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Testimonianze da Seccardini Matteo - Brasile - Itajai

23/02/07
La struttura “Associação Pro Menor Lar Padre Jacó” é un centro di assistenza a bambini e ragazzi carenti. Accoglie circa 250 bambini dalla 1 serie (1 elementare) fino all´Ensino Medio (scuola superiore), ossia dai 6 ai 16 anni in orario non scolastico: requisito necessario per essere immatricolato é appunto quello della necessità economica. Nelle ore al centro, i ragazzi partecipano di varie attività e lavoratori, oltre a ricevere un pasto equilibrato e, se necessario, vestiti.
La giornata tipo:
7,20 colazione insieme alle suore della comunità
7,40 assistenza nel cortile
8 buongiorno e rapida uscita per raccogliere le donazioni, poi attività in aula
9 – 9,30 assistenza nel cortile durante la merenda
9,30 – 11,30 attività in aula
11,30 –12 assistenza nel cortile
12-12,45 pranzo insieme alle suore
12,45 –13,30 assistenza nel cortile
13,30 –15,30 attività in aula
15,30 – 16 assistenza nel cortile
16 attività in aula
17 chiusura del centro, se rimangono bambini che devono aspettare un accompagnatore, o “dimenticati” (capita!), si aspetta con loro.
Che cosa si richiede a un volontario: disponibilità a compiere i servizi più svariati, bene se si ha la patente. Conoscenza della lingua e facilità di apprendimento: l´accento locale é molto stretto e generalmente le persone hanno poco contatto con le persone straniere e non sono abituate ad un portoghese incerto e differente.
Atteggiamenti e comportamenti opportuni (in comunità, con i bambini, con gli adulti, con la gente…): con i bambini, essere affettuosi ma sapersi limitare, e saper imporre limiti ai ragazzi. Fa parte della cultura dare grande importanza all´abbigliamento: non vestiti nuovi o eleganti, ma ben tenuti (da lontano le persone si accorgono se la maglia é spiegazzata: sono stato costretto ad imparare a stirare!)
Le attività: è centro educativo di sostegno, diretto e coordinato dalle suore Figlie di Maria Ausiliatrice, all’interno del quale lavorano circa 15 persone tra educatori e volontari, nonché il personale di servizio. É aperto dal lunedì al venerdì, dalla mattina al pomeriggio, durante le ore serali sono svolti dei corsi, rivolti ad adulti ed esterni, di cucito, informatica e italiano; dalla 1ª alla 3ª serie i bambini partecipano ai laboratori di arte, formazione, ricreazione e sostegno scolastico. Dalla 4 serie fino all’Ensino medio (scuola superiore) i ragazzi partecipano di un solo laboratorio, a scelta tra: informatica, danza funky-hip hop, musica, artigianato, sport. Il venerdì é invece giorno dedicato alle attività extra: tennis comunitario, pallamano, basket. Inoltre fornisce accompagnamento psicologico, servizio di assistenza sociale, fonoaudiologia e accompagnamento psico-pedagogico ai bambini con gravi difficoltà di apprendimento. Si rivolge a bambini e adolescenti in situazione di povertà, compresi nella fascia di età tra i 6/7 e il 16 anni.
Le attività in cui mi inserisco: durante la mattina svolgo, in cogestione con l´educatrice di riferimento, il laboratorio di arte con le classi di 1ª, 2ª e 3ª serie. L´anno passato ho svolto lo stesso laboratorio con le corrispettive classi del turno pomeridiano: quest’anno, in virtù della riorganizzazione delle attività, farò la parte del sostegno psico-pedagogico ai bambini in grave difficoltà di apprendimento. Nelle ore serali, continua il corso di Italiano per adulti. A marzo prenderò il posto della professoressa uscente nel corso serale di informatica.
Inoltre lavoro nel laboratorio di costruzione di strumenti musicali con materiali di recupero, attività di origami, laboratorio di italiano. Ho partecipato al 4° campo di formazione per volontari Vides Brasil Sul.
…A livello educativo, ho imparato ad essere più organizzato e sicuro durante le attività, nonché a muovermi in uno spazio (la sala di aula) che non mi é congeniale. Mi sto mettendo alla prova in molti campi di cui non avevo esperienza, o dove ho poche capacità, e questo senz’altro é un forte momento di crescita personale e professionale.

