
16/03/10
Cari Amici,
Sono passate ormai diverse settimane dall’arrivo mio e di Kristian a Haiti, ed eccomi come da alcuni amici richiestomi a comunicarvi notizie, anche perché come già ci aspettavamo purtroppo in Italia tutto tace o quasi.
La situazione in queste settimane è un po’ cambiata le macerie in alcune parti sono parzialmente scomparse specie nella zona centrale della città, la situazione è ancora desolante nelle zone interne, Port au Prince è molto grande e sembra, come ho detto nella scorsa lettera, che le macerie non finiscano mai, è impressionante vedere gente accampata sotto costruzioni che sembra debbano crollare al primo soffio di vento, le macerie lasciano il posto a zone sterrate e le tende continuano a dominare la scena in ogni angolo della città.
L’attività dei campi intorno alle nostre missione si va strutturando con programmi giornalieri per intrattenere i ragazzi, ed il lavoro come si può immaginare non manca.
La cosa triste è vedere tante truppe mandate qui ad aiutare dai “grandi del mondo” andare via o prepararsi per farlo: Italiani, Francesi, Americani e altri ancora, dicono che l’emergenza è finita… ma qui la miseria è dilagante e l’indole della gente non aiuta a migliorare le cose. Temiamo per il prossimo futuro un aumento delle epidemie e della violenza dovuta oltre ai tanti criminali evasi inseguito al crollo del carcere alla gente esasperata, spesso la sera sentiamo spari e urla, la cosa peggioreranno quando cesseranno gli aiuti dei vari eserciti che portano cibo e acqua.
Tra le nostre varie attività in questi giorni abbiamo accompagnato due bimbi malati di tubercolosi in ospedale cercando loro una sistemazione, abbiamo girato i pochi ospedali disponibili al ricovero senza alcun risultato, il nostro stato d’animo era molto giù perché sapevamo che senza cure adeguate i bimbi, cosi indifesi e deperiti, che tenevamo in braccio non avrebbero superato probabilmente la notte, alla fine siamo riusciti a farli ricoverare al S. Damien grazie alla grande sensibilità della Fonazione Rava.
La situazione negli ospedali locali è un po’ desolante, più efficienti sono gli ospedali da campo allestiti dalle varie nazioni, purtroppo questi sono veramente pochi, la gente presente negli ospedali è veramente impressionante.
La settimana scorsa siamo stati in una missione a est di Haiti, faccio seguire una piccola scheda informativa sulla missione e delle foto sulla missione e sulla raccolta delle documentazione per il sostegno a distanza.
Informazioni generali: Hinche è un paese di circa 30.000 abitanti, dista circa 120 km dalla capitale Port au Prince raggiungibile in circa tre ore di macchina.
La religione ufficiale è il cattolicesimo ma è molto diffusa il woodoo. Nonostante la scuola sia obbligatoria fino al nono grado, più del 50% dei bambini non frequenta perché le famiglie essendo molto povere, preferiscono mandare i piccoli in cerca di lavori di fortuna.
I segni del terremoto in misura molto ridotta sono visibili nel piccolo centro, le scuole sono state chiuse dal 13 al 31 gennaio 2010.
Oggi Hinche è meta di un grande numero di Haitiani che dopo aver perso tutto nel terremoto del 12 gennaio scorso, cercano ospitalità in posti più sicuri.
Il paesaggio si presenta molto verde, e questo camuffa un po’ a primo impatto la povertà dilagante, gli edifici con l’acqua corrente sono molto pochi, e l’elettricità è quasi del tutto assente nel villaggio. Le suore della piccola missione salesiana, hanno scavato ben cinque pozzi cercando l’acqua ma i risultati sono stati al quanto deludenti, l’acqua trovata è ricca per il 60 % di carico organico e batteri, ovviamente inutilizzabile.
La missione: La missione salesiana esiste da otto anni, ha un totale di 380 studenti, quarantacinque dei quali provenienti dalla capitale dopo il terremoto, sono attive due classi per la materna e sei classi dal primo al sesto grado (le nostre elementari). Responsabile della missione è una splendida ed energica suora italiana, S. Mariangela Fogagnolo, che da quaranta anni lavora nelle missioni di Haiti.
Un caro saluto a tutti
Michele A.
Facciamo seguire alcune fotogarfie che ci ha inviato il nostro volontario Michele
(clicca per ingrandirle):

