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Testimonianze da Lazzarotto Agnese - Brasile - Petrolina |
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14/05/07
É iniziata la seconda parte del mio Servizio Civile a Petrolina.
La pausa di Pasqua, per il mio rientro in Italia, é stata un fugace abbraccio con la mia famiglia, ma bello e ne avevo bisogno. Ho svuotato insieme a loro un sacco pieno di foto, di racconti e pensieri accumulati in sei mesi... Non erano pochi e mi ha fatto bene condividerli.
La distanza che ci separava non era fatta solo di parecchi chilometri ma soprattutto di significati molto diversi, quelli che ho conosciuto durante l’esperienza e ho provato a spiegare loro.
Ora che sono tornata, dai miei ragazzi e dai miei progetti, mi sento serena e mi sembra di comprendere tutto meglio di prima. É stato bello sapere che mi aspettavano, anche a me sono mancati molto (un assaggio di quello che proverò a fine Servizio Civile?...). Mi é persino parso di vederli cresciuti!
Sento maggior stabilità nelle nostre relazioni e soprattutto più fiducia. Capiscono che prima o poi me ne andrò come tanti altri volontari prima di me ma nello stesso tempo sanno che per il momento sono qui e che possono contare su di me e questo é importante, per entrambi.
Nel frattempo il Petrape é in opera, nel vero senso della parola, per la costruzione della copertura della pista polisportiva. Settimana scorsa abbiamo accolto il presidente della Fondazione di Milano che aiuta il Petrape, é venuto a fare un sopraluogo...in realtà a ottobre dell’anno scorso si era detto che in maggio ci sarebbe stata l’inaugurazione della pista ma visti i tempi brasiliani se ne riparlerà solo a novembre... peccato, mi perderò la feijoada ma almeno Irmã Dourado, contro tutti i suoi problemi di salute, finalmente vedrà uno dei suoi sogni realizzato!
E il tempo vola, é già un mese che sono qui! Da quando il responsabile locale é in Italia tocca a me e a Ignacio occuparci di portare avanti i progetti, seguire i lavori, continuare con le attività ma c’é una cosa che ci sta veramente a cuore: prima di andare via vorremmo vedere la fazenda funzionare, almeno un po’!
Ci stiamo provando da mesi, é incredibile, se ci penso, stiamo ancora aspettando il via libera per l’irrigazione del terreno!! Con un po’ di soldi ricavati vorremmo costruire il pollaio, per prima cosa, e creare un’area di foraggio che servirà al futuro allevamento di pecore.
Probabilmente i volontari che arriveranno dopo di noi saranno più fortunati... A meno che non succeda il miracolo, come la pioggia nel sertão: quest’anno contro ogni aspettativa é piovuto un bel po’. Prima l’alluvione scampata, poi, a una settimana dal mio rientro, si scatena un diluvio pazzesco, siamo rimasti senza luce e intanto io mi chiedevo che fine facessero tutte quelle case di fango in periferia...
E mi viene un dubbio: non sarà che i brasiliani aspettano che l’acqua in questo modo nella nostra fazenda ci arrivi da sola?
Staremo a vedere ma non intendiamo perdere la pazienza!
Un grande saluto e un buon lavoro a tutti!

29/11/06
Ho guardato il calendario e mi sono trovata già alla fine di novembre! Questo mese mi é volato con una velocità che non saprei spiegarmi proprio qui nella sonnolenta Petrolina. E non é tutto: inizia dicembre e qua si continua a sudare! Mi vantavo di amare il caldo tropicale, ora non so cosa darei per sentire un po’ di brividi, inizio a sentire la mancanza degli alberi spogli, dei colori dell’autunno e del cielo grigio sopra casa mia!
Dopo due mesi al Petrape i ragazzi ormai mi conoscono, cosa che ancora io non posso dire nei loro confronti. Ogni giorno dimostrano di saperla proprio lunga, diciamo, sulla vita in generale, ma anche sul nostro ruolo e sulla nostra amicizia. Mi piacciono ma é difficile conquistarli. Ogni giorno però lasciamo un segno, nonostante gli alti e bassi, e questo é positivo.
Stiamo lavorando veramente tanto qui nel dipartimento di progetti. Siamo riusciti a ripresentare il progetto della scuola-agricola e ora é in viaggio per Brasilia in cerca di approvazione presso il Ministero dello Sviluppo Sociale. Se tutto va bene vedremo finalmente avviata la fazenda del Petrape, porteremo i nostri ragazzi a fare le lezioni pratiche nel campo e chissà, magari a qualcuno verrà in mente di fare l’agronomo da grande!
