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Da una suora missionaria in Timor

21/12/07
Carissimi,
in prossimità del Natale mi faccio risentire per alcune notizie, visto che le comunicazione sono più rare che non un tempo.
Credo molti abbiano sentito o ricevuto le notizie del mese di agosto con quanto è capitato in Venilale. Addirittura la notizia è uscita alla TV tedesca e purtroppo la fama ricevuta non è delle migliori, e questo spiace soprattutto pensando che buona parte della popolazione è rimasta vittima di queste stesse violenze.
Ora la situazione è, esternamente, calma: alcuni di coloro a cui è stata distrutta la casa hanno ricominciato a ricostruire, alcuni stanno riparando i danni, molti giovani, manipolati e pagati per queste violenze, si sono rifugiati nelle foreste dei villaggi di Venilale più lontani dalla strada, e la Polizia non ha colpevoli fra le mani!
Il problema è, come molti di voi che mi seguono da anni sanno, quello delle “voci”: si parla di nuove vendette o attacchi e la gente vive nell’attesa di qualche altro disastro. Ora le “voci” vengono utilizzate anche per le calunnie, e spesso la Chiesa ed i suoi membri vengono coinvolti in questo. Basta un religioso che dà qualche giudizio avventato sulla situazione, che immediatamente si dice che la Chiesa è schierata politicamente, che favorisce questo o quel partito… ed è soprattutto la gente semplice e priva di cultura a risentirne, perché costoro “bevono” qualsiasi informazione, basta che chi ne parla sappia parlare con una certa capacità; e chi vuole allontanare la gente semplice dalla Chiesa, ha buon gioco.
Lo stiamo vedendo nel nostro piccolo a Venilale: si dice che al seminario minore (scuola media) dei salesiani vengono presi solo i ragazzi più intelligenti o ricchi. Si dice che l’orfanotrofio favorisce soprattutto i parenti delle suore, quando invece da qualche anno si sta facendo un lavoro capillare con i catechisti per individuare oltre che le bambine orfane, anche quelle veramente povere o che vivono in situazione di pericolo morale. Della scuola professionale non si sente molto, ma siccome accogliamo anche ragazze provenienti dalla zona occidentale di Timor Est, allora a volte si diventa obiettivo di minacce e intimidazioni.
L’unica struttura che in questo momento si “salva” dalle critiche è l’ambulatorio, forse perché ognuno può vedere l’utilità dell’opera e tutti ne possono usufruire indiscriminatamente. Questo infatti è un’attenzione che abbiamo: non favorire nessuno ma, al tempo stesso, permettere che tutti coloro che vogliano accedere all’ambulatorio possano farlo. Veramente una preferenza l’abbiamo: i bambini! La gente lo sa e non reclama più quando, per esempio, viene data la precedenza ad un bimbo con febbre altissima, o se i bambini che hanno delle medicazioni da cambiare, non stanno ad aspettare come tutti! Alcuni di questi bimbi si sentono quasi “di casa”: hanno imparato dove sono le caramelle, entrano e si prendono il seggiolino per sedersi portandolo dove a loro piace… altri, invece, terrorizzati dalle vaccinazioni che hanno ricevuto, non risparmiano urla e grida la prima volta che vengono!
In questo periodo poi, pe. Locatelli ha ricevuto un container pieno di omogeneizzati, e noi abbiamo avuto subito una stanza piena. Io ne avevo già ricevuto gli anni precedenti tramite amici di Milano e avevo fatto l’esperienza che dando indicazioni precise alle mamme, da una parte si favoriva che cucinassero con attenzione il cibo locale (riso), dall’altra, il contenuto degli omogeneizzati dava un apporto superiore di proteine con buoni risultati. Anche perché non vogliamo creare dipendenze da cibo proveniente dall’estero che poi, magari, è difficile recuperare in zona o costoso. Venilale ha la fortuna di avere una buona coltivazione di verdure e frutta, per cui si vuol soprattutto sensibilizzare a questo. Devo comunque dire che “vanno a ruba”: normalmente diamo una confezione di prova, e poi, se al bambino piace quel gusto, chiediamo che ritornino con la confezione vuota e allora ne ricevono per una settimana o 2. Dopo 3/4 settimane chiediamo che ritornino con il bambino per poterlo pesare e vedere se ottiene vantaggi da questo (ho visto con i miei occhi, adulti mangiare con voracità queste “pappe”!). Anche il programma TBC ci permette di avvicinare persone dei vari villaggi e, tramite i motivatori, di farci sempre sentire vicine alla loro vita.
Ora si avvicina il Natale, e questo è un momento favorevole per cercare di riavvicinare le persone tra loro. La Parrocchia ha scelto come tema dei ritiri: “Gloria a Dio e pace in terra agli uomini” proprio guardando al desiderio di pace che tutti esprimono, ma che poi non riesce a concretizzarsi in scelte e azioni concrete e quotidiane.
Auguro anche a voi un Natale di pace, assicurandovi sempre il nostro ricordo
BUON NATALE
Sr. Alma C.
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