09/03/10
Le quattro volontarie Carrie Roudebush, Maria Carmen Medina Castillon, Molly Fohn e Irma Ortega Bijarro, partite con il gruppo del Vides USA per Haiti sono rientrate dopo un mese trascorso nel Paese colpito dal terremoto. Questo mese è stato per loro una straordinaria esperienza di solidarietà in una situazione così problematica quale oggi è Haiti.
Giunte nel Paese si sono subito confrontate con la sua realtà difficile ma anche con la dignità e la grande fede che questa popolazione continua a dimostrare. Ad animare le volontarie nel loro contributo alla gente di Haiti, soprattutto il coraggioso lavoro delle suore salesiane che continuano a portare avanti, anche dopo il terremoto, la loro missione educatrice rivolta ai giovani ed ai poveri. Dai loro racconti emerge quanta forza hanno ricevuto dalle attestazioni di solidarietà e collaborazione di cui hanno fatto esperienza, nel tentativo di riportare il Paese alla normalità . La strada verso la normalità di Haiti non è agevole poiché il Paese già prima del terremoto presentava una situazione complessa e difficoltosa . Gli edifici, già fatiscenti, non essendo costruiti a norma, non hanno retto l’impatto violento delle scosse telluriche. In particolare, gli immobili scolastici costruiti con materiale polveroso hanno subito un facile collasso. Anche gli edifici scolastici delle suore salesiane hanno subito ingenti danni. Ricostruire questi edifici è importante per i bambini di Haiti, affinché possano continuare la loro educazione e formazione. Basti pensare che sono 1500 gli studenti di cui le suore si occupano e 2000 quelli delle scuole che usufruiscono dei loro locali.
I bambini, le vittime più indifese della tragedia di Haiti, ai quali le volontarie del Vides USA hanno rivolto le proprie cure nutrendoli e assistendoli sono coloro che più di tutti hanno regalato forza e coraggio nonostante la loro sofferenza per lo shock subito; il loro bisogno di attenzione ed amore è evidente così come la loro capacità di illuminare i cuori con i loro sorrisi in risposta ad ogni sguardo che si posi su di loro. Le volontarie hanno contribuito a fornire acqua, cibo e tende alle circa 900 persone che hanno fatto meta alla Casa Provinciale; quello che ovunque sono le Figlie di Maria Ausiliatrice è considerato il loro quartiere generale. Carrie, Maria Carmen, Molly ed Irma sono state testimoni dell’operosità delle suore salesiane che gestiscono sette campi per un totale di circa 20.000 persone cui forniscono acqua e cibo.
Il problema delle tende ad Haiti è molto importante poiché quelle a disposizione molto spesso non sono impermeabili, motivo per cui, poco utili a riparare nei giorni di pioggia. La gente di Haiti ha perso tutto e per questo necessita oltre che di acqua, cibo e tende anche di grande coraggio ed energia per reagire ed andare avanti.
Questa straordinaria popolazione dimostra di avere un forte bisogno di leadership; bisogno di punti di riferimento capaci di stimolare lo sforzo collettivo verso un cambiamento e verso uno spirito comunitario, un sentimento a cui le suore cercano di dare risposta. All’interno di quello che oggi è chiamato “il Campo”, la zona intorno al convento che comprende i locali delle suore, è stato creato un comitato di giovani adulti che fanno da leaders; una grandissima opportunità per queste persone di condividere le regole del campo imparando a vivere insieme come una grande famiglia. Se hanno una buona e forte leadership la voglia di cambiare sarà maggiore così come quella di migliorarsi.
Le suore cercano di mobilitare la generosità e la collaborazione di molti e molteplici sono state le manifestazioni di aiuto di cui sono state testimoni le volontarie del Vides USA che hanno contribuito non poco a rafforzare la loro fiducia nella capacità di poter aiutare questa incredibile popolazione. Sarah, una ragazza di 24-25 anni che lavorava con World Doctors , ha aiutato nella registrazione con le Nazioni Unite e l’ UNICEF, ma altresì ha fornito 10 tende formato famiglia di cui una impermeabile. Altro esempio di solidarietà verso le suore è venuto da Penny, un inglese che gestiva la logistica del campo medico che in cambio di uno dei quattro generatori in possesso delle suore per la loro sala operatoria ha donato cibo, zucchero, biscotti proteici ed inviato medici alla Casa Provinciale per prendersi cura dei residenti nelle tende allestite. Jorge e Ramon di Porto Rico hanno raccolto nei villaggi vicino cibo, acqua e medicine equipaggiando cinque camion che hanno poi traghettato passando per Santo Domingo ad Haiti.
L’aiuto prezioso dei tanti mossi da spirito di generosità non è mai abbastanza, nonostante gli esempi di solidarietà, ancora molto c’è da fare ed è necessario per aiutare la popolazione di Haiti soprattutto se si considera che sta per arrivare la stagione delle piogge che finirà per aggravare la situazione già di per sé precaria.
La voglia di lavorare affinché Haiti possa migliorare è un sentimento molto forte che si tocca con mano affiancando il lavoro delle suore; un sentimento che vanifica subito i timori iniziali e le paure di chi come le nostre volontarie arrivi sul posto e si trovi di fronte alle conseguenze disastrose del terremoto. Come dice Sr. Monique “ Non possiamo lasciare che il sacrificio dei molti che sono morti vada sprecato, costruiremo una strada per una vita migliore per coloro che ci hanno lasciato”. Per questo la gente di Haiti non va dimenticata, lo sforzo nel sostenerla sia materialmente che psicologicamente deve continuare.
Ringraziamo Carrie, Maria Carmen, Molly ed Irma per il loro lavoro con il Vides Usa ad Haiti, per lo spirito di generosità e solidarietà che hanno dimostrato nell’aiutare i bambini e la gente di questo sorprendente Paese.