23/12/06
Auguri a tutti voi, Videssini!

"Tu sei Natale, quando decidi di nascere di nuovo, ogni giorno
tu sei l'albero di Natale, quando resisti con vigore agli inciampi della camminata
tu sei l'addobbo di Natale, quando le tue virtù sono colori che adornano vite
tu sei la luce di Natale, quando semplifichi e aiuti nelle soluzioni
tu sei i re magi, quando dai quello che hai di migliore, non importa a chi
tu sei musica di Natale, quando conquisti l' armonia dentro di te
tu sei il regalo di Natale, quando sei, realmente, amico e fratello di tutti
tu sei la cena di Natale, quando sazi di pane e speranza le persone che incrociano il tuo cammino"

Oggi abbiamo celebrato il Natale qui al Lar Padre Jacò, con gli educatori, gli impiegati e le suore! Il modo migliore per chiudere quest´anno, ricco di novità, emozioni, risate, lacrime e sfide… le parole con cui apro questa mail fanno parte della riflessione-raccoglimento che ci ha coinvolto, tutti riuniti nella cappella della casa.
Pur non essendo un assiduo frequentatore della stanza, devo ammettere che é stato proprio bello: anche le preghiere qui assumono quel colore tutto brasiliano e forse sudamericano: la musica, gli sguardi reciproci, le risate, tutto contribuisce a dare calore e umanità a questi momenti… per rinfrancare il corpo, oltre che lo spirito, Angela (la mamma di Elaine, la segretaria) e Raquel, due donne meravigliose, si sono chiuse ieri in cucina (solitamente il regno indiscusso di Mara e Salete, le due cuoche), e hanno sfornato delizie dolci e salate per tutti noi…
Già lo scorso sabato c´é stata la festa di chiusura con i bambini (di cui potrei allegarvi le foto, se non avessi ancora da fare lo zaino: domattina prendo un autobus, destinazione: Argentina! Per le feste tutte le suore partono, e ne approfitto anch’io, così rimedio pure un timbro sul passaporto...), tutti a giocare nel cortile e poi l´arrivo di Babbo Natale!!! che, visto il numero di pargoli, s´é portato dietro suo fratello (o suo cugino, con quella barba sembrano tutti uguali!). Ogni fanciullo ha ricevuto un regalo, e ogni famiglia un regalo molto prezioso: un sacolão: un bustone con riso, fagioli, farina, sale, zucchero e olio, più o meno una 30 di chili, tutto quello che dovrebbe servire a una famiglia di 4 persone per un mese: in realtà non é proprio così, ma é pur sempre qualcosa... é stato divertente scorrazzare sul prato del Lar, con la kombi (quei mitici furgoncini Volkswagen indistruttibili che qui sono dappertutto: é dai tempi dell’asilo, quando vedevo il meccanico sotto casa di mia nonna che ci portava i ragazzi del quartiere a scuola che sogno di guidarla!!!) carica di sacolas e di educatori… come trasformare in gioco un lavoro faticoso sotto il sole che brucia!!
Mi viene in mente la canzone di Leon Gieco: La Navidad de Luis, che qualcuno già conosce..

Toma Luis mañana es Navidad
Un pan dulce y un poco de vino
Ya que no puedes comprar.

Toma Luis llevalo a tu casa
y podrás junto con tu padre
la navidad festejar.

Mañana no vengas a trabajar
que el pueblo estara de fiesta
y no habra tristezas . . .

