Foligno - Seminario “I Giovani costruttori di una civiltà dell’amore attraverso i Diritti Umani, la Democrazia e il Dialogo Interculturale”
30/10/10-01/11/10 Nelle giornate dal 30 ottobre all’1 novembre 2010 si è svolto a Foligno, in Umbria, il Seminario Europeo dedicato ai “Giovani costruttori di una Civiltà dell’Amore attraverso i diritti umani, la democrazia e il dialogo interculturale”.
Sono state giornate ricche di emozioni, di gioia e di dialogo dove si sono confrontati tra loro rappresentanti e giovani volontari di 12 paesi europei come l’Italia, la Polonia, la Repubblica Ceca, la Slovacchia, la Slovenia, la Spagna, la Svizzera, l’ Irlanda, il Belgio, l’Austria, la Francia e la Germania e 2 paesi dell’America Latina e centrale ovvero il Brasile e il Costa Rica. L’obiettivo generale del Seminario era quello di porre le fondamenta per una maggiore consapevolezza nei giovani sui valori dei diritti umani, della democrazia e del dialogo interculturale affinché questi possano assumere unruolo più attivo nella difesa di questi diritti, e possano divenire guida e speranza per un futuro di pace, uguaglianza e giustizia.
L’accento è stato posto sulla necessità di costruire insieme come cittadini e di agire insieme, ricordando le parole del Papa Giovanni Paolo II “L’agire è il verbo della speranza”.
Durante il Seminario si è più volte sottolineato l’importanza dei giovani e della formazione dei volontari, formazione che è stata definita da Sr Leonor Salazar, Direttore Generale del VIDES Internazionale, una capacità di vita e una forma di arricchimento che viene dallo scambio delle singole esperienze.
Il Seminario si è svolto attraverso l’analisi di cinque relatori su diverse tematiche di studio e di riflessione, a cui sono seguiti lavori di gruppo.
Nello specifico, il primo relatore, la Dottoressa Nicoletta Teodosi, Presidente della Sezione italiana Antipoverty Network, ha analizzato la realtà europea riguardo ai diritti umani, alla democrazia e alla interculturalità. La Teodosi ha enfatizzato l’importanza della democrazia partecipativa riferendosi al panorama europeo e ribadendo la necessità di mantenere costantemente aperto e trasparente il dialogo tra le istituzioni e la società civile, e altresì rendere le informazioni più facilmente accessibili per i cittadini.
Il secondo relatore, Sr Maria Grazia Caputo, Responsabile Ufficio dei Diritti Umani delle FMA di Ginevra, ci ha presentato il percorso dei diritti umani confrontando questi con la realtà attuale. Sono stati identificati gli attori che proteggono i diritti umani e gli strumenti che noi come cittadini e le Organizzazioni Non Governative hanno per far sentire la propria voce a livello internazionale e entro il sistema delle Nazioni Unite. Si è discusso del potente ed efficace strumento dell’UPR, Universal Periodic Review, evidenziando l’importanza di una forte partecipazione di ognuno di noi nella protezione dei diritti umani.
Un argomento fondamentale affrontato da Sr Maria Grazia Caputo è stato quello dell’educazione come diritto chiave di accesso a tutti gli altri diritti e l’importanza di una educazione di qualità e continuativa non solo in casa nostra ma in ogni parte della terra.
Sono state presentate anche le attività, la struttura, gli obiettivi del VIDES e dell’Ufficio dei diritti umani di Ginevra. Per quanto riguarda il VIDES, si è parlato di esso come sfida, come rischio ma anche come una grande opportunità, come momento di incontro tra giovani e volontari, come momento di condivisione per arrivare tutti insieme alla cosa più importante il bene comune, senza lasciare nessuno indietro perché ognuno di noi nella sua unicità può essere costruttore e non solo spettatore.
Sull’Ufficio dei diritti umani si è parlato di strategie utilizzate (di side events, corsi di formazione nel linguaggio dei diritti umani, di preparazione dei rapporti da presentare all’esperto indipendente), di obiettivi e attività realizzate nell’anno 2009-2010 come il recupero dei bambini in situazione di strada in America Latina e Asia, il reinserimento dei bambini a rischio in Africa, la risposta all’emergenza Haiti, il sostegno alle popolazioni indigene e l’organizzazione di 6 Side Events.
Il relatore Antonio de Lauri, Dottore in Scienze umane e antropologia della contemporaneità, ha illustrato il dialogo interculturale ponendo un accento critico sul concetto di identità, auspicando una riforma del sistema normativo che tenga conto maggiormente delle diversità culturali e non sia solo legato al concetto di identità.
Di dialogo interculturale ci ha parlato anche la Dottoressa in Pedagogia della salute, Onorina Savino, discorrendo di come l’educazione all’interculturalità sia uno strumento indispensabile per tradurre in realtà il dialogo interculturale. Sono stati illustrati diversi strumenti per risolvere i conflitti derivanti dall’incontro con l’altro: educazione alla reciprocità, educazione alla complessità, educazione alla comunicazione interpersonale, educazione al conflitto e alla convivialità.
Infine, il Relatore Guido Barbera, Presidente del VIDES Internazionale e del CIPSI Coordinamento Nazionale che unisce oltre 40 ONG, ha cercato di rispondere alla domanda “la Democrazia è un ideale o una realtà concreta?”, individuando nella forza e nel potere i pericoli per una vera democrazia.