Facciamo seguire alcune fotogarfie che ci ha inviato il nostro volontario Michele
(clicca per ingrandirle):

27/02/10
Cari amici,
Siamo qui da pochi giorni e non nascondo che l’impatto con la realtà locale è stato molto duro.
Arrivando ad Haiti la situazione è apparsa devastante, ma solo ieri andando in giro in macchina per visitare le missioni delle suore salesiane le dimensioni della tragedia si è rivelata in tutta la sua grandezza, la città è una tendopoli, dalle tende classiche arrivate da tutto il mondo alle tende fatte con i più svariati mezzi di fortuna.
Descrivere la sensazione che provo stando qui è impossibile, sicuramente il primo stato d’animo che prende il sopravvento è la tristezza mista ad una profonda desolazione interna, ieri in macchina stentavo a credere che tutta questa distruzione avessi una fine, perché in ogni angolo della città i cumuli di macerie sono infiniti.
Non nascondo che in alcuni momenti trattenere le lacrime è dura, fa male vedere tanta gente per strada, tanti bambini senza più una famiglia, il pensiero del loro futuro quando passerà l’emergenza.
Le case delle suore sono molto danneggiate specie due missioni che sono un cumolo di macerie.
Intorno alle nostre missioni si sono creati diversi campi, ecco alcuni dati:
1. Petion ville: settanta persone dormono nella missione delle suore dove la casa è stata completamente distrutta.
2. Collegio Marie Regine: (5 suore + 2 volontari italiani più collaboratori, giovani del posto) 10.000 persone vivono nel campo, delle quali bambini circa 2.000 (300 da 0 a 5 anni, 7 nati nel campo dopo il terremoto). La distribuzione del cibo e dell’acqua è a carico dell’Esercito Messicano.
3. Citè Militare: 3500 persone vivono nel campo assistenza generale cibo e acqua a carico delle suore.
4. Maria Auxiliatrice: 300 persone più bambini
5. Casa provinciale: 924 persone, cibo e acqua per alcuni giorni con distribuzione di pacchi e assistenza spirituale e sanitaria più i medici portoghesi sempre presenti nella casa. 33 orfani ospiti nella casa.
Dai numeri sopra riportati è facile capire come, dopo la desolazione iniziale, la speranza e la gioia porta a voler fare sempre di più per la rinascita del paese, e si riesce a vedere in tante piccole cose la forza della gente che nonostante tutto cerca di ritornare ad una vita normale, per quanto possibile.
Oggi abbiamo montato delle tende nel campo vicino la missione la gioia di lavorare e condividere con queste persone la vita di tutti i giorni è qualcosa che riempie totalmente, e non posso che essere felice di essere qui accanto a tante persone che hanno deciso di donare la propria vita per il prossimo.
Mentre vi scrivo sta diluviando è notte e il pensiero non può non andare a tutte le persone che vivono nelle tende spesso non impermeabili, una cooperante francese mi ha appena detto che nel sud di Haiti un allagamento causato dalla pioggia ha causato la morte di 10 persone.
Le scosse di terremoto saltuariamente si fanno sentire, la scorsa notte c’è stata una di 4.5,
per il resto i segni del lavoro fatti in questo mese sono visibili, sono certo che se gli aiuti saranno usati bene da questa tragedia la popolazione Haitiana potrà vivere una grande rinascita.
Spero di poter scrivere presto,
Michele A.
Facciamo seguire alcune fotogarfie che ci ha inviato il nostro volontario Kristian:

