|
Incontro pubblico con BAN Ki-moon alle Nazioni Unite |

29/04/08
Il 29 aprile 2008 a Ginevra l’Ufficio delle Nazioni Unite di Ginevra (ONUG) e l’Istituto delle Nazioni Unite per la Formazione (Training) e la Ricerca (UNITAR) hanno organizzato una Conferenza pubblica nella Sala delle assemblee del Palazzo delle Nazioni sul tema “Gli obiettivi del millennio sono votati all’insuccesso?”.
Invitato speciale: il Segretario delle Nazioni Unite Ban Ki-moon.
Partecipanti: oltre ai rappresentanti dei Paesi membri del consiglio dei Diritti Umani, i rappresentanti delle ONG (che hanno sede permanente in Ginevra) e il pubblico.
La sala delle assemblee ha visto i suoi 1900 posti completamente occupati e ha chiuso le porte alle ore 16 (orologio svizzero!) per dare inizio all’incontro.
Presenti il segretario generale aggiunto delle Nazioni Unite (Sergey Ordzhonikidze), la consigliera federale (Micheline Calmy-Rey) e il sottosegretario generale delle Nazioni Unite, direttore generale dell’UNITAR (Carlos Lopes).
« E’ il pubblico piu’ numeroso a cui mi sono rivolto da quando sono segretario generale » ha esordito Ban Ki-moon.
In riferimento agli obiettivi del millennio il suo discorso fa subito riferimento al male maggiore : la fame nel mondo. Fa osservare come sia inaccettabile che nonostante i progressi ottenuti in alcuni luoghi troppa gente soffra ancora la fame o muoia. « Come vivere ? come sopravvivere ? E’ la domanda di oggi di molta gente …ed è l’urgenza di oggi. » L’aumento della crisi alimentare si sta diffondendo in tutto il mondo e le cause sono molteplici, osserva il segretario generale con un accenno particolare ai biocarburanti (« Una follia ! »),collegandosi anche ai problemi posti dal cambiamento climatico.
Ricorda che nel 2050 la popolazione mondiale arriverà ai 9 miliardi e cio’ comporta un dovere nei confronti delle generazioni presenti e future : l’acqua, il clima, le risorse debbono essere una priorità.
Sottolinea come le Nazioni Unite si stiano muovendo attraverso la FAO,il PAM, la Banca Mondiale per realizzare sistemi di finanziamento rapidi e per correggere le distorsioni anche nei sistemi di commercio (dal 3 al 5 giugno a Roma ci sarà la Conferenza sulla sicurezza alimentare).
Una convinzione emerge piu' volte: non solo si puo' superare la crisi ma occorre guardare la situazione come un'occasione per rilanciare l'agricoltura. Esistono buone prassi in vari paesi spesso dovute alle coltivazioni ingegnose realizzate dalle donne.
In riferimento agli altri obiettivi del millennio (tutti collegati tra loro) un accenno particolare va alla lotta contro il paludismo e su quanto le Nazioni Unite stanno realizzando per debellare questo male che uccide tanti bambini.
Risponde con determinazione alla domanda-sfida principale: "No, non é vero che gli obiettivi siano votati all'echec se abbiamo il coraggio di rispondere globalmente alle promesse fatte e se i paesi sviluppati aiutano".
Si da quindi il via al dialogo interattivo: all'inizio sono i giornalisti e i conduttori televisivi (Tribune de Genève, TSR, RSR) a porre una serie di domande
- "In riferimento a quanto sta accadendo in Zimbabwe e in altri paesi come si può intervenire per debellare la fame se non si assicura prima la pace?"
- "Si riconosce che il sistema è diretto da predatori che reggono i flussi finanziari...Che cosa fa l'ONU al riguardo?"
- "Non si dovrebbero mettere in questione gli obiettivi del millennio? gli esperti che avete non potevano prevedere prima quanto sarebbe capitato?"
"Quale il ruolo dell'aumento demografico?"
"Perché le Nazioni Unite non fanno nulla contro i regimi dittatoriali?"
Le risposte fanno riferimento alle misure che si stanno realizzando sia per fornire un aiuto umanitario, sia per gestire le situazioni di conflitto, sia per cercare quali misure siano idonee per intervenire sulle speculazioni finanziarie (con un accenno all’incontro avuto a Berna nel giorno precedente con la banca Mondiale, FMI e responsabili finanziari).
Con forza sottolinea la responsabilità globale che abbiamo di rispondere a problemi che già si intravedevano nel passato (come l'aumento dei prezzi alimentari) e la questione molto importante del "buon governo" ("Non ci si può ingerire nella politica locale degli Stati, sovrani nel loro territorio, si può solo insistere sul rispetto dei diritti umani ed è su questo aspetto che stiamo lavorando...").
Avviene poi una cosa insolita riguardo alla prassi cui é abituato il Segretario generale: rispondere alle domande che gli saranno rivolte dalle persone presenti in aula, spostandosi dal tavolo centrale per sedersi (in stile colloquiale) davanti al pubblico.
