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Beni Comuni e Giovani. Un Patrimonio da salvare

Beni Comuni e Giovani. Un Patrimonio da salvare: questo il titolo del progetto che Vides internazionale ha realizzato, sotto forma di Seminari, tra luglio e novembre 2007 in quattro località diverse dell’America, dell’Asia e dell’Europa.
Nella convinzione che i beni comuni sono doni ricevuti in eredità (con la responsabilità di trasmetterle alle generazioni future) e nella consapevolezza che oggi questi beni sono sempre più minacciati dal mondo del mercato, è stato promosso questo progetto sovvenzionato dalla Conferenza Episcopale Italiana (CEI).
La società moderna si trova sempre più spesso a discutere di beni comuni (ad esempio l’acqua) e da più parti arrivano segnali di pericoli riguardo alla loro esistenza. Tenendo presenti le due grandi categorie in cui questi beni si dividono: quelli ambientali (legati al Pianeta Terra) e quelli dell’essere umano (esistenza dell’altro), è parso fondamentale promuovere nei giovani la consapevolezza dei beni del proprio paese e la responsabilità nel proteggerli e promuoverli.
Il progetto è nato con l’obiettivo preciso di creare coscienza e consapevolezza sull’importanza di agire insieme a favore dei beni comuni.
Per il raggiungimento dell’obiettivo si è puntato sulla formazione di operatori e operatrici locali come moltiplicatori nel proprio ambiente e sulla formulazione di strategie operative per realizzare azioni concrete.
Il progetto si è realizzato
- a San José di Costa Rica dal 26 al 30 luglio per i paesi dell’America nord e centrale (Canada, Stati Uniti, Rep. Dominicana, Messico, Guatemala, El Salvador, Honduras, Nicaragua, Costa Rica e Panama) raggiungendo 52 giovani e delegate VIDES;
- a Sampran (Bangkok – Thailandia) dal 16 al 19 agosto per i paesi asiatici (Giappone, Thailandia, Korea, Viet Nam, Cambogia, Filippine, India (Chennai e Guwahati), Macau con la partecipazione di 34 giovani e delegate;
- a Belo Horizonte (Brasile) dal 18 al 21 novembre per i paesi del Cono Sud dell’America (Brasile, Cile, Uruguay, Paraguay, Argentina e Bolivia) con la partecipazione di 44 volontari e delegate;
- a Foligno in Italia, dal 31 ottobre al 2 novembre con la partecipazione di 22 rappresentanti di Irlanda, Gran Bretagna, Italia, Austria, Germania, Spagna, Rep. Ceca, Ungheria, Slovacchia, Slovenia, in previsione anche della preparazione al Convegno Internazionale 2008 sullo stesso tema.
La metodologia utilizzata in questi seminari ha valorizzato l’esperienza dei partecipanti, partendo dalla presentazione di ciò che ciascuno realizza nel proprio paese, le difficoltà, le soluzioni e le proposte, invitando ad individuare i beni comuni nel proprio paese, ad interrogarsi su cosa fare per proteggerli e promuoverli.
L’intervento di studiosi nei diversi paesi (in Italia per es. Riccardo Petrella) ha aiutato ad approfondire i contenuti e a chiarificare i termini.
Risultati raggiunti: molto entusiasmo in tutti i partecipanti e la consapevolezza di quali siano i beni comuni nel proprio paese e insieme la decisione di rendere consapevoli altre persone della responsabilità di proteggerli.
In particolare
- a San José si sono sottolineati i contenuti relativi ai beni comuni collegandoli anche alla Dottrina Sociale della Chiesa;
- a Sampran è parso fondamentale sottolineare gli atteggiamenti da educare nei confronti di questi beni;
- a Belo Horizonte si è arrivati a definire i beni comuni come tessuto di relazioni: l’ambiente visto come “casa” di tutti gli esseri umani, la società come “casa” delle relazioni umane e la persona-individuo come un tesoro per sé e per gli altri.
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