Señora gracias por lo que me da
pero yo no puedo esto llevar
porque mi vida no es de navidad.

Señora cree que mi pobreza
llegara al final comiendo pan
en el dia de Navidad.

Mi padre me dara algo mejor
me dira que Jesus es como yo
y entonces asi podré seguir.
Viviendo, viviendo
Viviendo, viviendo
Viviendo, viviendo

Fortunatamente qui le cose vanno diversamente, che di cibo ce n´é abbastanza e per tutti… in continuazione arrivano donazioni di cibo, vestiti e giochi da parte di aziende, associazioni, enti di beneficenza e privati.
Se da un lato questo rischia di alimentare una cultura dell’elemosina e alcune famiglie si abituano a ricevere tutto come se fosse loro dovuto, la continua disponibilità permette di garantire un pasto e di vestirsi per chi veramente ne ha bisogno e altrimenti non avrebbe di che sostentarsi.
Le prime volte non sembrava vero, quando arrivavo al magazzino del supermercato e mi mostravano le casse piene di frutta e verdura… e mentre riempivo la combi a volte veniva da dire: "basta! é troppo!!!" ma sai che andranno nel posto giusto, dove c´é bisogno.. e che in realtà non sarebbe mai abbastanza, ma si fa quel che si può, e il Lar Padre Jacó lo fa bene… poi tornando al centro con la kombi trasbordante di cibo e dell’aroma non sempre gradevole emanato e con la voglia di buttare i vestiti nella lavatrice (ebbene si, questa é una casa superchic: abbiamo la lavatrice!) senza toglierseli di dosso, ma ancora c´é da scaricare tutto e poi altro da fare, e la doccia aspetta, per la felicità di chi mi sta accanto.. Dicevo, domani parto per Buenos Aires, dove incontrerò altri volontari proprio come me.... rimarrò in Argentina ancora non so fino a che giorno, con esattezza, comunque il 5 di gennaio sarò di nuovo qui, in un modo o nell’altro, che il 7 comincia il IV (non mi ricordo se é proprio il IV!) CAMPO DI FORMAZIONE VIDES _BRASIL SUL.
sono previsti più di venti partecipanti, provenienti da diverse zone del Brasile, e durerà dal 7 al 14. Sto partecipando agli incontri di preparazione e programmazione, e promette bene!! Tutti i partecipanti verranno ospitati qui nel Lar, dove avverrà la parte "teorica" e di ricerca-studio, nonché dove soddisferemo banali esigenze fisiche quali dormire, mangiare e le sue naturali conseguenze… nel pomeriggio ci sarà invece l´attività "sul campo", ovverossia l´azione sociale vera e propria, in cui mettere in atto tutte le belle parole della mattina… vittima sarà la comunità di Imaruì, uno dei quartieri più carenti di Itajaí, soprattutto nella sua parte più precaria… il mese scorso sono andato a parlare, insieme a sr. Sirlei e al prete, con i “lider” della comunità, e la cosa bella é che sono tutte donne!!! persone veramente animate e decise, che sono riuscite a impiantare un bel po’ di cose: corsi di cucito, servizio di estetista, ecc. ecc. in più c´é la chiesa, che funge da spazio multifunzione: nella stessa sala celebrano la messa, lezioni di capoeira e danno aula di disegno…
Nello scorso campo, fatto nello stesso periodo dell’anno, 8 ragazzi sono stati ricoverati per il troppo calore.. nonché me lo abbiano caldamente (appunto) sconsigliato, ho già prenotato una brandina al vicino ospedale Marieta, per quei giorni…
Ah, voglio dirvi del compito che mi é stato assegnato, in questi giorni e per il futuro: trovare ogni giorno almeno due cose belle accadute, due cose per cui la giornata é valsa la pena.. una figata, una cosa tanto semplice ma spesso mi dimentico delle cose più semplici, dei motivi per gioire, ridere, essere soddisfatto e non riesco a staccarmi da quello che più mi lascia nervoso, arrabbiato.. eppure ci sono tutti e due.. imparare a godere dei primi, a farli fiorire dentro di noi e controllare i secondi, non fare finta di niente, ma riuscire a prenderli come un segnale e uno stimolo.. spero di non dimenticarmene.. scrivere aiuta in questo.. spero di riuscire a metterlo in pratica!
Ora vado, che se non ordino la stanza (sempre se faccio lo zaino) quando torno le suore hanno già adottato un altro volontario!