Il moderatore del dibattito invita a porre domande (e non dichiarazioni!) nei tre quarti d’ora a disposizione su tre temi: crisi alimentare – diritti umani – la pace.
Le domande vanno dal “ come risolvere i problemi a livello micro…cosa dire ai bambini”, “come impedire il mercato libero… come è possibile un aumento così rapido dei costi..”, al “c’è un legame tra tutte le guerre che si succedono?” “ Crede al fatto che la Cina stia facendo dei progressi nella questione che riguarda il Tibet?” “Come conciliare progresso economico e vita frugale” “Le sembra riguardo al ‘buon governo’ che le Nazioni Unite costituiscano un esempio al riguardo?”, per arrivare ad una richiesta molto concreta “ Nel caso di genocidi dove le Nazioni Unite non sono intervenute vi sentireste in dovere di dare le dimissioni?”
Le risposte di Ban Ki-moon sono state, a mio parere, più una riflessione su quanto richiesto che una vera risposta. Sono state ad ogni modo riflessioni che hanno raggiunto il cuore di tutti i partecipanti (a giudicare anche dal lunghissimo applauso che è seguito al suo intervento) che hanno scoperto una persona che affronta con impegno e passione il suo incarico.
Evocando il suo stile di diplomatico ha detto “ Forse do l’impressione di qualcuno che se ne sta in disparte, ma so essere fermo e so prendere le misure necessarie quando occorre…”. Fa riferimento all’importanza di un cambio di mentalità, all’importanza dell’esempio, al fare attenzione anche a piccole cose (“ quando esco da una stanza mi preoccupo sempre di spegnere la luce”), alla scelta di un cammino consensuale (che predilige), alla partecipazione di tutti per vivere in un mondo che non abbia più conflitti. In riferimento a quanto gli è stato richiesto sulla situazione in Cina esprime pena che lo sport ci vada di mezzo (“Lo sport deve rimanere sport al disopra di tutte le tensioni…”), fa palese la sua preoccupazione nel vedere la violazione dei diritti umani in molte parti del mondo soprattutto nei confronti delle donne e sottolinea come si stia adoperando per riconoscere alle donne il giusto ruolo che debbono avere a tutti i livelli (“ Sono la metà del pianeta…è una delle mie priorità che le donne prendano in mano le redini della loro vita”). Ricorda pure come la creazione del Consiglio dei Diritti umani con i nuovi procedimenti come l’UPR (Revisione Periodica Universale a cui debbono prestarsi tutti i paesi ogni quattro anni) sia un cammino che fa capire come i Diritti Umani debbano essere conosciuti e protetti in quanto sono la filigrana della vita.
Riconosce che le Nazioni Unite si prestano a molte critiche ed è una forte esigenza che esse “rinascano” attraverso la trasparenza e la competenza. Le religioni hanno un ruolo importante nel cammino che si sta facendo in quanto possono promuovere il rispetto reciproco (“Noi siamo una famiglia e dobbiamo imparare a vivere nell’armonia”).Ha visitato molti luoghi dell’Africa, ha visto le sofferenze che ci sono, ha ammirato la forza degli Africani nell’andare avanti. Un rapido flash personale nell’accenno ad un incontro con bambini africani: “Anch’io da piccolo ho conosciuto la povertà, la fame…vengo da una famiglia di agricoltori e ricordo come mio nonno faticava per farci mangiare…”.
E conclude “Se volete che i miei sforzi siano coronati di successo…aiutatemi! Io vado avanti con l’umiltà di chi si trova ad affrontare cose molto grandi…”. “Come le è sembrato questo incontro?” “Ho avuto moltissimi incontri con giornalisti, capi di stato …ma questa è stato l’incontro più lungo e… più faticoso!”.
E’ un fatto che il Segretario Generale ha colpito tutti i presenti: lo si diceva un uomo freddo, distante, non carismatico mentre ha svelato nell’incontro molta umanità, simpatia, intelligenza e anche molta franchezza nel condividere le sue preoccupazioni. L’appello “ Aiutatemi!” ha toccato il cuore di tutti ed ha creato un clima di accoglienza, fiducia e speranza.
Breve Biografia di Ban Ki-moon:
Nato il 13 giugno 1944 , primogenito di sei figli, in una famiglia di contadini della Korea del Sud, Ban Ki-Moon è un diplomatico di lungo corso, cristiano educato a Harvard, sposato con una compagna di liceo, Yoo Sonn-Taek, e ha tre figli.
E’ stato eletto dai 192 Paesi dell'Assemblea generale per acclamazione su raccomandazione unanime del Consiglio di Sicurezza.
Il suo programma ''ridare fiducia'' nella organizzazione delle Nazioni Unite attraverso i seguenti passi:
- “Lead by example;
- Seek excellence with humility;
- Set the highest ethical standard;
- Pursue dialogue and engagement;
- Play the role of harmonizer and bridge-builder;
- Make transparency and accountability the cornerstone of my tenure;
- Be animated by both passion and compassion in achieving our goals;
- Be sensitive to the concerns of all Member States, big and small. “
|
|