Target 2015: promuovere la sostenibilità ambientale - crea un clima di giustizia
21/01/09
Si è tenuto a Roma, presso Villa Piccolomini, il lancio della campagna di sensibilizzazione “ Target 2015: promuovere la sostenibilità ambientale- CREA UN CLIMA DI GIUSTIZIA”, promossa in Italia dalla FOCSIV- Volontari nel mondo, nell’ambito della più ampia mobilitazione “ Poverty and Climate Justice” sostenuta a livello internazionale dalla CISDE- la rete delle agenzie di sviluppo della Chiesa Cattolica in Europa e Nord America, di cui FOCSIV è il membro italiano- e da Caritas Internationalis.
Tra le personalità e le autorità presenti alla conferenza, tra cui giornalisti, rappresentanti dei partner della Campagna, professori universitari e un esponente della Conferenza Episcopale Italiana - Mons. Angelo Casile - di particolare rilievo e interesse gli interventi del Presidente della Regione Lazio - Piero Marrazzo- che è divenuto attivista della Campagna aderendo all’iniziativa presente sul sito internet www.climadigiustizia.it e dell’ambasciatrice dell’Ecuador in Italia – Geoconda Galan Castelo- che ha presentato l’iniziativa Yasuni-ITT, che vede l’impegno attivo del Paese nella salvaguardia del pianeta.
I cambiamenti climatici, indotti in maggior misura dai paesi industrializzati, stanno avendo ripercussioni sull’intero pianeta, ma ad esserne maggiormente colpite sono soprattutto le popolazioni meno responsabili dei paesi più a Sud del mondo, in quanto meno capaci di far fronte alle nuove condizioni di vita per via delle minori risorse disponibili e perché dipendenti principalmente dalle attività agricole, più sensibili ai mutamenti climatici.
Non si tratta più quindi solo di una questione ambientale, ma anche di un problema di uguaglianza e giustizia globale che sta annullando i progressi compiuti nella riduzione della povertà e nella realizzazione degli Obiettivi di sviluppo del millennio.
Ed è proprio guardando a questo allargamento della forbice di ineguaglianza tra Nord e Sud del mondo che nasce la campagna internazionale “ CREA UN CLIMA DI GIUSTIZIA”, nell’ottica di un’ecologia umana, attenta alla ricerca di soluzioni per accrescere la giustizia sociale del mondo.
La campagna seguirà il negoziato internazionale che, dalla Conferenza della Convenzione degli Stati Parti delle Nazioni Unite di Poznan, conclusasi a dicembre, porterà alla Conferenza di Copenaghen del dicembre 2009, con l’intento di raggiungere un accordo “ Kyoto post 2012 “, che affronti in modo efficace ed equo le sfide poste dai cambiamenti climatici, realizzando i seguenti obiettivi:
1. Il riconoscimento del diritto degli abitanti dei Paesi in Via di Sviluppo ad uno sviluppo sostenibile, con priorità alle comunità vulnerabili che vivono in povertà;
2. il supporto dei paesi industrializzati agli sforzi di mitigazione ed adattamento dei Pesi in Via di Sviluppo, in termini di tecnologia, finanziamenti e costruzione di capacità, secondo modalità sufficienti, prevedibili, certe ed accessibili in maniera misurabile, riferibile e verificabile;
3. limitare l’aumento delle temperature globali di superficie medie il più possibile, mantenendolo al di sotto di 2° Celsius rispetto ai livelli preindustriali. Come riconoscimento del loro debito ecologico nei confronti della comunità internazionale, i paesi industrializzati devono assumersi seriamente la responsabilità di guidare il processo di rigorosa riduzione dei gas serra ( GHG ).
In particolare, la campagna monitorerà il processo in itinere affinché si garantisca la partecipazione degli attori del Sud del mondo ai negoziati e ne vengano prese in considerazione le prospettive ed i bisogni; inoltre vigilerà sulle misure che si adotteranno affinché non ricadano sui Paesi a Sud del mondo e che ci sia un’equa distribuzione dei costi in base alle differenti responsabilità e disponibilità di risorse.
Si tratta, dunque, di una sfida per l’intera umanità: realizzare una campagna globale, che si faccia carico di una responsabilità comune ma differenziata per quel bene comune che è la stabilità climatica.