Un Natale incredibile per voi, e un 2007 pieno di emozioni e nuove idee per nuovi sogni, il tutto contornato da una fragorosa risata!

10/12/06
“Amiguinhos secretos”!
…Vabbé, ora faccio la persona seria! Purtroppo ancora non sono in grado di mandarti delle foto per dare colore ai miei racconti, forse Babbo Natale porterà questo regalo.
Qui l´anno scolastico volge al termine, tutto trasuda stanchezza (i bambini, ma anche gli educatori e le suore) e ne approfitto anch’io per lamentarmi un po’ anche se sono appena arrivato… non ho fatto in tempo ad iniziare i laboratori che già sono finiti, sto iniziando a prendere le misure coi bimbi e con l´organizzazione del centro che già cambia tutto..
infatti, l´articolazione delle attività del centro cui ti accennavo il mese scorso, contrariamente a come pensavo, risale solo a pochi mesi fa, e da febbraio, quando re-inizieranno le attività del centro dopo le vacanze estive, cambierà di nuovo…
I bambini dalla 4° serie in su dovranno scegliere un’officina che seguiranno per tutto l´anno, mentre dalla 1° alla 3° serie verranno organizzate una serie di attività diverse… alcune delle suore a partire da gennaio verranno trasferite in altre case, e ne arriveranno altre… tra queste anche Sirlei, la mia referente, e so che ne sentirò molto la mancanza… cambierà anche la coordinazione pedagogica e quella pastorale, quindi se la futura struttura del centro é ancora oscura, la mia collocazione lo é ancora di più...
non so il laboratorio di ecologia che dovrei svolgere, se lo farò con i bambini dalla 1° alla 3° serie, o se lo farò insieme ai professori di arte nei loro laboratori… e il corso di Italiano, che verrà fatto anche per i bambini…
Questo é il futuro, ma é bene parlare anche del presente: giunti alla fine delle attività, posso distaccarmi un po’ e fare alcune osservazioni sul mio lavoro qui.
Le attività di mattina insieme a Renata, l´insegnante di arte, sono andate bene, anche se abbiamo modalità e caratteri differenti, lei super organizzata e scrupolosamente ordinata, mentre io mi trovo a mio agio solo nella confusione… abbiamo iniziato la programmazione a 4 mani delle attività e tra le varie cose buon successo hanno riscosso gli origami, che molto sono piaciuti ai bambini, anche se poi non tutti riuscivano a concentrarsi abbastanza.
La cosa difficile é riuscire a conquistare il rispetto dei ragazzi e essere accettato da loro come un educatore.. finché giochi e scherzi con loro ti adorano, i problemi iniziano quando arriva il momento di porre dei limiti e devi dire loro di no, e quando vanno rimproverati.. lì scoprono che non possono fare proprio tutto quello che vogliono, e diventano ostili.. poi mano a mano riesci a trovare un giusto equilibrio, mostrando loro che se rompi le scatole lo fai per loro.. riuscire a instaurare un minimo rapporto con ognuno di loro é più difficile di quanto pensassi, alcuni si aprono spontaneamente, altri sono aggressivi e vanno lavorati a poco a poco… cavolo, già riconoscerli tutti é impresa complicata, alcuni nomi ancora mi sfuggono, e altri cercano di appiccicarsi a più di un bambino (i nomi locali suonano alquanto bizzarri per il nostro gusto italiano).
