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Testimonianze da Ronchini Laura - Messico - Ocotepec |
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08/09/07
Speriamo di rivederci presto…
E’ già passato qualche giorno da quando abbiamo lasciato Ocotepec; giorni, ore, minuti…ma la testa ed il cuore sono sempre li. E’ stato difficile salutare una comunità intera, i bambini che ti hanno regalato così tanti sorrisi; tutte le famiglie che per un anno ti hanno aperto la loro casa come se fossi una figlia; tutti i giovani con cui hai condiviso avventure e momenti difficili, che li hai visti crescere e cambiare e che allo stesso tempo hanno fatto maturare tanto anche te. Quanti momenti belli ed emozionanti passati tra queste verdi montagne e ora il sol pensiero di aver fatto io il gesto di prendere tutto ed andarmene mi fa star male. Di aver lasciato tutto nel momento più difficile ma anche il più bello.
Dicono ci sia sempre tempo per tutto…eppure il tempo passa in fretta e sembra non essere mai abbastanza. Salutare tutte le persone con le lacrime agli occhi e nello stesso tempo rendersi conto che la vita ad Ocotepec, come in qualsiasi altro luogo, va avanti anche senza di te, anche se tu non vorresti perdere nessun episodio della vita di questo paesino, anche se vorresti continuare a vedere i bambini diventare adolescenti e gli adolescenti diventare giovani. Come rispondere a domande tipo: “Ma se stai così bene perché ci lasci e te ne vai via? Perché…”
A voi cosa verrebbe da rispondere? Come rispondereste quando vi dicono che siete liberi di scegliere se volete rimanere o meno, che in ogni caso dovrete lasciare le vostre famiglie per farvene una vostra, che se voleste veramente le cose si fanno….cosa ?? Tu, che ormai dopo
un anno in una comunità indigena in Chiapas hai perso completamente la cognizione della tua vita reale in Italia, che hai assunto il modo di vita Messicano, il vivere ogni giorno al meglio senza sapere quello che ti succederà il giorno dopo, che non badi più al superfluo, che riesci a mantenere quel sorrisino sulle labbra quasi tutto il giorno, che assapori la naturalezza, che vivi tra le persone senza mai essere sola condividendo con la gente tutto, cosa rispondereste?. E poi, questa continua scoperta di questa cultura che sempre più mi affascina. Forse è stato un po’ come assaporare la “libertà’”, ma quella autentica, quella del pensiero, quella dove quello che
conta sono solo i rapporti personali semplici e puri per quello che sono.
E così gli ultimi giorni, con il groppo in gola, io e Viviana siamo passate a “despedirnos” da tutti.
L’ultima riunione con i giovani della comunità di San Pablo, che sono stati la nostra fonte di energia più grande negli ultimi mesi. Poi è stato il turno della comunità di San Isidro salutando le famiglie con le quali abbiamo trascorso il Natale e dove abbiamo appreso a fare “tamales”. Poi la comunità di San Francisco alla ricerca disperata di Heinsen, il mio primo e caro alunno del corso di computer, che quest’anno l’ho visto graduarsi e diventare un ometto, passando a salutare la sua mamma bellissima e la sua nonna novantenne ormai in fin di vita. Poi è stato il turno della famiglia di Misael e Berza, la fanciulla dai lunghi capelli, per poi scendere tutta la discesa di San Francisco e arrivare a casa degli ormai famosissimi Doña Domitilla e Don Eusebio, passando poi per casa di Jonatan, Baldomero e Aurora, anche loro una famiglia gentilissima.
E poi gli ultimi giorni a salutare la famiglia di Isidro con i suoi 9 fratellini, la sua nonna che ha
voluto ballare con me e sua mamma Brigida che ci ha nutrite negli ultimi mesi con tamales, pannocchie e biscotti. E’ stato poi il turno della famiglia di Norma, di sua sorellina Lareini e della loro cara mamma Sara che è ormai una amica importante. E ancora la famiglia di Carmelito, salutare Lando e Tania che cercano di trattenere le lacrime, Don Celso e la moglie Francisca, una famiglia che è stata un punto fermo importante per me e Viviana. E poi ancora la famiglia di Eraclio con Manuel che mi dice:”quando ci vediamo?” e la famiglia di Claudia la nostra cara piccola amica che ci ha aiutato tanto nelle nostre ricerche disperate dei bambini per le adozioni a distanza. La famiglia di Emelia con la mamma che abbracciandomi forte mi ringrazia del lavoro svolto ad
Ocotepec, che per me è stato tutto tranne che un lavoro… e tutto questo in realtà ancora incredula
della mia partenza, tutto assurdo, il non rendersi conto di ritornare e di lasciare qualche cosa che
ormai senti che ti appartiene e allo stesso tempo senti di farne parte.
Poi c’è stata la festa di “arrivederci” da parte di Sor Jose e dei giovani una serata surreale a cui non volevo e non mi sentivo di appartenere…non poteva essere vero che il giorno dopo qualche cosa sarebbe cambiato….Ma ormai tutto non è più come prima, né la mia testa né il mio cuore.
Ringrazio il Vides per questa esperienza indimenticabile, ringrazio Viviana per essere stata un
ottima compagna di viaggio e ringrazio tutte le persone di Ocotepec per l'enorme ricchezza che mi hanno regalato. |

