Partecipazione alla 62° conferenza a Mexico City sul disarmo
07/10/09
62° Conferenza Annuale DPI/ONG
PER LA PACE E PER LO SVILUPPO: DISARMO ORA!
Città del Messico, Messico, 9-11 Settembre 2009
¡Bienvenidos a México!
«Sono lieto di salutare tutti i partecipanti a questa Conferenza annuale DPI / ONG , che si occuperà di due obiettivi critici - la pace e lo sviluppo - e di un mezzo per farli progredire : il disarmo.
L'obiettivo "disarmo generale e completo" - che ha comportato l'eliminazione delle armi di distruzione di massa e la regolamentazione delle armi convenzionali - appare in una dozzina di trattati multilaterali e centinaia di risoluzioni delle Nazioni Unite. I progressi in materia di disarmo possono liberare risorse per lo sviluppo, rafforzare lo Stato di diritto e la fiducia - tutti componenti indispensabili della pace. »
Ban Ki-Moon - Segretario Generale delle Nazioni Unite - Messaggio del Segretario Generale , 62° Conferenza Annuale DPI-ONG, Città del Messico, 2009.
“Se la sicurezza viene ancora considerata “ un elemento inseparabile dalla pace”, al momento “l'aumento di armi, in particolare armi nucleari, lungi dal contribuire a rafforzare la sicurezza internazionale, la indebolisce”,in quanto “l'accumulo di armi, in particolare armi nucleari, costituisce oggi una minaccia più che una tutela per il futuro del genere umano”. Pertanto, è evidente che è giunto il momento “per cercare la sicurezza nel disarmo”.»
Alfonso García Robles (1911-1991), Artefice del Trattato di Tlatelolco, dal suo discorso di accettazione del Nobel per la Pace,1982.
Il Dipartimento di Informazione Pubblica delle Nazioni Unite ha ospitato la 62° Conferenza annuale delle ONG a Città del Messico, dal 9 all’11 settembre. La conferenza di quest'anno, che ha affrontato il tema “Per la Pace e per lo sviluppo : disarmo ora!” è stata convocata in un momento epocale, in cui la comunità internazionale sperimenta un’ondata di interesse multilaterale e rinnovato per il disarmo.
La conferenza si è tenuta presso la sede del Ministero degli esteri di Città del Messico, ed è stata organizzata dal DPI dell'ONU, in partnership col Comitato esecutivo ONG/DPI, il governo messicano e l'Ufficio del disarmo delle Nazioni Unite (UNODA). Erano presenti alla conferenza: Maria Luisa Miranda (Consigliera generale e Responsabile dell’Ambito della Famiglia Salesiana), Maria Grazia Caputo, Rappresentante Permanente a Ginevra di IIMA (Istituto Internazionale Maria Ausiliatrice), Leonor Guadalupe Salazar (VIDES Internazionale) insieme a Lizbeth Campoy Ortega, Paulina Weigend, Sr.Graziela Castagno, Sr. Alejandra Garrito (Vides Messico Nord e Sud).
La sede scelta per la conferenza non è casuale: lo storico "Trattato per la proibizione delle armi nucleari in America Latina", conosciuto comunemente come “Trattato di Tlatelolco, è stato sottoscritto proprio nella capitale messicana il 14 febbraio 1967, ed è la felice testimonianza, insieme al Messico stesso, che zone libere da armi nucleari possono esistere, e allo stesso tempo si può contribuire allo sviluppo dell'umanità e sicurezza.
La Conferenza ha lo scopo di promuovere azioni comuni tra coloro che, nella Società Civile, nelle Università, nei centri finanziari, nelle organizzazioni filantropiche e nei media lavorano insieme per il disarmo, la pace e lo sviluppo.
Uno degli obiettivi è di rendere le persone coscienti del modo in cui il disarmo può promuovere una pace duratura, ridurre la povertà e permettere agli uomini di istruirsi, ricevere cure mediche, godere dei diritti umani fondamentali. Essa mira a delineare modi efficaci tramite i quali la società civile possa lavorare insieme ad altri soggetti per contribuire alla promozione del disarmo e della non proliferazione, come pure per la pace, e di promuovere lo sviluppo sostenibile a livello internazionale, regionale, nazionale e locale.
Una caratteristica importante di questa conferenza è stata l’enfasi posta sulla partecipazione attiva dei rappresentanti delle ONG, attraverso il loro diretto coinvolgimento nelle quattro tavole rotonde, nelle sessioni di breakout, nei dialoghi interattivi, negli Workshop pomeridiani e in una miriade di altre attività. Il Workshop in particolare ha permesso
un esame più approfondito, in un ambiente più raccolto, di temi affrontati in plenaria e nelle tavole rotonde.