Il pomeriggio i problemi erano ancora di più, visto che le classi che mi erano assegnate prima avevano quelle ore come gioco libero nel cortile. All’inizio é stato un disastro, alle 5 del pomeriggio sembrava che la sala fosse stata perquisita da Digossini molto zelanti... dopo un tavolo rotto, l´invenzione di nuove tinte cromatiche attraverso la miscelazione dei fino allora intonsi barattoli di tempera, l´utilizzo dei pennarelli e dei pastelli per la risoluzione di conflitti interpersonali (che generalmente evolvono in dibattiti ed illazioni sulla rispettabilità e sulla professione esercitata dalle madri dei contendenti, con effetti esplosivi) e la misteriosa sparizione di gomme e temperini, su cui ancora stanno investigando gli educatori, i volontari e soprattutto la coordinatrice pedagogica… alcuni giorni mi sono addormentato con un sorriso stampato sul viso, orgoglioso di come i bambini si erano lasciati convincere dalla mia proposta e di come quelli che non volevano neanche sentirne parlare avevano poi portato a termine con interesse e dedizione la propria attività, chi addirittura rinunciando al gioco libero...
In altri giorni la frustrazione per il rifiuto incontrato e per la confusione fatta dai bimbi mi hanno fatto venire il mal di testa, e mi portavo addosso una sensazione di fallimento, per non essere riuscito a trovare la chiave giusta o non essere stato in grado di riformulare la mia proposta sì da farla risultare allettante, per la frustrazione di non riuscire a farmi ascoltare… facendo un bilancio, sono però i secondi che predominano…
Sto rivedendo molte cose del mio modo di pormi con i bambini, che fino ad adesso non ha portato i risultati sperati… già ormai i bimbi mi capiscono senza difficoltà, e sono rimasti solo una manciata a prendermi in giro per il mio strano accento…
Lamento la mia mancanza di prontezza per trovare le risposte giuste al momento giusto, per dire quella frase che disarma i bimbi e spegne le loro provocazioni.. si, le loro provocazioni, l´ostilità che spesso mostrano, sto scoprendo che riescono a mettermi in crisi più di quanto dovrebbero…
Fortuna che posso parlarne con Gisele (una ragazza del Vides che dovrebbe diventare la nuova coordinatrice), con Sirlei e con le altre suore e gli educatori, che mi aiutano a ridimensionarmi e a trovare in me le risorse giuste… mi accorgo che sto imparando molto qui, e scopro che ancora ho molto da imparare per diventare un buon educatore.
È difficile riuscire a staccare con la testa dal lavoro dopo che i bimbi se ne sono andati, visto che la mia casa e il luogo di lavoro coincidono.. riuscire a fare nel tempo libero tutte le cose che vorrei fare.. non é per mancanza di tempo libero, che in realtà é più di quello che pensavo, ma é che non riesco ad amministrarmelo bene e spesso l´orologio si mangia i minuti! Il giovedì sera continuano le mie lezioni di Italiano per esterni, con un piccolo gruppo ma assiduo... é diventato abbastanza interattivo e divertente, e le mie "alunne" sembrano contente! Continuerà fino al 22 dicembre, poi riprenderà a febbraio.
Il giovedì sera é stato scelto perché era il giorno che meglio accordava le diverse esigenze, scontentando però inevitabilmente alcuni…