Io e la mamma di Heinsen |

Io e la nonna di Isidro ballando |

Io, Domitilla e Eusebio |

La famiglia di Carmelito |

La famiglia di Claudia |

La famiglia di Eraclio |

La famiglia di Norman |

Riunione a San Pablo |

11/05/07
Qui ad Ocotepec la vita continua a scorrere velocissima, tra feste paesane e balli, rodei e tori, riunioni e passeggiate con i giovani, tra momenti di disperazione per i problemi sociali di questo paesino sperduto nel Chiapas e momenti di indimenticabili gioie e risate con la gente del posto. Ogni giorno le persone ed i ragazzi si aprono di più con noi come fiori che sbocciano, ce li troviamo fuori dalla casa ad aspettarci, anche solo per scherzare un po’, ci raccontano dei loro problemi, delle loro paure e dei loro sogni. Continuano a riempirci il cuore, ci permettono di far parte della loro realtà e penso non ci sia cosa più bella che sentirsi accettati. L’incontro tra culture differenti, è qualche cosa di indescrivibile, che ci sta arricchendo moltissimo sotto tutti i punti di vista, conoscere gli indigeni zoque con le loro tradizioni e più in generale conoscere il Messico con tutte le sue innumerevoli diversità. Cercare di capire cosa significhi essere “messicani” (...e vi confido che già partecipando ad un RODEO si capiscono molte cose... è indescrivibile, come stare in un film!) ...ed in particolare esserlo oggi nel 2007, una cultura sotto molti aspetti ancora così machista che spesso ho difficoltà ad accettare, un paese con molti problemi sociali ancora da risolvere e affrontare e con una storia così particolare alle spalle tutta da conoscere e scoprire. Un Messico pieno di ricchezze e contraddizioni!
Ahiahhhh quanto sarà duro questo rientro a settembre!
Mi rendo conto che lavorare con i giovani non è facile, specialmente qui ad Ocotepec, una realtà dove i problemi sono amplificati dall’isolamento in termini geografici di questo paesino che non offre molto per i ragazzi. Un lavoro difficile da sostenere a livello psicologico per me che sono una loro stessa coetanea, che cerco di immedesimarmi nella loro realtà per cercare le parole giuste da dire quando ascolto i loro racconti .... le parole giuste???? ...penso neanche ci siano parole giuste per alcune situazioni! Ragazzi della mia stessa età che decidono di togliersi la vita, e non parlo di un singolo caso ma di quotidianità, la mafia che gira per lo smercio di alcolici e di droga, il problema tra le bande dei quartieri che porta spesso allo scontro tra ragazzi ...tutti problemi che non si direbbe mai potessero contagiare un paesino apparentemente tranquillo come Ocotepec. Questa è ora la mia realtà, con Ismael, Heinsen, Tania, Emelia, Neto, Chato, Vivina, Sor Jose, Lando, Pablo, Trino, Epo con tutta la sua banda, Marbella, America, Eloisa, Aldei, Salomon, Virgilio e tutti i vacheros di Ocotepec che ci hanno regalato due giorni indimenticabili alla festa di Copainalà,Olga Lidia, Magaly, Umberto, Rigo, Noe, Emelia, Magdalena, tutti i bimbi che vengono a fare colazione a Casa Main, Daniela, Lorena, Mely, Marco Antonio, Valentin, Berzaida, Misael, Abi, Virsa, Valente, tutti i bimbi della comunità di San Antonio Monte,... Narciso, Natividad, Gerardo, Doña Sofia, Giorgio, Don Celso..... Alex, Don Eusebio, Rogelio, Raul, Norman, ....Esperanza, Nereo, Pat, Francisco, Rasanelia, Maribel, Flaca, Rosalba, Misael, Ector, Patty, Marcela, Jenny, Pilar, Yovanna, Roselino, Don Anciano, .....Isidro, Oscar, Josè Manuel e tutta la banda di San Sebastian, Edgar e tutta la banda di San Juan, ......e tutte le famiglie delle comunità che sempre ci ospitano nelle loro case!

