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Repubblica Democratica del Congo:
Da gennaio altri 163000 sfollati interni nel Kivu
L'Alto Commmissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) e il Fondo
delle Nazioni Unite per l'Infanzia (UNICEF) hanno iniziato oggi una
distribuzione congiunta di assistenza umanitaria a oltre 10mila sfollati
interni nell'area di Buganga, nella provincia del Nord Kivu, nella parte
orientale della Repubblica Democratica del Congo.
La provincia del Nord Kivu è attualmente teatro della più grande crisi di
sfollamento forzato da tre anni a questa parte: da gennaio 163mila persone
sono state costrette ad abbandonare il loro luogo di origine, portando a
650mila il numero degli sfollati interni presenti nella provincia.
L'UNHCR esprime grande preoccupazione per la situazione nella parte
orientale del paese, dove lo sfollamento e le atrocità si susseguono sempre
più di frequente.
La tensione nella provincia ha raggiunto l'apice e si teme
che, con il formarsi di milizie, ci siano le premesse per un disastro
umanitario e per massicce violazioni dei diritti umani. L'Agenzia teme che,
invece di portare ad una maggiore stabilità, nuove operazioni militari da
parte di milizie ribelli, gruppi armati e forze governative comporterebbero
maggiori sofferenze per la popolazione civile.
Gli sfollati che stanno ricevendo aiuti umanitari (coperte, utensili per la
cucina, taniche per l'acqua e sapone) hanno abbandonato i loro villaggi di
origine a maggio a causa dei combattimenti tra brigate miste e altre
milizie. Le famiglie della zona che ospitano gli sfollati non riescono più a
far fronte ai bisogni di questi ultimi e, di conseguenza, sono stati creati
nove nuovi campi.
In questi campi, tuttavia, le persone sono maggiormente
esposte alle malattie ed alla violenza, dal momento che l'area si sta
progressivamente militarizzando.
L'UNHCR ha inviato nella provincia del Nord
Kivu un gruppo di specialisti in gestione dei campi per aiutare a migliorare
le condizioni di vita di queste persone.
L'accesso ai campi è tuttavia problematico per le agenzie umanitarie, a
causa del deteriorarsi delle condizioni di sicurezza.
Gli operatori
incaricati del monitoraggio sul campo visitano regolarmente le aree che
ospitano sfollati per valutare i bisogni di queste persone ed annotare le
violazioni dei diritti umani. L'UNHCR sta collaborando con le forze di
mantenimento della pace delle Nazioni Unite per l'invio di squadre mobili
nei luoghi in cui gli sfollati necessitano di protezione fisica.
L'UNHCR esorta tutti i gruppi armati nel Nord Kivu a porre immediatamente
fine agli attacchi e alle atrocità nei confronti della popolazione civile,
quali incendi di villaggi, saccheggi su larga scala e stupri.
Per ulteriori informazioni:
www.un.org

UN agencies warn of looming disaster as tensions rise in eastern DR Congo
United Nations agencies have begun assisting more than 10,000 people who have recently fled fighting, pillaging, rape and other atrocities in the eastern part of the Democratic Republic of the Congo (DRC), while warning that the situation could worsen amid military manoeuvres that threaten even greater instability.
The UN High Commissioner for Refugees (UNHCR) and the UN Children's Fund (UNICEF) are making a joint distribution to the displaced in the Buganga area in the North Kivu province, which is facing the worst displacement situation in three years, with 163,000 people forced to flee since January. A total of 650,000 people have been internally displaced in the province.
“We are increasingly concerned by the spiralling displacement and atrocities in eastern DRC,” said UNHCR spokesperson Jennifer Pagonis. “With heightened tensions and the build-up of military forces, the situation risks turning into humanitarian and human rights disaster,” she warned.
“We are concerned that fresh military operations by renegade brigades, militia groups or government forces will result in greater suffering for the civilian population without leading to more stability.”
The displaced people receiving aid today – blankets, kitchen sets, water containers and soap – fled fighting between mixed brigades and militia groups in May and are now living with host families, according to UNHCR.
But those homes are under strain, and the number of sites for displaced has expanded to nine, leaving people more exposed to disease and violence as the militarization of the area continues, warned the agency, which has deployed camp management teams to North Kivu province to help improve living conditions.
But despite their efforts, humanitarian agencies face difficulties in accessing the sites because of the worsening security situation. “Our field monitoring teams are regularly visiting displacement areas to assess the needs and record human rights violations,” said Ms. Pagonis.
The agency is coordinating its efforts with UN peacekeeping troops to deploy mobile teams to sites where displaced need physical protection, and plans to visit more sites in the Kisharu area, where Ms. Pagonis said “the situation is rapidly deteriorating.”
She urged all armed parties in North Kivu to “immediately halt direct attacks on civilians and atrocities which include burning of villages, widespread pillaging and raping of women.”
For further informations:
www.un.org
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