Sto ricevendo proposte di fare lezioni private (a pagamento) in altri orari e presso una parrocchia, ma ho rifiutato entrambe anche perché sembra nella parrocchia vogliano chiedere soldi…
La nostalgia della "terra nostra" (era il titolo di una novela di alcuni anni fa, ambientata ai tempi dell’emigrazione italiana, dove gli attori - il protagonista si chiamava Matteo e questo é sempre stata occasione di battute - infilano ogni tanto improbabili espressioni tipiche italiane pronunciando però alla brasiliana: da spisciarsi dal ridere!) non ha ancora trovato l´indirizzo del Lar Padre Jacò e ancora non ha bussato alla porta… mi manca la compagnia e la vicinanza degli amici, questo sì.. é facile trovare persone belle e con cui passare bei momenti, ma riuscire a instaurare vere amicizie é più complicato e non avviene con chiunque… da questo punto di vista l´adattamento é più lungo, ma come dice l´uruguaiana Antonietta, ho fiducia che qui a Itajaí troverò quello che mi sta mancando…
Ah, come ogni buona conversazione a distanza bisogna parlare un po’ del tempo.. é strano pensare che si sta avvicinando il Natale mentre si gira in bermuda e si va in spiaggia, anche perché qui gli addobbi e l´immaginario natalizio sono uguali ai nostri.. fa pena vedere ‘sti poveracci vestiti da babbi natale sotto il sole… il sole quando c´é, perché qui sta passando il diluvio universale a puntate, oggi c´é l´intervallo, ma nessuno sa quando arrivano i titoli di coda… avendo lasciato incompiuto il corso di nuoto là in Italia, senza essere arrivato alla pratica, spero che passi la versione ridotta, quella senza le scene con intere civiltà sommerse dalle acque… a proposito: le amiche Filippine? é stato così tremendo l´uragano?
Ah, devo spiegare il titolo della mail, "amiguinhos secretos", una usanza molto diffusa qui..
ieri c´e stata la gita "aziendale" di tutti gli operatori del centro: siamo andati alla spiaggia di Bombas (una di quelle “spiaggette schifose” che c´hanno qui, con le palme, le rocce modellate dal mare e l´acqua blu blu come l´oceano (effettivamente é l´oceano) dove le suore hanno una casa… abbiamo fatto un churrasco (grigliata) di carne, bevuto birra, scherzato e giocato, spalmati sulla spiaggia e fatto il bagno… un paio di settimane fa, ognuno di noi ha estratto da una busta il nome di un´altro operatore, cui avrebbe dovuto fare un regalo.. sembra una cosa un po’ forzata, ma é divertente e interessante, perché in questi giorni ognuno cerca di investigare su cosa potrebbe piacere all’amico segreto (senza che questo se ne renda conto, naturalmente) e così ci si conosce meglio..
poi uno alla volta si parla dell’amico che é capitato, mentre gli altri cercano di indovinare..
con la solita fortuna ho incontrato la mia amica segreta (Carol, una volontaria nuova che sta facendo sport) mentre le stavo comprando il regalo, le sono scoppiato a ridere in faccia e quando mi ha chiesto "che fai?" ha preso per scherzo, come speravo, la mia risposta "sto comprando il tuo regalo!" Ho ricevuto una maglietta da hip hoppettaro da Ronnie, l´insegnante di danza, che non credo indosserò mai, perlomeno in pubblico, ma conserverò come un caro ricordo… si, la pianto…
Vabbuò, ora vado a fare un po’ di foto che poi non vi manderò...
Un abbraccio a tutti!