09/03/07 Il ritorno ad Ocotepec, dopo 15 giorni di rientro in Italia, non poteva andar meglio! La paura che avevo nel cuore, il timore che la lontananza potesse in qualche modo raffreddare il rapporto con le persone del posto conquistata dopo tanti mesi di “duro lavoro”, è scomparsa come ho iniziato a percorrere le strade di Ocotepec nella camionetta salutando tutti i miei cari compaesani felici di rivedermi come io di loro! Svegliarmi nella mia cameretta ad Ocotepec e sentirmi come a casa; andare a trovare tutte le persone a cui sono più legata, tutti curiosi di sapere come sia andato il mio rientro e se “he estrañado a Ocotepec”... “claro que si!”. E poi via a incontrare un po’ tutti: per la comunità di San Francisco per salutare doña Sofia con tutta la famiglia; e poi a casa di Don Eusebio (un canasteros)... stare nella loro casetta, vicino al fuoco, mangiando la zuppa di fagioli con punte di chiaiote di doña Domitila, bevendo il loro saporitissimo cafecito, il migliore di Ocotepec, tutto come se nulla fosse cambiato. E’ questa ora la mia realtà, qui mi sento a casa e penso che solo questo, il sentirmi così in un paese straniero, sia di per se un grande traguardo raggiunto. Si re-inizia con le attività del gruppo giovanile, e nel tempo libero sto riorganizzando per bene il corso di informatica che sempre riscontra un grande successo e che inizierò la prossima settimana. E poi ieri 8 di marzo, festeggiare la festa di tutte noi donne qui ad Ocotepec ha assunto un significato ancora più importante per me. Qui dove la donna ha ancora tanta strada da percorrere! Con Viviana abbiamo dedicato una riunione interamente alle ragazze, con una attività molto carina riguardo alcuni dei traguardi raggiunti dalle donne in questi ultimi 50 anni, gli abbiamo fatto vedere e raccontato di donne come Rigoberta Menchù, come Madre Teresa di Calcutta, come Frida Kahlo...donne di tutto il mondo che sono riuscite a superarsi, che hanno vinto Premi Nobel della Pace, che hanno lavorato per i loro diritti, che sono diventate artiste famose...Una riunione per ricordargli di essere orgogliose di essere donne, di andare sempre avanti per la loro strada nonostante le difficoltà, e ancor più di avere la forza di riscattarsi e farsi rispettare al pari degli uomini. Una semplice riunione per gridarle tutto ciò, per scuoterle, discorsi che se in Italia rivestono una certa importanza qui nella realtà di Ocotepec valgono mille volte di più semplicemente perché non sono molte le persone che gli ricordano cosa possa significare essere donna oggi. Un bellissimo incontro semplice ed essenziale per un tema a me e Viviana molto caro come a tutto il VIDES.
A presto!
 
 
02/02/07
…Scrivo da Coapilla... il paese vicino ad Ocotepec. Oggi è festa qui e così ho colto l'occasione per scrivervi! Come al solito ad Ocotepec ci sono sempre un po' di problemi con Internet. Io sto bene, in piena attività, impegnata con il corso di computer, con le attività con il gruppo giovanile che stiamo formando con una suora di qui... e con le comunità... ormai Ocotepec lo sento un po’ mio!
A presto! |
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