto denuncia la terza Giornata internazionale di preghiera e riflessione contro la Tratta di persone: “Sono bambini, non schiavi!”

Perché il numero di minori sfruttati e ridotti a merce è in allarmante crescita. E chi perpetra questa aberrazione sono uomini e donne, talvolta anche familiari e genitori.

Dal 1 all’8 febbraio 2017, la Chiesa cattolica si mobilita in tutto il mondo.

Lo fa dal 2015, grazie alla sensibilità di papa Francesco e all’iniziativa di Talitha Kum.

Per dissolvere l’indifferenza che avvolge questa piaga, vi invitiamo a prendere coscienza di questo fenomeno, che è una minaccia per tutta l’umanità.

Informiamoci, denunciamo, facciamo azioni di prevenzione, perché la schiavitù, che sarebbe stata abolita da oltre un secolo, continua a pervadere le nostre società. In sordina, ai margini, ma con la stessa carica distruttiva.

«Un ragazzo avvicinò le nostre mamme e chiese se volevamo guadagnaci da vivere – raccontano due bambine -. Chiese di portarci in un luogo dove incontrare persone straniere in internet. Secondo lui, avrebbe solo mostrato i nostri volti al computer e in cambio avrebbe dato denaro. Le nostre mamme accettarono pensando ai soldi che avrebbero ricevuto. Il ragazzo ci convinse ad andare con lui per aiutare le nostre famiglie. Siccome eravamo molto povere abbiamo creduto alle sue promesse».

Le piccole, di appena 8 anni, si sono trovate coinvolte in una realtà terrificante da cui sono riuscite a scappare solo grazie all’intervento della polizia. Le bambine hanno seguito dei programmi di recupero, ma i danni psicologici presistono.

Allora impariamo da Edoardo il senso della responsabilità…”

(www.cgfmanet.org –  www.combonifem.org)

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francesca