In base agli obiettivi che si prefiggeva la Conferenza, nelle tavole rotonde e nei vari workshop pomeridiani è emerso in particolare un tema importante: tutti i conferenzisti hanno sottolineato l’importanza del disarmo non soltanto per quanto riguarda le armi nucleari, ma per qualsiasi tipo di armamento, incluse le armi cosiddette “leggere”; si è evidenziato inoltre il vincolo tra disarmo, sviluppo umano e sicurezza, mettendo in risalto il loro collegamento con il raggiungimento della pace. E’ stata oltre a ciò riconosciuta la centralità di un impegno formativo integrale della persona, in ogni suo aspetto e come protagonista della società civile. La questione centrale emersa circa questo tema, e su cui si è riscontrato un parere pressoché unanime, è la costatazione dell’estensione del clima di violenza e intolleranza che ormai pervade ogni settore della vita quotidiana di ogni persona: a scuola, nel lavoro, persino tra le mura domestiche. L’assuefazione alla prepotenza e la tolleranza al sopruso devono essere combattute con ogni mezzo, attraverso la presa di coscienza e la sensibilizzazione al cosiddetto “disarmo emozionale”, fondamento per la costruzione di una pace solida e di una sicurezza senza armi né crudeltà.
Strettamente connesso al tema del vincolo tra riduzione effettiva degli armamenti ed educazione al disarmo, durante la Conferenza si è evidenziata la necessità di incoraggiare strumenti legislativi in grado di guidare i mezzi di comunicazione di massa all’utilizzo di linguaggi di pace, contrastando invece il linguaggio di violenza spesso usato nella comunicazione. Internet e la televisione, in particolare, si contraddistinguono per l’impiego di espressioni e immagini violente e, data la loro crescente importanza come mezzi di socializzazione, dovrebbero avere il compito di educare alla risoluzione non violenta dei conflitti. E’la società civile che deve farsi carico di fare pressione sui governi affinché si concretizzi la riduzione degli armamenti e il “disarmo emozionale” nei confronti della violenza sempre più presente nella vita di ognuno, sforzandosi di individuare allo stesso tempo modalità non violente per reagire alle prevaricazioni.
In concreto i partecipanti alla conferenza, insieme ai rappresentanti dell’intera società civile, chiedono ai governi e alle organizzazioni internazionali, in materia di disarmo nucleare, di:
- Ottenere le firme e le ratificazioni necessarie per cui il Trattato per la Proibizione completa dei test nucleari entri presto in vigore senza più ritardi né condizioni;
- Consolidare le zone esistenti libere dalle armi nucleari, promuovere la cooperazione tra membri di queste aree e crearne di nuove, con l’obiettivo di raggiungere, nel prossimo futuro, una zona globale libera dalle armi nucleari;
- Dichiarare il giorno 27 ottobre il Giorno Internazionale per un Mondo Libero dalle Armi Nucleari;
- Sollecitare il Tribunale Internazionale della Giustizia all’emissione di un parere consultivo sui requisiti per il raggiungimento di un accordo con l’obbligo di “buona fede” nelle negoziazioni sul disarmo nucleare.
Per quanto riguarda invece il disarmo delle armi “leggere” e altre armi convenzionali:
- Regolare e restringere l’uso e il commercio delle armi tra le forze e i corpi di sicurezza e altre entità militari;
- Approvare un Trattato sul Commercio delle Armi effettivo e forte per regolare il commercio internazionale di armi convenzionali;
- Prevenire la proliferazione delle armi leggere tra la popolazione civile attraverso un sistema rigoroso di emissione di licenze, registrazione e regolazione nella vendita, possesso e uso di tali armi.
Tra le disposizioni generali invece si richiede di dichiarare il Decennio Internazionale del Disarmo 2010-2020, cominciare le negoziazioni per un Trattato Globale sui missili e i sistemi anti-missile, destinare la spesa per le armi verso alternative più produttive e socialmente responsabili che possano aiutare a ridurre le diseguaglianze economiche ed ad aumentare la sicurezza, cominciare i negoziati per un Trattato globale sui missili e sui sistemi anti-missili.
Al sistema delle Nazioni Unite, per tramite del Segretario Generale, i partecipanti alla Conferenza chiedono di incoraggiare una maggiore partecipazione della società civile dei paesi in via di sviluppo nei forum di pace e il disarmo dell’ONU, per l’inclusione di prospettive locali e regionali nelle deliberazioni.
Alle ONG e alla società civile infine si chiede di promuovere un’educazione per la pace, per la risoluzione dei conflitti e dei diritti umani come elementi indispensabili per la sicurezza umana e per una pace giusta.