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Testimonianze da Giardinelli Luana
“La musicoterapia per il superamento del trauma da abuso sessuale nei bambini” - Filippine |
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17/03/08
Eccoci di nuovo qui… vi mando un breve resoconto di febbraio!
Dunque mi trovo sempre a Mindoro e le cose procedono alla grande! In questo mese ci sono state alcune novità. Prima di tutto in comunità abbiamo ucciso due maiali (io facevo la reporter), ed ovviamente è stata una grande festa, mentre per me una nuova esperienza… abbastanza forte direi.
A metà mese a Calapan (la città dove mi trovo) è stato organizzato il Mangnan Festival, ideato per far conoscere le tradizioni e la storia di questa popolazione nonché le condizioni di vita attuali; noi vi abbiamo partecipato come spettatori così ho conosciuto meglio le credenze degli ultimi indigeni Filippini!
Ancor più interessante è stata la visita nella nostra comunità della moglie dell’ambasciatore italiano insieme con l’ambasciatore di Francia e un rappresentate svizzero di un’organizzazione umanitaria che con le mogli di altre ambasciate hanno dato vita ad un’associazione umanitaria per promuovere progetti di sviluppo e al quale è stato chiesto di finanziare un nostro progetto per l’acquisto di un nuovo mezzo di trasporto (siamo quasi rimasti a piedi!) da utilizzare per espandere il piccolo business che già abbiamo… teniamo tutti le dita incrociate perché a breve dovremmo avere il responso!
A fine mese c’è stato il Gratitude Day, una grande giornata di festa per rendere grazie e abbiamo fatto un ritiro in una bellissima zona a sud di Manila (Canluban) dove mi hanno chiesto di leggere un messaggio in Tagalog… mi sono esercitata per tre giorni, ma alla fine è stato un successone!
Ovviamente le mie attività procedono regolarmente e, tra la sorpresa di tutte le suore, i ragazzi sono sempre più in grado di comunicare in inglese!
Infine, gli ultimi giorni di febbraio sono stati giorni di vacanza per noi volontari: finalmente ho ritrovato Kathleen e insieme con Linda, la volontaria americana, ci siamo goduti un po’ di meritato riposo prima del rientro in Italia. Una delle volontarie Vides del posto ci ha ospitate nella sua casa sulla spiaggia a Puerto Galera, un meraviglioso posto a nord di Mindoro, e lì ci svegliavamo con il rumore del mare e andavamo a lavarci nel fiume di acqua dolce di fianco il mare, ed era fantastico… per non parlare di quando abbiamo fatto snorkling, abbiamo visto i meravigliosi colori dei coralli e dei più svariati pesci: il prezzo di tutta questa bellezza è stata una tremenda scottature sulla schiena per tutt’e tre, ma ne è valsa la pena!
Per ora mi riposo un po’ qui in Italia, ma già mi sto preparando per il rientro nelle Filippine!

