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Ginevra: Quarta sessione sul Consiglio dei Diritti Umani

12/03/07 - 05/05/07
La seconda settimana del Consiglio dei Diritti Umani è stata particolarmente ricca di temi e relazioni importanti. La sessione, che era aperta alla partecipazione della società civile, ha visto il Presidente dell'Assemblea esaminare i diritti violati sotto un duplice aspetto: quello implicante i Paesi e quello riguardante i temi generali.
Il Consiglio si riunisce due volte al giorno, durante tre ore. Inizialmente il Presidente dà la parola ai Rapporteurs Speciali, che in 15 minuti espongono le relazioni sui diritti umani violati in determinate aree o paesi. Segue la replica dei paesi implicati e degli Stati che desiderano partecipare al dibattito in questione, che dispongono dai tre ai cinque minuti per controbattere. Viene poi data la parola agli Stati osservatori e alla società civile che dispongono di circa 2-3 minuti per denunciare alcuni gravi casi di violazioni. Il Rapporteur dispone dunque del diritto di rispondere alle diverse osservazioni apportate da Stati e ONG. Il dibattito si conclude con il diritto di replica appartenente agli Stati.
I principali temi affrontati dagli esperti indipendenti sono stati: la violenza sui bambini presentata da Mr. S. Pinheiro, le sparizioni forzate presentate da Mr. S. Corcuera, i bambini nei conflitti armati di Ms. Coomaraswamy, i diritti delle minoranze di Ms. G. McDougall, i diritti dei migranti di Mr. J. Bustamante, i diritti dei popoli indigeni di Mr. R. Stavenhagen, i diritti degli sfollati e rifugiati interni (Internal Displaced Persons) di Mr. W. Kälin, la violenza contro le donne di Ms. Y. Ertürk, la pornografia infantile di Mr. J. M. Petit, il mercenariato (e l'uso di bambini mercenari) di Mr. J. L. Gomez del Prado, Politiche economiche di sviluppo (MDGs) di Mr. B. Mudho, il diritto all'educazione per i disabili di Mr. V. Muñoz V. I principali paesi trattati sono stati la Corea del Nord, i Territori Occupati di Palestina e il Myanmar (ex-Birmania).
Ad un anno dalla sua nascita, il Consiglio dei Diritti Umani fatica ancora a funzionare a pieno regime, poiché l'elevato numero di Stati che talvolta prendono la parola rallentano, di fatto, lo svolgimento dei lavori. È interessante notare come le lingue d'uso comune siano l'inglese e lo spagnolo (quest'ultimo in ascesa data l'elevata partecipazione ai lavori da parte dei paesi dell'America Latina), con talvolta qualche intervento in francese. L'arabo è stato usato solo dai paesi della Lega Araba per la questione Palestinese (per mostrare la loro unità). Più volte è stato ripetuto il concetto di Prevenzione, in cui gli Stati auspicavano una maggiore partecipazione della società civile a contribuire in tal senso. Purtroppo l'effettivo coinvolgimento delle ONG in seno all'Assemblea resta limitato a pochi minuti a loro disposizione. Gli interventi più interessanti rimangono le relazioni presentate dai Rapporteurs , alcuni interventi da parte di Stati od ONG e infine la replica degli Stati chiamati in causa. Durante la pausa tra le 13 e le 15 si svolgono tutti i meeting paralleli su diverse tematiche approfondite, presentati sia dagli Stati membri del Consiglio che dalle ONG operanti alle Nazioni Unite. Parteciparvi è talvolta fondamentale.
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