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Scheda Progetto

Dove?
In Ruanda, nella città di Gisenyi, situata nel distretto di Rubavu nella provincia occidentale del Paese.

Il Paese, situato nel cuore dell’Africa centrale, con capitale Kigali, è tristemente noto per la guerra civile che nel 1994, ha provocato la morte di più di 800.000 persone. Il tragico conflitto ha sortito un effetto devastante sulle basi sociali, economiche e politiche del Paese.

Il governo Ruandese affronta la sfida ereditata dal passato ponendo in atto grandi riforme soprattutto nel campo dei Diritti Umani, della Rule of Law (Stato di Diritto) e nel campo economico per una re-distribuzione della ricchezza ed un Welfare più forte ed efficace. Alcuni dati aiutano a capire meglio la situazione: l’iscrizione nelle scuole primarie si attesta al 97%; la partecipazione politica femminile tocca il +50% (una delle percentuali più alte al mondo) e la percentuale di persone che hanno contratto l’HIV è scesa dal 13% al 3% [ultimi dati disponibili UNDP 2006].

Il Paese Africano, si scontra, tuttavia, con un passato che ha lasciato segni difficili da cancellare: il 56,9% della popolazione Ruandese vive ancora sotto la soglia di povertà, questo è dovuto in gran parte alla situazione delle zone rurali, dove, ancora, permangono grandi problemi di ripresa economica dovuti, inter alia, ad un eccessivo e irresponsabile utilizzo delle terre. Ma non solo, un altro dato delinea una situazione ancora difficile: il Ruanda è un paese giovane. Il 42,8 per cento della popolazione, pari a 3,3 milioni di persone, ha meno di 14 anni e l’aspettativa di vita si aggira intorno ai 51 anni [dati Unicef e UNDP]. Numeri che si spiegano con il genocidio e con la conseguente rapida propagazione dell’HIV (che pure oggi registra tassi molto inferiori).

Gli orfani del Ruanda
Le prime vittime di un conflitto armato sono quasi sempre donne e bambini. Nel caso del Ruanda la guerra civile ha lasciato orfani quasi 300.000 bambini causando una situazione tuttora difficile da gestire. Prima del genocidio, gli orfani venivano generalmente accolti da parenti o amici, ma il lungo conflitto e la perdurante povertà, hanno messo molte famiglie nell’impossibilità di accogliere altri bambini, cosicché molti minori vivono oggi in nuclei composti di soli bambini. Queste famiglie, prive della presenza di adulti sono oppresse dalla povertà, dalla sottonutrizione e quindi dalle malattie. Molti di questi bambini sono costretti ad abbandonare la scuola, perché devono pensare al sostentamento dei fratelli più piccoli e lo sfruttamento minorile è la logica conseguenza di tale situazione.

Le FMA - Suore Salesiane di Don Bosco, presenti in Ruanda ormai da più di 25 anni, nel 1998 hanno aperto la loro casa, a Kigali, proprio per le bambine “non accompagnate” vittime del conflitto. È così che hanno iniziato un intenso programma di recupero per le giovani rimaste sole con l’unica prospettiva della strada. In questi 17 anni di dopo-guerra sono state tante le ragazze ad esser state aiutate dal centro ed alcune di loro hanno proseguito gli studi intraprendendo un percorso professionale e/o universitario.

Cosa?
L’azione intende accompagnare le ragazze vittime del genocidio nel loro percorso di ritorno alla normalità e assicurare così un futuro migliore e rispettoso della loro dignità di essere umano. Inoltre, grazie a questa iniziativa verrà promosso il ruolo della donna, in un paese dove, nonostante le riforme istituzionali, continua ad esistere una grave disparità di genere.

Nello specifico con il progetto ci si prefigge di aiutare una giovane ragazza ruandese a completare il suo percorso formativo. La ragazza orfana di padre e di madre è stata trovata dalle Suore (all’età di 6 anni) nel campo rifugiati del Ruanda, allestito in Congo subito dopo il conflitto. Da allora, ha sempre vissuto nella Comunità Salesiana. Le suore hanno assicurato alla ragazza un’educazione di qualità tanto che è da poco riuscita ad ottenere, insieme ad un gruppo di altre giovani, un diploma riconosciuto dallo Stato che le da accesso all’università: la Ruanda Tourism University College (RTUC) a Gisenyi.
Per potere frequentare il corso, (della durata di due anni), ha bisogno di un aiuto economico, poiché le rette universitarie nel Paese sono ancora molto elevate. Il programma di formazione universitaria le permetterà di conseguire una specializzazione e una formazione professionale nel campo dell’Hotel Management, settore ritenuto in forte crescita nel Paese.


Quanto?
Retta Universitaria per un anno accademico € 778,00

Responsabile locale:
Sr. Lumière Luce
Casa S. Maria D. Mazzarello
Gysenyi - Rwanda

Come?
Il contributo può essere inviato alla Fondazione Volontariato Giovani e Solidarietà Onlus attraverso le seguenti modalità:

Bonifico bancario:
Nome Banca: Banca Popolare di Sondrio - Agenzia n° 7
Indirizzo: Via di Valle Aurelia n° 59 - Città: Roma 00165
Cod. IBAN IT 25 M 05696 03207 00000 6464 X69
CIN M - ABI 05696 CAB 03207
Conto: 000006464X69
Intestazione del conto: FVGS Onlus
Causale: Una borsa di studio per Alina

Versamento su c/c Postale:
Conto: Conto corrente postale n: 80008709
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