01/11/06
Ciao Patrizia!!
Auguri anche a te, che te li meriti!!!!
sono ad Itajaí, dopo una rocambolesca partenza…
qui, veramente, mi trovo a meraviglia!!! le suore del Lar Padre Jacó sono fantastiche, aldilà delle migliori speranze che potessi avere!! Irmã Sirlei, la mia referente, é divertente e profonda al tempo stesso, anche se mi frega in continuazione, facendomi uno scherzo dopo l´altro… la stessa simpatia la trovo in Ir. Silvia… la coordinatrice pedagogica, Ir. Siloê, mi sta guidando e aiutando molto nella programmazione e gestione delle attività, poi ci sono Ir. Darci, dinamica non più giovanissima suora che ha un’occhio e una mano in più di quello che sembra, sempre nel posto giusto al momento giusto, e Ir. Alciria, dai piccanti e pungenti commenti.. anche gli educatori e tutti i funzionari mi sembrano simpatici e disponibili.. sembra esagerato, ma per ora é così.. può darsi che il mese prossimo dirò che non ce la faccio più, che scappo in Argentina o che impazzisco al punto di rapire qualche bambino, o che le Sorelle mi rimandano in Italia via corriere espresso.. ma per ora qui al Lar va tutto bene, e che le prime cose che colpiscono la mia attenzione e le cose che cerco per primo nelle persone e nelle situazioni sono quelle positive..
qui al Lar sto facendo praticamente di tutto, anche se alcune attività ancora stanno ingranando.. Ti faccio una rapida descrizione: il centro diurno accoglie , se non sbaglio 215 bambini, divisi più o meno equamente in un gruppo mattutino (chi va a scuola il pomeriggio) e in uno pomeridiano (chi a scuola ci va il mattino, naturalmente); l´età va dai 6 ai 16 anni (dalla prima all’ottava serie, più alcuni dell’"ensino medio", so che capirai…).
Al centro vengono fatte diverse attività: appoggio scolastico, danza, musica, informatica, arte, educazione fisica, sport vari (karate, taekwondo, tennis, pallamano..) l’orario di ogni gruppo é diviso in 3 periodi, intervallati da una merenda.
Per ora sto facendo un’officina sulla musica e la costruzione di strumenti musicali, cominciata questa settimana. La mattina lavoro insieme alla professoressa di arte, e per ora lavoro solo con i più piccoli, da 1 a 4 serie... lì non ci sono problemi.
Il pomeriggio ho preso il posto della professoressa di capoeira; l´orario in cui sto entrando era diventato orario libero, e le simpatiche creature non hanno tanta voglia di rinunciare ai loro giochi per fare delle attività... gliele sto mettendo sul gioco, ho cominciato ieri e non posso certo tirare conclusioni, i problemi sono tanti ma, con l’aiuto di tutti, ho fiducia che si risolveranno.
Ogni giovedì sera dalle 7,30 alle 9.00 do aula di Italiano per suore ed esterni interessati.
Questo fino a dicembre, quando finisce l´anno scolastico.
Da gennaio: lezioni di italiano anche per i ragazzi, per chi é interessato (sono tanti, finora);
il laboratorio di musica dovrebbe diventare una cosa più ampia, sul tema del riciclaggio: da lì si costruiranno ancora strumenti musicali, ma anche giocattoli, "opere d´arte" e utensili vari… Nei momenti in cui c’é attività libera sono nel cortile, come don Bosco insegna, osservando e partecipando ai giochi dei bambini. Oltre a questo, cerco di rendermi utile andando in giro a prendere le donazioni che gli esercizi commerciali offrono al centro, o accompagnando le Suore se devono sbrigare qualche faccenda… il mio incarico di autista é stato ridimensionato, viste le mie doti di pilota, ma la fiducia delle Suore é tanto grande che ancora mi danno in mano la macchina!
Il centro funziona da lunedì a venerdì, e il sabato lavoro insieme al Parque Dom Bosco, ma ancora la mia collocazione lì (il sabato non ci sono attività programmate) é incerta e questo mi lascia un po’perplesso.
…Stranamente non ho nessuna nostalgia, in nessun momento mi sono chiesto "ma che ce sto ‘a fa quaggiù?", anche se ogni tanto é faticoso farsi capire e capire tutto… ma l´adattamento é rapido e indolore.. quasi mi stupisco!!
Una sorpresa: alle 10 di sera devo stare a casa, a meno che non esca in compagnia di persone fidatissime.. sinora non ho avuto problemi, anche perché sono talmente stanco la sera che neanche ci penso... non so questo in futuro mi incomoderà, ma ho stima e fiducia nelle suore, e non credo succederà nulla.
Vi mando un forte abbraccio!!!!
A presto!!!
ps. scusa per il mio italiano mescolato a forme portoghesi, ma ormai ho perso l´abitudine…
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