E infine siamo alle prese con i preparativi della “festa della famiglia PETRAPE”, del 3 dicembre, ormai manca pochissimo. Tutti i volontari si sono fatti in 4 per rintracciare gli indirizzi delle varie mamme, papà, nonne, zii, vari ed eventuali di tutti i bambini, per consegnare gli inviti e organizzare questa giornata che (oltre a prevedere un pranzo per 200 persone e 20 premi ad estrazione) più di tutto servirà (ce lo auguriamo) a regalare un po’ di serenità e riallacciare contatti più stabili tra genitori e figli.
Anche se non é facile cambiare le cose, abbiamo tutti la sensazione di provarci veramente a fondo per vedere da qui in avanti solo ordem e progresso!
Un saluto a tutti.
A presto! 
24/10/06
Eccomi qua! Scusate se ho tardato tanto a farmi viva... ogni volta è un’impresa recarsi all’internet-point. Sono approdata a Petrolina del Brasile il 7 ottobre, nel bel mezzo della “CriArte”, il festival culturale organizzato dal Petrape, il centro in cui lavoro insieme agli altri volontari. Un'iniziativa, secondo me, brillante dedicata ai bambini del Petrape e delle case Lar ma che ha coinvolto anche un sacco di persone della comunità con musiche, danze e tante attività creative. La prima settimana è volata quindi tra nuove conoscenze e molte cose da preparare, cercando di ambientarmi in mezzo a strade e paesaggi diversi e un centinaio di volti di bambini di cui ancora, nonostante la mia buona volontà (e so quanto ci tengono), faccio fatica a ricordare il nome! Ho iniziato ad avvicinarmi ad ognuno di loro, con molta curiosità, osservando molto più che parlando, per non commettere errori. Ho l'impressione, infatti, che anche quando instaurati, i rapporti con questi ragazzi siano di una vulnerabilità impressionante e io vorrei prima di tutto, conquistare la loro fiducia, una fiducia fatta anche solo di piccole cose ma che sia stabile. Alcuni si sono aperti da subito, altri vanno e vengono in modo intermittente attratti o respinti da dettagli che mi sfuggono perchè è difficile entrare nella testa di un bambino e capire perchè una risposta frettolosa o uno sguardo in più hanno già fatto la differenza nella sua giornata!
Passo la maggior parte del tempo al Petrape, anche fino alle 9 di sera e vedo i ragazzi litigare, dormire a terra, scappare dalle ore di lezione, non fermarsi mai neanche per mangiare, tirarsi le ciabatte, rompere le cose… ma quando riesco a strappargli anche solo una chiacchierata per me è una piccola conquista. Per dire, la scorsa settimana ho iniziato le lezioni di inglese, si erano iscritti in tanti ma al momento dell’appello erano tutt’altri quelli presenti, gli altri introvabili o avevano improvvisamente altro da fare. E’ chiaro che cose del genere possono farti perdere la pazienza ma con loro si impara anche a trovare un significato diverso delle cose: la lezione è servita lo stesso, la cosa importante era stare insieme, riderci sopra, conoscerci un po’. Penso che ognuno di loro abbia davvero tanto da raccontare, molto di più di quanto si pensi o diano a vedere, solo non si può pretendere che lo facciano esattamente nel modo in cui siamo abituati noi. Ci vuole del tempo anche ad imparare questo.
Per il resto c’è da dire che a Petrolina ci sono sempre 40 gradi all’ombra, alle 5 di mattina il sole è già bello alto nel cielo, la gente va in giro, esce di casa anche per fare niente e ovunque per strada c’è musica a tutto volume, una cosa esagerata, alle 6 di sera invece è così buio che alle 9 sembra già l’una di notte e andiamo a letto, non sto scherzando! Si suda in continuazione e in casa inizia a scarseggiare l’acqua, ci facciamo la doccia all’aperto usando una gomma. Se siamo fortunati il cielo è coperto dalle nuvole solo la domenica quando potremmo andare a fare il bagno al fiume! Se ci penso mi viene da sorridere perché so che in Italia queste situazioni non sarebbero mai possibili e penso che bisogna proprio viverle per crederle, farci l’abitudine è un po’difficile ma non è detto che in un anno uno non ci riesca….
Ora inizia la mia terza settimana qui in Brasile e nonostante la generale pigrizia brasiliana, il tempo mi è volato! Adesso che c’è un po’ più di calma stiamo cercando di dare un’impostazione più organica al Petrape. Pare che io mi occuperò del dipartimento di progetti, portando avanti sempre le lezioni di inglese il giovedì e tutti i giorni una visita alla casa Lar3, con i bambini più piccoli, per il rinforzo scolastico ma solo più avanti potrò dare informazioni più dettagliate. Intanto mando un saluto a tutto il Vides e a tutti gli altri volontari in missione. A presto, al prossimo internet-point! |
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