Tutti quanti insieme |

Scenario mozzafiato per il meritato riposo |

Riprendiamo fiato |

Linda, io e kat andando a fare snorkling |

Le difficoltà del viaggio |

La visita in comunità |

Gli ultimi saluti prima della partenza |

Già in vacanza |

Festeggiando la debuttante |

Ci gustiamo un buon pranzo |

Che fatica camminare nel fango! |

Andando a fare snorkling |

Alle prese in cucina |

Al Mangnan Festival |

02/02/08
Ciao a tutti,
intanto vi chiedo scusa per la lunga latitanza, ma sono tornata solo ieri da Mindoro, dove sono assegnata e dove comunicare via internet e molto difficoltoso. Ora mi trovo a Manila giusto il tempo per rinnovare il visto e poi torno a Mindoro.
Questo mese a Mindoro e praticamente volato!! la comunità é un centro agro-tecnologico per l'agricoltura e l'allevamento e ospita all'incirca una trentina di ragazzi, la maggior parte dei quali sono indigeni, magnan (non sono proprio sicura si scriva cosi!), che in generale sono molto più timidi dei filippini non indigeni e tanto tanto dolci. La comunità e divisa in varie case: il convento (dove vivono le suore), il dormitorio delle ragazze e quattro case per i ragazzi! Io vivo con le ragazze perciò passo con loro realmente 24 ore su 24.
Appena arrivata, un mese fa, molti dei ragazzi erano ancora a casa per la vacanze di Natale e noi abbiamo passato la prima settimana in viaggio lungo le montagne a far visita ad alcune delle famiglie degli studenti. È stata una vera e propria avventura perché con la macchina siamo potuti arrivare solo fino ad un certo punto, dato che le strade sono inesistenti, dopodiché abbiamo proseguito a piedi, salendo su per le montagne camminando nel fango (ed è davvero scomodo camminare nel fango con le ciabatte, cosi alla fine ho deciso di camminare scalza... come tutti del resto!!). Le famiglie di questi ragazzi vivono davvero una vita molto semplice, fatta di antiche tradizioni, in case fatte di bambù, in cui pero le condizioni sono molto precarie, isolati nelle montagne dove diventa difficile arrivare in città.
Dopo la prima settimana i ragazzi sono tornati e piano piano sono reiniziate le attività. Durante il giorno gli studenti sono molto impegnati tra lo studio e il lavoro: passano la mattinata nei campi a coltivare la terra o nelle stalle degli animali (abbiamo polli e maiali) e il pomeriggio in classe per le varie lezioni. Cosi, per stare più tempo possibile con loro, passo la mattinata nei campi con loro e gia mi hanno insegnato come coltivare la terra e piantare i vari tipi di verdura (caspita, non pensavo fosse cosi faticoso lavorare nei campi!!), oppure sto nelle stalle dove osservo come si uccidono e puliscono i polli, pronti per essere venduti (per ora ho fatto solo l'osservatrice, ancora non mi sono cimentata nell'uccisione dei polli!), insomma sto diventando una contadina esperta!! La cosa interessante del Centro e che hanno messo in piedi un piccolo business, in cui, appunto, vendono polli, maiali e i differenti tipi di verdura che producono (cosi sono anche in grado di autofinanziarsi... ma sono ancora agli inizi!).
Il momento della giornata in cui posso passare del tempo con i ragazzi è la sera, quando tutte le attività sono ormai terminate, così ogni sera vado a cena in una casa diversa (per la Superiora e anche un'ottima scusa per far pulire e mettere in ordine le case ai ragazzi!) ed è davvero divertente vedere come si prodigano nell'accogliermi nelle loro case come un'ospite speciale e prepararmi il loro miglior piatto (che poi è sempre con il riso che in generale nelle Filippine è l'alimento principale), e dopo cena abbiamo un po’ di tempo per parlare e sono così curiosi che mi fanno sempre mille domande su com'è l'Italia, come si vive in Italia e come si dice questo in italiano....!!
Per quanto riguarda le mie attività, sono dirette principalmente ad un gruppo di ragazzi che hanno studiato al Centro l'anno scorso e probabilmente l'anno prossimo proseguiranno gli studi, così io li aiuto nel praticare l'inglese con lezioni molto informali di conversazione; inoltre le ragazze mi hanno chiesto di insegnare loro le basi della kick-boxing, ma non è ancora stato possibile iniziare… speriamo in questo mese!!
Durante questo periodo mi sono sperimentata anche in prove di coraggio: ho mangiato il serpente e, credetemi, è squisito, quasi meglio del pollo direi... forse era per l'abilità dei ragazzi nel cucinarlo!!
Qui è appena finita la settimana per la commemorazione di don Bosco ed è stata una settimana di giochi e di festa e anche io mi sono cimentata in kickball e pallavolo. Alla fine della settimana c'è stata la premiazione generale dei vincitori delle varie gare ed è stato emozionante per come erano felici di ricevere due cioccolatini a testa!!
Per ora è tutto, non vedo l'ora di tornare per vedere quali altre avventure mi attendono... prossimamente mi insegneranno a pescare...così diventerò anche una pescatrice!!
Un bacio a tutti.

