18/05/10 Immacolata Sirtori, o come la chiamavano tutti Tina, era una esile donna di 48 anni nata a Roma, ma oramai da molti anni residente a Vado Ligure vicino a Savona. Si era sposata nel 1995 con il suo Genny con il quale aveva costruito, come da lei stessa affermato, "un matrimonio dove comprensione, condivisione, fede e allegria, uniti al duro lavoro di tutti i giorni, hanno sempre primeggiato, dando un valore enorme ad ogni singolo giorno".
La sua era una vita serena vissuta tra lavoro, famiglia e amici.
Nel maggio del 2001, però, avviene quello che per sempre cambierà la vita di Tina. Durante un viaggio di piacere a Caracas (Venezuela) lei e il marito stavano facendo un'escursione su due macchine differenti. Procedevano per la strada: Genny (come lo chiamava Tina) nella macchina che apriva la via, mentre Tina in quella che seguiva. Era una tranquilla giornata di maggio quando all'improvviso la macchina sulla quale viaggiava Genny è andata fuori strada causando la morte di tutti i suoi passeggeri: in pochi secondi la vita di Tina era cambiata per sempre.
L' impossibilità di accettare una morte tanto improvvisa per l'adorato marito di soli 39 anni, l'ospedale, le pratiche per far rientrare la salma in Italia. Tutto si è svolto in un tempo indeterminato nel quale il mondo interiore di Tina, il suo equilibrio, erano stati completamente stravolti, distrutti. "Quando sono rimasta sola" ha confessato la volontaria, "in un primo momento ho creduto di cedere alla prova più dura da superare in questa vita: la solitudine del cuore. La necessità di donare amore mi stava soffocando, mi sembrava di impazzire. Ho ricevuto tanto amore da Genny e ora che lui non c'era più, non poteva essere giusto tenere tutto questo solo per me".
Una perdita così improvvisa di una persona tanto amata nell'essere umano può causare o l'inaridirsi del cuore affiancato a un odio profondo e ad una indifferenza verso tutta l'umanità o può far nascere un amore incondizionato accompagnato dal desiderio di mettere a disposizione del prossimo se stessi.
Sicuramente Tina ha percorso questa seconda strada. Accompagnata da una fede profonda in Dio, ha affrontato il suo dolore e proprio da questo ha tratto la forza per donarsi completamente agli altri.
Proprio nel momento in cui ha capito che tutto l'amore che le aveva donato Genny era la sua forza e che da questo doveva ripartire per costruire una nuova vita, ha avuto la fortuna di incontrare una suora salesiana, Sr Maria Grazia Caputo, che ha saputo scoprire le sue potenzialità come volontaria al servizio dei bambini meno fortunati dei paesi in via di sviluppo. Proprio sotto la guida di Sr Maria Grazia, Tina ha deciso di intraprendere nel maggio del 2003 la sua prima esperienza di volontariato in Cambogia e in Myanmar.
In questi paesi di diritti negati e di profonda povertà, con un enorme zaino sulle spalle pieno di doni per i bambini, Tina è arrivata per la prima volta nel maggio del 2003.
Con semplicità e amore si è avvicinata alla popolazione di Phum Chreh (Cambogia) dove le Suore Salesiane lavorano instancabilmente per aiutare i più bisognosi.
Il villaggio di Phum Chreh si trova a 10 km dalla capitale Phon Phen. E' composto da 168 famiglie e le persone sotto i 18 anni rappresentano la metà della popolazione. L'estrema povertà, la mancanza di igiene e l'ignoranza che impedisce ai genitori di comprendere l'importanza dello studio per il futuro dei loro figli minano le possibilità di crescita e di sviluppo dei bambini, che spesso sono costretti a lavorare sin da molto piccoli.
