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Emergenza Cile


16/03/10
Alle 3, 34 di sabato 27 febbraio 2010 la terra del Cile ha tremato con un intensità dell’8,8° della scala Richter. Un movimento tellurico che ha colpito l’80% del Paese e il cui epicentro è stato individuato nella regione del Bio Bio a sud est di Cauquenes. La potenza con cui il terremoto si è sprigionato ha investito dalla V alla VIII regione del Cile, includendo la stessa regione metropolitana. Città come Arauco, Lota, Constitución, Concepción, Cañete, Melipilla, Talca, Rancagua, Temuco, Santiago, Valparaíso, senza considerare tutti i paesi dei dintorni, sono state gravemente colpite. Si contano, fin’ ora circa 711 persone decedute e numerosissimi dispersi; i danni calcolati si aggirano intorno ai 2 milioni.
A rendere ancora più difficile la situazione, il maremoto che ha colpito la costa travolgendo sia gli abitanti che i turisti. Molti sono coloro che hanno cercato rifugio, fuggendo sulle colline e nelle alture. Questo ha determinato la difficoltà, al momento dei soccorsi, di rintracciare moltissime persone di cui tutt’ora non si hanno notizie. Il mare, invadendo la terra, ha travolto case, alberi, persone, auto ecc. lasciando dietro di sé una situazione di grande desolazione.
Il sisma ha causato danni sia agli edifici antichi sia a quelli di recente costruzione, ma soprattutto ha provocato, in molti casi, lo smembramento delle famiglie che intrappolate tra le macerie si sono ritrovate separate di fronte al tragico evento. In moltissimi casi la difficoltà maggiore per le famiglie di ricongiungersi e di avere notizie gli uni degli altri è stata causata dalle interruzioni dei collegamenti dovute alla caduta di ponti e strade nonché alla mancanza dei mezzi di comunicazione.
La situazione si presenta al momento difficilissima mancando acqua, elettricità e strade. Coloro che sono scampati alla tragedia e si sono salvati sono rimasti senza alloggio, prive di tutti quei beni fondamentali che con tanto sacrificio si erano guadagnati; costretti a ricominciare tutto da capo senza prospettive.
Il grande spirito combattivo del popolo cileno che ha sempre sostenuto ed animato, in passato, questa straordinaria popolazione è stato messo a dura prova dalla violenza del terremoto. Il dolore, l’angoscia e l’insicurezza sono sentimenti che oggi impregnano il quotidiano dei cileni fiaccando la loro capacità di reazione; sentimenti ai quali bisogna venire al più presto in soccorso. La famiglia religiosa delle suore di Maria Ausiliatrice in Cile affronta questo inaspettato disastro della natura con profonda fede e spirito di solidarietà cercando di far abitare in loro accanto al sentimento di costernazione e dolore per quanto ha toccato il popolo cileno, quello di speranza. Le energie delle sorelle salesiane sono indirizzate ad infondere quello spirito necessario per spingere questa gente a ritrovare un senso di comunità, traghettandoli verso un operosità nel segno della solidarietà che faciliti l’opera di ricostruzione sia materiale che spirituale. Numerosi sono i danni che le strutture delle suore salesiane hanno subito. Luoghi in cui le suore di Maria Ausiliatrice si sono occupate dell’educazione e della formazione di numerosissimi bambini e giovani cileni. Sono 8 le scuole che hanno subito danni e necessitano riparazioni importanti. Fatta eccezione per il Colegio Maria Auxiliadora de Valparaiso, nessuna delle altre scuole ha potuto cominciare l’anno scolastico previsto per il 3 marzo. La necessità di mettere in sicurezza e rendere questi edifici agibili è una priorità fortemente sentita al fine di portare avanti il lavoro educativo iniziato. Per tal ragione il gruppo del Vides Cile, ha deciso di dar vita ad una campagna per raccogliere fondi, in particolare, per riportare allo stato di agibilità il Colegio della città di Molina, situato nella regione del Maule che ha subito danni per il 50% delle sue strutture. L’invito a partecipare a questa campagna è stato esteso a tutti i gruppi Vides che sono invitati ad unirsi a questa mobilitazione per aiutare la ricostruzione, assicurando così la continuità del lavoro educativo nel Paese. Il bisogno di capire come accompagnare ed essere vicino a coloro che hanno perso tutto è al centro delle riflessioni delle sorelle salesiane e notevole è la necessità di gesti di grande generosità e solidarietà di cui questo Paese ha bisogno.
Il Cile,oggi, necessita la solidarietà e la generosità del resto del mondo. La sua popolazione ha bisogno di non sentirsi abbandonata sia negli aspetti prettamente materiali sia in quelli spirituali.

Nell’ottica del rispetto per il valore della vita e della persona è necessario attivarsi affinché questo popolo sia al più presto soccorso e contemporaneamente sostenuto nel suo cammino verso la ricostruzione e la ripresa della normalità.
Di fronte a questa drammatica situazione la lista delle necessità è lunga e sempre prioritaria per affrontare la sfida della ricostruzione e della ritrovata normalità; per questo, facendo appello al senso di generosità e solidarietà che abita ognuno di noi, chiediamo un aiuto per questo mirabile Paese e per la sua gente.

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