Durante il Seminario si è dato spazio ai rappresentati di ogni paese affinché potessero presentare le caratteristiche, gli elementi che rendono diverso e altrettanto bello il proprio territorio.
Sono emersi diversi punti che accomunano quasi tutti gli Stati presenti al Seminario come l’importanza del nucleo famigliare, il forte impegno missionario, l’accoglienza riservata a chi decide di iniziare la propria vita in un altro paese, seppur permane il problema dell’integrazione.
Per quanto riguarda i lavori di gruppo, l’obiettivo era quello di identificaretre problematiche emergenti a livello dei governi e della società civile; tre sfide in materia di diritti umani; tre condizioni che assicurano il godimento di tali diritti e tre benefici derivanti da tale rispetto.
Infine è stato chiesto di individuare tre valori che possono fungere da stimolo verso un impegno collettivo e individuale nella realizzazione di una società improntata ai diritti umani e tre strategie operative per agire, arrivando ad elaborare una dichiarazione di impegno contenenti i valori e le azioni necessari e da compiere per realizzare una Civiltà dell’Amore.
I lavori di gruppo hanno rappresentato un momento di scambio, di discussione, di analisi, di riflessione, ma anche di allegria e di opportunità.
I risultati dei lavori hanno messo in evidenza l’esistenza della percezione di una forte distanza tra le istituzione ed i cittadini, la mancanza di valorizzazione dei giovani e la persistenza di una forte disparità tra individui.
Sono emerse diverse priorità, da una maggiore e più efficace educazione ai diritti umani, alla necessità di trovare un linguaggio nuovo che parli la lingua di tutti e che sia cosciente delle differenze non eliminandole ma valorizzandole.
Ci si e’ resi conto dell’importanza di arrivare ad una coscienza collettiva, di rendersi partecipe della tutela dei diritti umani cercando di recuperare tutte le informazioni inerenti agli strumenti disponibili per agire.
Tutto questo può essere realizzato lavorando in rete, attraverso un impegno collettivo che renda ognuno di noi responsabile del futuro dei diritti umani, ognuno di noi deve diventare moltiplicatore per una nuova Civiltà dell’Amore, credendoci e attivandosi.
Il nostro obiettivo sarà raggiunto solo laddove riusciremo a creare una cittadinanza responsabile sulla reale ed effettiva importanza dei diritti umani, comprendendo che questi iniziano a casa nostra.
Come è stato detto al Seminario “Se c’è una qualunque forma di Dio, non è in nessuno di noi, né in me, né in te ma in quel piccolo spazio tra di noi. Se c’è una qualunque forma di magia in questo mondo deve essere nel tentativo di comprendere gli altri e di condivisione…così scopriremo nuove relazioni, nuovi rapporti e quanta ricchezza d’animo e di cuore ci circonda e torneremo ad essere ancora più felici.”
Infine, vorrei ricordare una frase riportata dal Presidente Guido Barbera di Bertolt Brecht che ci spinge a non fermarci mai lungo il difficile cammino della difesa dei diritti umani e soprattutto a continuare a sperare perché la speranza è l’elemento che tiene viva l’umanità intera: “Ci sono coloro che lottano per un giorno e sono buoni Ci sono coloro che lottano per un anno e sono migliori Ci sono coloro che lottano per molti anni e sono ancora migliori Poi ci sono coloro che lottano per tutta la Vita e sono indispensabili”.
Qui di seguito riporto la testimonianza di una giovane volontaria del VIDES Italia-Lombardia, Silvia Pepe.
“SI PUO’ SOGNARE UN MONDO MIGLIORE? E ALLORA…SI PUO’ CREARE UN MONDO MIGLIORE?”
Da sabato 31 ottobre a lunedì 1 novembre, presso la località di Foligno, si è svolto il seminario europeo 2010 “Giovani Costruttori della civiltà dell’Amore” diretto dal Vides internazionale, che ha visto la partecipazione attiva nei rappresentanti dei diversi paesi del mondo.
L’ obbiettivo generale era quello di creare una conoscenza e una consapevolezza nei giovani sui valori dei diritti umani, della democrazia e del dialogo interculturale affinché agiscano insieme come cittadini attivi nella costruzione di una cultura di pace, uguaglianza e giustizia.
Durante questi 3 giorni, abbiamo lavorato e condiviso le nostre idee in un clima salesiano, che ha permesso uno scambio di riflessioni riguardanti problematiche, sfide e valori, nella volontà di poter creare strategie operative che avviino alla formazione di una rete, che migliori la vita di ogni singola nazione e unisca l’Europa nelle sue diversità.
Diversi relatori hanno permesso l’approfondimento delle tematiche sopra riportate; Maria Grazia Caputo, Antonino De Lauri, Onorina Savino e Guido Barbera, che ringraziamo.
Chiediamoci allora: cosa ci sta dietro la costruzione di un seminario? Sicuramente la volontà da parte di qualcuno di voler comunicare qualcosa democraticamente, e di voler costruire qualcosa!
Cosa ci sta dietro la partecipazione ad un seminario? Credo la volontà di conoscere approfondire e condividere diversi temi e idee, per poterne ricavare beneficio.
Possiamo dire che questo è il primo passo verso la costruzione di un mondo migliore, poiché ci rende concretamente impegnati nel voler costruire qualcosa, mettendoci in gioco e annullando così l’indifferenza. D’altronde è dai piccoli gesti che nascono grandi cose!