23/02/10
Oggi, 23 febbraio 2010, sono partiti per portare soccorso alla popolazione di Haiti due nostri volontari: Kristian Talamonti e Michele Abbate.
Auguriamo a Kristian e a Michele una buona esperienza e assicuriamo loro la nostra vicinanza con le nostre preghiere!
Kristian è un ex allievo delle suore salesiane e psicologo laureatosi presso la Pontificia Università Auxilium. Egli ha svolto un’esperienza di volontariato durante la recente emergenza Abruzzo. |
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Michele ha conseguito il dottorato di ricerca in Scienze Chimiche e attualmente è chimico presso l’Università degli Studi di Palermo. Dal 2005 è volontario del VIDES Internazionale con esperienze in India ed in Etiopia dove tra il 2008 e il 2009 ha svolto il compito di docente volontario presso la scuola di Adwa. |
Facciamo seguire una piccola testimonianza di Michele:
“Negli ultimi anni la mia attività di volontariato ha trovato ampia realizzazione nello spirito salesiano di Don Bosco attraverso il VIDES Internazionale, dove ho avuto modo di imparare a conoscere realtà molto diverse che mi hanno completato sotto molteplici punti di vista.
In questi anni ho avuto inoltre modo di imparare a donarmi agli altri cercando di uscire da me stesso e mettendo in primo piano il bene del prossimo. Solo attraverso questa esperienza di totale abbandono riesco a provare quella sensazione di profondo benessere che mi fa sentire in completa comunione con Dio”.
Michele prima della sua partenza per Haiti ha organizzato nella sua città, Palermo, due serate (18 e 19 febbraio) di raccolta fondi per questa terra colpita dal terribile terremoto che ad oggi ha causato più di 200 mila morti. Numerose sono state le partecipazioni alle due serate che gli hanno permesso di raccogliere i fondi per l’acquisto di tende che porterà personalmente ad Haiti insieme ad altri fondi che donerà direttamente alle suore salesiane presenti in loco. Infatti, le suore salesiane si sono attivate immediatamente per portare soccorso alla popolazione allestendo un campo che offre ospitalità a più di 3000 persone, distribuendo cibo e assistenza, radunando i bambini e i ragazzi e proponendo varie attività di sostegno ed animazione. Le suore salesiane hanno tristemente constatato come i bambini siano le vittime più indifese e con una grande necessità di supporto non solo fisico, ma anche e soprattutto psicologico. Infatti, la maggior parte di questi bambini non riesce più a comunicare. Lo shock per quello che hanno vissuto è stato talmente forte da impedire loro di esternare il dolore, la sofferenza, la paura per questa tragedia.
Facciamo seguire alcune fotografie della serata:

23/02/10
Dopo il terribile terremoto che ha colpito Haiti causando più di 200 mila morti, le suore salesiane si sono attivate immediatamente per portare soccorso alla popolazione:
- Hanno allestito un campo che offre ospitalità a più di 3000 persone
- Distribuiscono cibo e assistenza
- Visitano le famiglie per meglio capire le necessità di ognuno
- Radunano i bambini e i ragazzi e propongono varie attività di sostegno ed animazione
Anche grazie all’aiuto e alla generosità di tanti sostenitori italiani è possibile tutto questo!
Un grazie particolare a tutti quelli che sono stati e saranno vicino alle sofferenze della popolazione haitiana.