In questo quadro spicca l'attività di sensibilizzazione svolta dalla nostra volontaria una volta conosciuta e profondamente compresa la realtà cambogiana: grazie ai suoi racconti ed al suo entusiasmo 350 famiglie nella sola città di Savona hanno deciso di sostenere un bambino a distanza. Tina, alla luce di tanta generosità, ha affermato: "Bisogna agire: evangelizzazione è la parola chiave, il Vangelo in azione, tutto ciò che la figura di Cristo ci insegna e credenti e non si inchinano di fronte alle sue parole e ai suoi insegnamenti. Gesù è di tutti! E lo possiamo vedere ogni giorno in ogni volto. Niente si perde in questa vita e il tempo non distrugge l'amore costruito".
L'operato di Tina, però, non si ferma alla promozione del sostegno a distanza. Infatti, le suore di Phum Chreh avevano il sogno di realizzare una scuola per almeno 400 bambini con la speranza di toglierli dalla strada. In Cambogia, infatti, i bambini devono pagare per poter frequentare la scuola e, a causa dell'estrema povertà in cui versano le famiglie, sono spesso costretti a rinunciare all'istruzione.
Proprio per questo motivo la costruzione di una scuola assume una valenza ancora più significativa per il futuro dei bambini di Phum Chreh.
Grazie al suo entusiasmo contagioso, alla sua caparbietà e al suo amore per questi bambini, in soli 15 mesi Tina è riuscita a raccogliere la cifra necessaria per costruire una scuola di due piani per i 400 bimbi del villaggio. Parlando dei bimbi di Phum Chreh Tina ha affermato: "Amo i bambini della "mia" Missione perché ho scoperto che donare è l'unica arma che abbiamo per vivere in pace con noi stessi e con il mondo. Descriverli ogni volta è come averli qui con me. Il cuore dei nostri sostenitori, dei volontari e delle suore batte per tutti i poveri del mondo".
L'operato di Tina, però, non si è fermato nella sola Cambogia, ma si è esteso anche nel Myanmar, dove si è recata dopo l'esperienza cambogiana.
Myanmar, terra dalla profonda spiritualità, ma anche terra di paure e di sospetti a causa di un regime militare dittatoriale, ha accolto la nostra volontaria con iniziale diffidenza, che si è trasformata, però, in poco tempo, in un affetto profondo.
Ospitata dalle suore salesiane che operano in loco a favore dei bambini e delle persone più svantaggiate, ha avuto la possibilità di vivere a contatto con la gente scoprendo le difficoltà profonde che la popolazione birmana è costretta ad affrontare ogni giorno.
Numerosi i racconti e i ricordi di quel viaggio come l'incontro con una donna anziana con un nipote di 13 anni cerebralmente leso dalla nascita. Tina racconta: "Quando vidi quel bimbo istintivamente raccontai alla nonna del figlio di una mia cara amica che versava nelle stesse condizioni di suo nipote da oltre 15 anni e anche lui curato con tanto amore. La donna capì subito che il mio racconto era vero e non di circostanza e disse alla suora che mi accompagnava: "Tu sei una donna di fede e a te non ho potuto credere perché ho pensato che la tua compassione fosse per alleviare e condividere il nostro dolore. Tu sei molto buona, ma la straniera è stata spontanea e ora io so che non siamo stati puniti per qualche nostro errore. Esistono altri bambini ammalati come il nostro e lo accettiamo come abbiamo sempre fatto, ma ora sappiamo che Dio è con noi".
Anche per i bimbi del Myanmar Tina ha trovato molti sostenitori italiani desiderosi di donare loro la speranza di un futuro migliore. "Ogni volta che raggiungo le Missioni", ha affermato Tina "mi rigenero di energia nuova, mi scopro importante, perché importanti sono loro: i bambini. E mi accorgo che nella miseria del mondo dove la cecità dell'uomo potente non può far nulla, l'unica nostra arma è il cuore delle persone come i miei sostenitori, come le mie suore, come me".
Così il VIDES Internazionale vuole ricordare la nostra cara volontaria Tina.
Abbiamo conosciuto il suo entusiasmo, la sua grinta, il suo amore incondizionato verso tanti bambini. Ricordiamo come li chiamasse per nome uno ad uno conoscendo di ognuno la storia e le speranze. La scuola che lei ha voluto in Cambogia rimane come atto concreto del suo amore e come speranza per tanti bambini.