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Da Bologna il gruppo delle mamme... |
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18/09/07
MARTA E MARIA
L’arrivo di ogni nuovo anno e’ sempre carico di propositi, desideri ed aspettative. Anche nel gruppo noi tutte ci affacciavamo al 2007 con nuovi e grandi progetti per raggiungere ed aiutare tanti bambini. Credo però che in nessuna di noi ci fosse la consapevolezza che questo anno che stava per iniziare, ci avrebbe consegnato l’avverarsi di un sogno che veniva da lontano, da tanti anni di impegno, da una strada intrapresa sei anni prima e che nessuna di noi avrebbe immaginato potesse portarci idealmente a visitare tanti luoghi del mondo ed alla fine…, un momento, le belle storie vanno raccontate per bene ed allora …… cominciamo dall’inizio.
Dopo il riposo delle vacanze natalizie, avevamo ripreso il lavoro predisponendo il nuovo campionario delle bomboniere ed arricchendolo di nuovi modelli innovativi ed elaborati. Contemporaneamente però, molte energie erano già impiegate nella progettazione delle uova di Pasqua: il successo dell’anno precedente e l’esperienza maturata ci avevano spronato a pensare più in grande ed eravamo riuscite ad esprimere la solidarietà su due fronti.
Da un lato avevamo le splendide e preziose stoffe acquistate a Timor Est e trasportate in Italia in aereo dalle suore come “bagaglio a mano”; questi batik realizzati con un lungo procedimento di passaggi di cera e colori fino ad ottenere il disegno finale, avrebbero “vestito” le nostre uova e noi avevamo creato un’importante opportunità di lavoro. Dall’altro le offerte raccolte nella distribuzione avrebbero sostenuto il Collegio Maria Auxiliadora a Rodeo del Medio in Argentina. Era emozionante sapere che il giorno di Pasqua un filo forte di solidarietà partito dall’Estremo Oriente, ci avrebbe attraversato per arrivare in Sud America, raccontando la bella storia di una scuola nella quale l’Amore non solo si insegna, ma si pratica nel quotidiano, anche attraverso l’esempio di persone consacrate e genitori generosi che si impegnano per un grande progetto comune.
Quando a metà marzo le uova sono arrivate da Ferrara (prodotte anche stavolta dal Pastificio Ricci), sapevamo già sarebbero state molto buone, ma non immaginavamo sarebbero diventate anche così belle. Il loro fascino era irresistibile: nella sapiente esposizione si alternavano paesaggi e figure coloratissimi, carichi di echi lontani e capaci di suscitare suggestioni esotiche ed al contempo familiari. Il loro successo è stato travolgente: neanche approntando nuovi batik e nuove fusioni di cioccolato è stato possibile esaudire tutte le richieste!
Anche gli ordini delle bomboniere intanto ci davano grandi soddisfazioni e così pure il mercatino predisposto per la festa della mamma. A fine stagione i risultati economici lasciavano sbalordite noi stesse e ci consentivano di garantire così anche il sostegno promesso al centro sanitario di Wau nel Sud del Sudan.
Siamo sempre state consapevoli che i nostri successi commerciali fossero frutto di tutta la nostra creatività unita a tanto impegno, ma sapevamo anche che al nostro fianco non mancava mai il sostegno di Chi lassù ci aveva tracciato la strada che stavamo percorrendo. Anche i collaboratori terreni sono sempre stati per noi molto preziosi. Le famiglie della scuola ad esempio, da anni ci sostengono fedelmente nelle nostre avventure e ci è sembrato giusto e bello in occasione della festa del Grazie, mostrare loro la nostra gratitudine distribuendo graziosi segnalibro che riportavano i progetti realizzati con il loro sostegno. Una nota tutta particolare meritano poi le suore della Comunità che ci ospita: sin dall’inizio ci sono sempre state vicine, ma negli ultimi tempi questa vicinanza si è fatta ancor più partecipativa; ci hanno sempre sostenuto ed aiutato, ma adesso la loro disponibilità è tale che sentiamo in modo tangibile il loro affetto. E dire che siamo un gruppo che le impegna con richieste di spazi, di collaborazione, di aiuto, ma le troviamo sempre pronte a condividere con entusiasmo i nostri progetti e questo è per noi prezioso sostegno e stimolo. A Natale ci avevano amorevolmente accolto in un momento di preghiera e di scambio degli auguri e a tutte noi questa occasione era piaciuta molto; abbiamo così ripetuto l’incontro a fine scuola per festeggiare insieme a loro i nostri successi e ringraziare Colui che continua a guidarci.