09/02/10
Haiti nella nostra Preghiera 
02/02/10
Dopo il terribile terremoto che ha colpito il 12 gennaio la popolazione di Haiti, l’isola deve affrontare un’enorme emergenza: 150 mila morti, migliaia di feriti e mancanza di acqua potabile e di cibo affiancata a una enorme difficoltà nel coordinamento degli aiuti.
Le FMA hanno subito danni nelle opere di Port-au-Prince e “Santa Maria D. Mazzarello” di Pétion-Ville. Ora in tutte le case, nelle parti rimaste in piedi, le suore salesiane si sono attivate per accogliere la gente.
Sul sitoweb delle Figlie di Maria Ausiliatrice possiamo leggere:
“Il canale televisivo colombiano RCN ha trasmesso un'intervista a suor Rocio Perez, missionaria in Haiti di origine colombiana. Nel servizio sono state mostrate alcune immagini in cui si vedono le nostre sorelle che lavorano in un grande campo con oltre 3.000 persone, che è stato allestito nella zona verde di una delle nostre comunità. Suor Rocio ha raccontato che nel mese di dicembre avevano ricevuto in regalo tende da campo, che adesso hanno messo a disposizione della popolazione. I cronisti mostrando le immagini hanno commentano che il luogo dove operano le fma era uno dei pochi organizzato bene e le persone intervistate hanno manifestato la loro gratitudine per l'aiuto ricevuto”
Le Suore Salesiane presenti sul territorio da subito si sono attivate per soccorrere la popolazione constatando come i bambini sono le vittime più indifese e con una grande necessità di supporto non solo fisico, ma anche e soprattutto psicologico. Infatti, la maggior parte di questi bambini non riesce più a comunicare. Lo shock per quello che hanno vissuto è stato talmente forte che impedisce loro di esternare il dolore, la sofferenza, la paura per questa tragedia.
Per questo motivo, le nostre suore oltre a dare ai piccoli il cibo e l’acqua cercando di donare loro affetto, amore, protezione. Aiuta anche tu questi bambini attraverso un gesto concreto di solidarietà!
Volontari VIDES Internazionale e VIDES USA ad HAITI
Un particolare ringraziamento va ai volontari del VIDES Internazionale (Michele Abbate) e Vides USA (4 volontari) che con un gesto di grande solidarietà e generosità si sono messi a disposizione per andare ad aiutare i bambini di Haiti.

Michele Abbate, Italia |

Maria Castillon, USA |

Molly Fohn,
USA |

Irma Ortega Bijarro, USA |

Carrie Roudebush, USA |
12/01/10
Poco prima della mezzanotte italiana di martedì 12 gennaio Port-au-Prince, capitale di Haiti, è stata devastata da quattro scosse di terremoto molto violente. La città di due milioni di abitanti in pochi secondi si è trasformata in una distesa di rovine e con il passare delle ore l’entità del disastro si avvicina sempre di più a quello di una catastrofe e si teme che i morti e i dispersi siano già migliaia. Una tragedia che ha colpito un paese già in ginocchio da anni e che è il più povero dell’area caraibica.
Il VIDES Internazionale e le Figlie di Maria Ausiliatrice operano da anni ad Haiti attraverso attività di sostegno ai bambini di strada, ai giovani e alla popolazione più svantaggiata.
Le Suore Salesiane sono presenti a Port–au-Prince con 6 Case adibite a scuole, centri di accoglienza ed oratori.
Le FMA hanno subito danni nelle opere di Port-au-Prince e “Santa Maria D. Mazzarello” di Pétion-Ville. Al momento risulta ricoverata in ospedale anche una Figlia di Maria Ausiliatrice. Per maggiori notizie, vi consigliamo di leggere anche quanto scritto dall’Agenzia di Informazione Salesiana: http://www.infoans.org/1.asp?Lingua=1&sez=1&sotsez=13&doc=4666
Davanti a una tragedia di tale entità le necessità sono veramente numerose e per questo motivo chiediamo a tutti voi un aiuto per la popolazione di Haiti.
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