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Testimonianze da Presotto Elena - Salvador - Chalchuapa

13/03/07
Buongiorno a tutti!
È da un po’ di tempo che non mi faccio sentire ma le giornate scorrono così velocemente tra le varie attività già iniziate e quelle ancora da definire…
Conoscere la gente da vicino, vivere con loro, farsi conoscere, parlarci, vedere i loro bisogni reali mi ha attivato la testa come poche volte prima d’ora… decine e decine di idee, sempre nuove, per le quali vorrei avere il tempo, le capacità e il modo di realizzarle tutte, ma purtroppo non è possibile. Così sto imparando ad andare avanti un passo alla volta, cerco di non cadere nello sconforto che a volte prende nell’impressione di non fare abbastanza, sto imparando a lavorare con i loro ritmi e seguendo i loro metodi, proponendo un po’ alla volta le alternative che magari sfuggono ai loro occhi. Mi sta dando una grande soddisfazione l’attività che stiamo svolgendo con i bambini, andando direttamente nelle scuole; abbiamo deciso di trattare alcuni temi che qui vengono sottovalutati, in collaborazione con i maestri, utilizzando metodi diversi: mediante il gioco, il racconto di storie da noi inventate, il disegno, l’attività pratica… pensiamo che parlare di immondizia e raccolta differenziata, di igiene, di collaborazione tra bambini e bambine sia più facile in questo modo, evitando la classica lezione frontale.
Ci sono diversi problemi che dobbiamo affrontare legati alle strutture, ai metodi utilizzati usualmente e all’organizzazione delle classi, ma si può fare, cercando di dare un occhio di riguardo alle bambine e alle ragazze, che possono trovare nelle ore che trascorrono in classe la possibilità di un confronto paritario con i maschietti, sin da piccoli abituati a sottovalutarle. Per quanto riguarda i ragazzi più grandi, solitamente costretti per mancanza di denaro ad abbandonare gli studi, siamo riusciti a fare in modo che 4 di loro avessero la possibilità di iscriversi alla scuola superiore, assicurando loro una sorta di borsa di studio che copre vitto, alloggio, iscrizione e tutto il materiale scolastico. Soprattutto nei primi tempi abbiamo cercato di stargli vicino e di seguire l’ingresso nella scuola, che per loro ha significato lasciare la famiglia per trasferirsi in città, relazionarsi a ragazzi che hanno seguito percorsi diversi (lontani dalla vita della comunità), ritmi diversi. Crediamo sia importante che prima di tutto gli adulti si rendano conto dell’importanza dell’istruzione dei loro figli, magari perché venga poi a beneficiare la stessa comunità…
La Casa Culturale è sempre più frequentata dalle persone, primi tra tutti i bambini che nel pomeriggio ci trovano li per attività sempre diverse, ma adesso anche dagli adulti, che iniziano a considerarla come loro, passano a vedere che cosa stiamo facendo o anche solo per un saluto.
Abbiamo trovato dei fondi per attivare un corso di alfabetizzazione, che vede la partecipazione di uomini e donne che hanno ora la possibilità di imparare a leggere e scrivere o di migliorarsi: certo fa sorridere vedere gli uomini che di ritorno dal lavoro vengono tutti contenti, col loro machete, a imparare l’alfabeto, o le donne che allattano i bimbi sedute al loro banchetto… ma hanno accolto l’opportunità con entusiasmo, ed è una gioia poter essere li con loro! Stiamo aspettando di ottenere l’autorizzazione per un nuovo progetto che vedrà protagoniste le donne, si tratta di comperare una certa quantità di galline per garantire, almeno inizialmente, uova per tutti, in vista di arrivare a venderle e dovrebbero essere loro ad occuparsi del tutto… ma per il momento è ancora fermo sulla carta. Sono tante le difficoltà, ma allo stesso tempo proprio questo mi da la voglia di andare avanti, di conoscere sulla mia pelle cosa significa fare volontariato in questo modo: sta nelle nostre mani la realizzazione delle nostre idee, possiamo vederle crescere passo a passo. Critiche e delusioni magari, ma anche, e soprattutto, l’entusiasmo per le piccole cose, il sorriso della gente, il veder realizzato il TUO progetto, la stanchezza che a fine giornata che ti fa sentire bene… Vivo in maniera positiva la possibilità di relazionarmi nell’arco delle giornate con tutte le persone che lavorano e che abitano nelle comunità, poter conoscere i bimbi delle scuole, ma anche le madri che vengono con i figli più piccoli a vedere cosa stiamo facendo, le famiglie intere che ci invitano a pranzo dopo le attività, i ragazzi e gli uomini che si fermano alla casa per dare una sbirciatina, gli anziani che non so se hanno ancora ben capito chi siamo…
