Corso di formazione volontari internazionali partenti
30/04/10 - 02/05/10 “Contro la povertà: Educazione!” questa è la radice del percorso formativo svolto quest’anno. Questo week-end ha concluso il corso intensivo al volontariato internazionale iniziato nel novembre dello scorso anno.
Sono stati mesi in cui i ragazzi hanno lavorato molto e con impegno. Tutti hanno terminato il ciclo della FAD (Formazione A Distanza) con grande soddisfazione.
Da diversi anni il Vides si occupa della formazione di volontari internazionali ed anno dopo anno il numero dei partecipanti è andato aumentando.
Per combattere la povertà serve un’ aiuto che porti allo sviluppo dei popoli.
Come aiutare quindi?
Contro la povertà il Vides lavora in maniera costruttiva: favorendo l’educazione dei ragazzi, ispirandosi all’approccio salesiano non solo come modello di riferimento, ma come stile di vita!
L’educazione è il fulcro del Vides, così come delle FMA. In quasi tutti i paesi del mondo esse donano educazione ha chi altrimenti sarebbe emarginato dalla società in cui vive.
Bambini e ragazzi impossibilitati ad accedere ad un’istruzione a causa della povertà o di discriminazioni vengono aiutati a costruire il loro futuro, a diventare forti sulle proprie gambe per affrontare la vita con gioia e coraggio!
Un popolo che può accedere all’educazione, può affermare i propri diritti e essere artefice del proprio sviluppo, sia umano che economico. Questo è il nostro obiettivo primario e i volontari internazionali sono per questo dei portatori di speranza e promotori dei diritti umani!
E’ il 30 aprile 2010 e siamo a Roma. Nella deliziosa scuola Pio IX° , alle porte di piazza San Pietro, si è svolto l’incontro conclusivo del corso di formazione al volontariato internazionale Vides.
Tre giornate senza dubbio intense e piene di gioia!
Sono stati molti gli interventi, ma tutti miravano a trasmettere un messaggio comune : L’importanza dell’accettazione dell’altro come essere umano, in quanto tale. L’obiettivo è stato quello di far percepire ai ragazzi la maniera adeguata di rapportarsi con una realtà che può apparire differente ma in realtà ci accomuna sotto la maggior parte degli aspetti. Rispetto, umiltà, pazienza è buon senso è la metodologia Vides che i relatori hanno spiegato sotto diverse sfaccettature. Imparare ad ascoltare chi si ha davanti, abbandonando qualsiasi tipo di stereotipo o pregiudizio. Il Vides tiene molto a trasmettere questo messaggio. Non si parte per soccorre l’altro che vive in povertà ma per confrontarsi con una nuova realtà nella quale, casomai, si aiuta l’altro a far emergere le qualità che possiede. Ogni essere umano è portatore di diritti, sia esso uomo, donna o bambino e deve rivendicarli nel caso gli vengano negati.
Noi tutti del Vides ci impegniamo nella costruzione di un mondo diverso. Un mondo ispirato alla pace e alla dignità umana.
Il mondo non cambia per l’azione di una persona sola, ma di società intere ed ognuno di noi si impegna per permettere questo cambiamento. D’altronde il mare è fatto da tante piccole gocce…
Queste ultime lezioni hanno avuto l’obiettivo di rafforzare l’identità del volontario Vides ed acquisire la capacità ricomunicare con chi è “diverso” approfondendo le dinamiche di comunicazione intesa come “ascolto attivo” .
Nell’ apertura del week-end formativo sono state definite e/o confermate le destinazioni dei ragazzi : Angola, Benin, Argentina, Messico, Repubblica democratica del Congo sono i paesi che accoglieranno i Ns. volontari!
Si è riflettuto su cosa ogni ragazzo avrebbe portato con sé nella “valigia del cuore” ed ognuno di loro ha detto la sua. “Porto con me molta speranza!” è stato detto.
Nel pomeriggio di venerdì Sr. Elena Rastello ha spiegato il significato di Interculturalità, sottolineando il ruolo fondamentale della stessa: “Interculturalità - spiega - è, tra le altre cose, fare una politica capace di trasformare la paura in speranza”. La dott.sa Francesca Quartieri ha poi illustrato tramite un bellissimo filmato, il contributo di alcuni volontari e ha spiegato la fondamentale distinzione Vides tra sostegno ed adozione a distanza, spiegandone le differenze.
La giornata seguente, sabato 1° maggio, abbiamo accolto i ragazzi, i quali pur essendosi svegliati molto presto, erano sorridenti e solari!
L’intervento di Sr. Anna Rita era volto a spiegare come fare a comunicare con “l’altro” in un contesto interculturale, cioè l’accettazione dell’altro nella sua differenza.
Sr. Anna Rita ha coinvolto direttamente i ragazzi con esempi pratici per facilitare l’apprendimento del concetto.
Passano le ore ma l’attenzione dei ragazzi rimane alta, spinti dalla loro gioia e dal loro desiderio di ascoltare qualcosa che potrebbe essere loro d’aiuto quando saranno in missione. “Chi è un bambino?”, ho posto loro questo quesito. “Un bambino non è una persona debole - si dice - ma un essere umano portatore di diritti!” Viene brevemente accennata la Convenzione Internazionale sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. Viene proiettato “L’uomo che piantava gli alberi” e subito dopo ci si trasferisce nel cortile per pranzare tutti insieme con un bel sole primaverile che donava un tepore fantastico.
Dopo il break la formazione prosegue: Sr. Anita Deieidi ripercorre in chiave formativa la vita di Don Bosco, spiegando che l’approccio educativo salesiano affonda le sue radici nei comportamenti esemplari di Don Bosco verso i giovani, fondamenta del sistema preventivo.
E’ la volta della dott.sa Onorina Savino. “Anche voi volontari - dice - date il vostro contributo affinché i diritti umani vengano rispettati. Un lungo cammino è formato da tanti piccoli passi”.
La competenza eccellente di Onorina permette ai ragazzi di apprendere molte nozioni che,anche se tecniche, sono di fondamentale importanza per capire il loro ruolo di promotori di diritti umani. La giornata è quasi terminata..si parla delle ultime informazioni tecniche per viaggio ed assicurazioni con Daniela Pochini e poi ci si saluta.
Ecco arrivata la Domenica!
Un buongiorno caloroso in pieno stile Vides e poi si và nella cappella dell’istituto per l’eucarestia. Mentre si celebra la messa si respira il profumo dell’amore e della speranza tra i banchi.
L’intervento di chiusura è della dott.sa Eleonora Carrozza che parla della fondamentale distinzione tra motivazione e bisogno e, in qualità di psicologa, dà preziosissimi consigli ai ragazzi che partiranno a breve, per evitare situazioni di stress e motivo e/o fisico.
Le tre giornate sono passate con un batter d’occhio, ogni volontario presente era pieno di entusiasmo e gioia di vita!
Auguro buon Viaggio ad ognuno di loro, che facciano brillare speranza negli occhi di tutti!
Eleonora Pochi
“Il fare è cieco senza il sapere ed il sapere è sterile senza l’amore”
(Benedetto XVI)