07/12/07
Ciao a tutti,
da pochi giorni si e conclusa la mia esperienza a Cebu. Cebu e un'isola delle Visayas, la cui città, Cebu city, e la seconda città più grande dopo Manila e importante centro per il commercio e le esportazioni. Io mi trovavo nella periferia della città. L'Istituto che mi ha ospitato e davvero molto grande e si compone di tutti livelli della scuola e in più un college di due anni per ragazze. La cosa che davvero mi ha colpito e proprio quest’ultimo: nasce per dare la possibilità alle ragazze più povere dell'isola di avere una buona formazione professionale con la speranza di trovare un buon lavoro ed uscire dalla povertà. Al termine del primo anno, le ragazze fanno un secondo anno di stage presso le compagnie internazionali partnership dell'istituto, le quali, tra l'altro, hanno provveduto alla costruzione degli edifici dedicati a questa scuola professionale tramite delle donazioni. La maggior parte sono giapponesi, ma ve ne sono anche alcune europee.
Io mi sono occupata proprio delle studentesse della scuola professionale, tenendo un corso d'italiano e conducendo dei gruppi terapeutici. Durante le lezioni di italiano le ragazze erano entusiaste e davvero curiose di imparare una lingua nuova...mi facevano mille domande! Quando conducevo i gruppi terapeutici era qui che venivano fuori le maggiori difficoltà per le ragazze: in parte perché pensano di non sapersi esprimere bene inglese, ma più di tutto perché ognuna di loro ha una storia alle spalle molto difficile, fatta di povertà e a volte di violenza. Ascoltare i loro racconti era davvero toccante, e spesso doloroso. Ma comunque sono rimasta affascinata dalla loro forza d'animo e dalla loro determinatezza nel voler cambiare il loro futuro: una ragazza in particolare mi ha sorpresa perché quando le ho chiesto cosa le piacerebbe fare in futuro, mi ha risposto "io voglio diventare un manager"… mi sono commossa, spero davvero che il suo obiettivo possa un giorno diventare realtà. Le suore stanno facendo davvero un buon lavoro nel dare loro motivazione e determinazione. Al sabato, invece uscivo con la social worker per fare le visite domiciliari alle famiglie delle studentesse e potevo quasi toccare con mano le difficoltà di vita di queste ragazze e delle loro famiglie, è stato emozionante e doloroso contemporaneamente. Durante questo periodo, inoltre, ho passato una settimana con le ragazze al di fuori della scuola. Un paio di giorni sono stata in un villaggio chiamato "antiki", non molto lontano, dove vivono degli indigeni che credetemi non hanno assolutamente nulla....spesso nemmeno i vestiti per i bambini. Andavamo lì per fare scuola ai bambini.. non sono riuscita a contarli per quanti ve ne erano! La scuola è una semplice stanza al centro del villaggio con dentro pochi tavoli, qualche sedia e una lavagna. Tutto intorno alla scuola è fango. Questa forma di volontariato e un'iniziativa delle suore che la organizzano una volta l'anno per una settimana, per il resto dell'anno hanno un insegnante che va due volte la settimana e deve gestire tutti i livelli dell'educazione scolastica. L'impatto è stato abbastanza duro per i miei occhi occidentali....e a parte i sorrisi e l'entusiasmo dei bambini era davvero penoso guardarli giocare nel fango senza nulla addosso, e vedere bambini così svegli e impazienti di imparare e renderti conto che non avranno mai una sola possibilità nella vita perché comunque non riusciranno ad avere una buona istruzione. All'inizio mi sentivo così a disagio, ma le ragazze sono state le mie insegnanti per quei giorni...ho avuto una grande lezione di vita! A contatto con questa realtà, a volte anche la mia utilità e il mio senso qui sono stati messi in discussione di fronte al senso di impotenza....voler fare, ma non averne i mezzi! Spero che anche solo portare la mia testimonianza possa essere di aiuto in qualche modo!
L'altra parte della settimana l'ho spesa in un orfanotrofio mantenuto da un'organizzazione privata sovvenzionata da donazioni private. In questo Istituto vi vivono una trentina di bambini dai 3 ai 17 anni tra ragazzi e ragazze. Secondo i canoni europei e con la mia deformazione professionale (da psicologa) ovviamente non è la condizione di vita ottimale per quei bambini, ma avendo alle spalle l'esperienza precedente, ciò che mi è venuto da pensare è stato: almeno hanno cibo a sufficienza, vestiti puliti, vanno a scuola, sono felici....sicuramente più dei bambini del villaggio!.....tutte le mie teorie psicologiche si sono azzerate!
Altre esperienze che ho avuto modo di fare sono state nella scuola pubblica....di cui sono rimasta sbigottita: 40, a volte 50 studenti per classe, in aule umide e buie, con insegnanti sottopagati che spesso sono talmente stanchi e impossibilitati a gestire una classe cosi numerosa, che non riescono a fare lezione....ed ovviamente vi lascio immaginare quale possa essere la qualità dell'istruzione nella scuola pubblica.
Per ora e tutto, ci sentiremo al più presto, baci da Luana



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