Ho voglia di ritornare, ma mi dispiace anche lasciare il lavoro che sto facendo… questi mesi sono un susseguirsi continuo di emozioni che mai avrei pensato di provare, e di voler vivere cosi profondamente… comunque ci vediamo presto per parlarne con calma, per ora vi mando un saluto e qualche foto dei “miei” bimbi…



20/11/06
Mando qualche aggiornamento sul proseguo di questa avventura, adesso che inizio ad integrarmi un po’ meglio … L’inverno sta arrivando, vero? Quest’anno non dovrò affrontare la nebbia padana, i geloni alle mani nell’uscire in bici per Padova, il doppio strato di calze e le orecchie insensibili e arrossate, quest’anno al massimo me ne starò col mio maglioncino in giro per il Centro america, con l’immancabile berretto per ripararmi dal perenne chipi chipi (la tipica pioggerellina) che compare quando meno te lo aspetti. Quest’anno l’inverno sarà tutta un’altra storia… Mi sto lasciando coinvolgere dallo scorrere quotidiano delle giornate, dall’atmosfera sempre più familiare che si vive camminando per le strade, dalle abitudini che un po’ alla volta sto facendo più mie (basti dire che ho iniziato a fare colazione con uova, prosciutto e fagioli, e che mi piacciono un sacco!). L’aspetto più bello è sicuramente legato al rapporto con i bambini, che via via si fa più rilassato, entri a far parte di qualche cosa che conoscono e che percepiscono come “amico”, si avvicinano di più, ti prendono un po’ meno in giro per la lingua, ti cercano… nel contesto specifico il primo aspetto che mi sembra di cogliere è che i maschietti si stanno alleando tra le diverse comunità, talvolta solo per renderti le attività impossibili, ma va bene così, credo sia un passaggio inevitabile e comunque che può essere giocato a nostro favore, mentre le bambine sono sempre riservate, non interagiscono molto tra di loro e coinvolgerle non è semplice. Il laboratorio di pittura prosegue bene, a loro piace vedere le loro opere esposte nella casa di tutti, sono stimolati dalla continua varietà delle proposte, si va via via affinando la giusta combinazione tra gioco e studio. Non conoscono praticamente nessun gioco di gruppo, così con l’aiuto dei maestri che sono spesso presenti gliene stiamo proponendo e loro accettano con iniziale diffidenza, ma poi funziona, fanno squadra tra di loro (anche tra maschi e femmine) e si divertono un sacco.
E’ interessante vedere dove vivono questi bambini, così mi stanno accompagnando nelle diverse comunità, i bambini ci vedono non solo nella casa patronale e mi sembra esserne piacevolmente stupiti, credo colgano il reale interesse che c’è per loro. Un esempio?! Un sentiero strettissimo, in mezzo alle canne da zucchero, tra le piantagioni del caffè, ogni tanto sbucava una capanna, dietro di noi uscivano in strada per curiosare, i bimbi si seguivano su queste strade di fango, ripidissime, nelle quali incontravi bimbi che tornavano con i sacchi pieni di caffè o i vecchi con le ceste di legna sulla schiena… ti passa la voglia di lamentarti, ve lo assicuro. C’era con noi David, 11 anni, il figlio del medico e falegname, uno dei pochi che parla spagnolo, conosceva tutti i sentieri, tutti i nomi delle piante, un vero personaggio!
Le condizioni di vita sono piuttosto basse, ti rendi conto che vivono veramente con niente, ma vedi anche che non dimostrano di pretendere niente di materiale, ci sono diversi comitati che lottano per diversi motivi, ma che riguardano argomenti di vitale importanza, niente è superfluo qui. Eppure ti assicuro che non te ne rendi conto, resti rapito dallo sguardo di un bambino, dall’espressione di un vecchietto, dai panorami che ti tolgono il fiato… ma non senti il peso della povertà, non fai caso alle case di fango o lamiera, ai bambini scalzi e mezzi nudi… non fraintendermi, non è per mancanza di tatto, ma solo perché è così grande la loro dignità che le cose materiali passano in secondo piano, non ti mancano degli spunti su cui riflettere…
Baci
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