In questi mesi di intenso lavoro si erano verificati nel gruppo alcuni momenti di difficoltà (non dobbiamo mai dimenticare che tutte noi difendiamo con grinta questa nostra attività dagli attacchi del quotidiano, dalle “pretese” delle nostre famiglie e dei nostri datori di lavoro); era accaduto che nella frenesia il nostro “fare” avesse finito col prevalere “sull’essere” e quando questo si era verificato, tensioni ed insoddisfazioni personali avevano minato la nostra unità. Già nell’incontro di Natale a Rimini Suor Maria Giovanna ci aveva invitato a riflettere su questo apparente antagonismo fra i ruoli di Marta e Maria e ci eravamo trovate tutte d’accordo sulla necessità di trovare un equilibrio tra queste due essenze. Eravamo consapevoli che questa sarebbe stata un’impresa faticosa, ma a nessuna di noi interessava il fare fine a se stesso. Dalla nascita del gruppo aspiravamo ad un fare consapevole, finalizzato, sostenuto da un Essere forte che sapeva di seguire una strada che il Signore ci aveva tracciato; era nostra convinzione che curando la “Maria” che è in noi con l’ascolto della Parola, la nostra “Marta” avrebbe lavorato meglio.
Abbiamo tentato di tradurre questa idea, dando vita ad incontri nei quali ci siamo trovate per confrontarci su letture scelte insieme; questi momenti si sono rivelati appassionati scambi di idee ed occasioni di riflessioni profonde. Una cura dello spirito che ci ha fatto molto bene, un’ottima terapia per approfondire motivazioni personali e rapporti reciproci.
Avevamo anche cominciato a lavorare alla redazione della bozza dello statuto dell’associazione. L’idea di dare al nostro gruppo una veste più formale ed ufficiale che potesse quindi aprirci nuove possibilità, era stato il sasso lanciato da Suor Maria Giovanna alla riunione di fine attività dell’anno precedente. In quell’occasione non sapevamo che la Provvidenza l’aveva destinata altrove ed in seguito questa idea era apparsa un po’ come un’eredità, un compito che ci aveva lasciato da portare a termine. Sul principio sembrava la solita “nuova follia” (ogni riunione se ne portava dietro qualcuna) e l’avevamo accolta con un certo senso comico. Ma Suor Gio’ certamente sapeva che quest’idea avrebbe lavorato dentro di noi per maturare e dare frutti al tempo opportuno. In effetti avevamo avuto nei mesi successivi qualche contatto con gli addetti ai lavori (consulenti esperti di volontariato) e l’idea ci era sembrata sempre meno folle e sempre più alla nostra portata.
La consegna degli ultimi ordini ci ha permesso a fine maggio di dare forma a tutto il lavoro preparatorio portato avanti nell’inverno, alle nostre idee precise ed alla volontà di andare avanti. Dopo varie consultazioni, il venti giugno 13 persone molto speciali si sono ritrovate nella Cappellina per la riunione che doveva sancire la nascita dell’Associazione. In quel momento nasceva sotto i loro occhi e nelle carte che firmavano, qualcosa che era nato nei loro cuori tanti anni prima, qualcosa per il quale avevano faticato, sofferto, litigato, qualcosa che avevano sempre difeso con forza e che le aveva ripagate con tanta gioia, che loro avevano provveduto a diffondere ad altri.
Quando il 27 giugno sulla spiaggia mi ha raggiunto il messaggio che diceva:
“L’ Associazione è nata e registrata”, non ho potuto non pensare che esattamente un anno prima nello stesso luogo, il messaggio ricevuto mi riportava la notizia della partenza di Suor Gio’ per una nuova destinazione. Allora ci eravamo sentite perse, abbandonate, disorientate; un anno dopo avevamo ritrovato l’orientamento e raggiunto una preziosa destinazione dalla quale partire per nuovi lidi. Eravamo un’entità giuridica con nome, codice fiscale e statuto. Ho pianto (lo faccio spesso con sommo imbarazzo delle mie figlie), pensando che quando sei anni fa avevo scritto il mio nome sul foglietto della bacheca della scuola che si riferiva al gruppo della Creatività, mai avrei pensato di finire coinvolta in un’avventura così entusiasmante, gratificante, faticosa a volte, ma piena di veri momenti di gioia e di grazia, a fianco di donne speciali e amiche vere. Ho imparato che basta affidare il proprio impegno al Signore perché Lui realizzi ciò che a noi sembra impossibile.
Adesso Marta andrà in vacanza, Maria continuerà a scegliersi la parte migliore, ma state certi che ai primi di settembre le troverete l’una a fianco dell’altra in Cappellina.
Storia raccontata da una mamma
Bologna, giugno 2006
Gruppo Creatività
Istituto Maria Ausiliatrice
Via Iacopo della Quercia, 5
Bologna |
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