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Testimonianze da Pasqua Barbara “Promuovere la pace attraverso la solidarietà” - Cambogia

30/06/09
Avrei voluto (ma era troppo facile) essere presuntuosa questa volta, esponendo il mio pensiero cinico rispetto alla volontaria che è in me, cercando di ammortizzare comunque i toni per rendere la relazione leggibile, ma ne è risultato uno scritto ipocrita.
Così vi risparmio la lunga catena psicologica che lega la spinta propulsiva che mi ha fatta partire (che chiamerei Egoico-Eroico-Narcisista) a ciò che mi fa tornare (l'ottenuta prova inconfutabile che mi serviva)...
Mentre riflettevo su queste cose, e cercavo a fatica di farne uscire un buon profilo di volontaria, ho trovato ciò che mi sarei dovuta aspettare, cioè: che non voglio tornare. Inutile dire che devo, o che almeno devo provare a farlo. Manca un mese ed ho già lasciato che la disperazione prenda il sopravvento. Ho esperito per 9 mesi LE VITE DEGLI ALTRI ed ora provo un'immortale amore per loro. Le idee folli si mescolano ai miei cambiamenti di umore e ne ottengo una crisi.
Mi irrita la mia debolezza. Perchè chiaramente sapevo dall'inizio che questo mi avrebbe fatta soffrire, dunque NON CI RESTA CHE PIANGERE e citare Gurdjieff: "Un uomo rinuncerà non importa a quale piacere piuttosto che alla propria sofferenza".
Grazie.



10/06/09
Alcuni fenomeni, se non si vive veramente la Cambogia, non si possono cogliere al passaggio. Ho avuto abbastanza tempo per farmi un'idea, che è comunque filtrata dalla mia lente in cui credo che gli effetti manifesti sono sempre dovuti ad una causa interna.
Questo paese viene fuori dai "Khmer Rossi", ovvero da un trauma sociale perchè tutti
sono stati coinvolti. Sono stati traumatizzati ed impossibilitati ad affrontare un'atrocità di tali dimensioni, nessuno li ha aiutati e loro non potevano certo aiutarsi tra di loro.
Il risultato di ciò, sono tutte quelle manifestazioni caratteriali che non ti spieghi: violenza domestica, dipendenza da alcool, ossessione per i fantasmi, problemi sessuali, matrimoni combinati... Cose che hanno iniziato a diradarsi ed a lasciarmi vedere cosa realmente nascondevano.

Non è vero che il tempo guarisce tutte le pene.
Ma ancor più "interessante" è stato quando durante il lavoro con le mie ragazze mi sono resa conto di altri effetti, ancora più difficili da sradicare, come la mancanza di compassione, o tremenda, la completa assenza di creatività. E' stato molto difficile per me abbattere quella parete che sollevano per paura di soffrire, per non "sentire", non mi permettevano di entrare. Ho dovuto riadattare tutti i miei esercizi alla loro situazione. Questo mese in particolare, ho avuto l'onore di poter fare un intensivo di teatro-terapia con 250 ragazze venute da noi per la festa di Maria Mazzarello. E' stata un'occasione unica per provare a smuovere qualcosa, anche se in poco tempo. E' così difficile per loro solo immaginare di dire alla propria mamma "I love you", non manifestano i loro sentimenti a nessuno, così, qualcuna non c'è riuscita, qualcuna si, qualcuna ha pianto e si è liberata di un po’ di pesantezza. Abbiamo fatto esercizi del genere, il titolo del campo era "La comunicazione", perfetto per il mio lavoro.
Nel mio saziato egoismo di cui mi riempio nel dare, cito l'imperatore Marco Aurelio:
"La vera gioia di un uomo consiste nel fare le cose per cui è nato. La felicità risiede nel fare quelle cose che solo gli esseri umani possono compiere: la ricerca della verità e aiutare coloro che soffrono".
Grazie.


30/04/09
Questo mese sono stata in ferie in Italia, sono rientrata dopo 6 mesi.
Non sapevo cosa mi avrebbe aspettato, ho cercato di prepararmi psicologicamente
in ogni modo, ma ovviamente la vita mi ha stupito.
Al mio arrivo, a parte il jet-lag, mi sentivo realmente un pesce fuor d'acqua, continuavo
a cercare alberi di banane ed a stupirmi del comportamento della gente. Inizialmente
il pensiero fisso era " Ma che sto facendo io qui?!" e poi mi sembrava che tutti i passanti
guardandomi vedessero la Cambogia attraverso me, ma questa ovviamente era solo una mia fantasia. Molte volte avrei voluto urlare a qualcuno qualcosa come "Stupido se tu sapessi come sei fortunato!!!". Poi piano piano ho ricominciato ad assaporare il gusto della libertà, che tanto mi era mancata. Ho riscoperto tutto quello che potevo fare in Italia e che in Cambogia era impossibile, come per esempio poter tornare a casa tardi la sera.
Così provavo due sensazioni contrapposte contemporaneamente: mi sentivo ormai inscindibilmente parte della terra khmer, ed ero felice di riavere ancora la mia vita a casa.
Ho provato mancanza per Phnom Penh, solo un assaggino abissale di quello che sarà poi, ed ho capito con quanta nostalgia sono in grado di sentire le cose.
Non sono riuscita a trovare una risposta alla domanda che era il mio chiodo fisso: "come faccio a conciliare in un modo sano e costruttivo, la grandezza della mia esperienza con la mia vita qui?". Mia madre ha organizzato un incontro tra me e alcune classi del suo liceo, ho tenuto una mini conferenza sulla questione cambogiana... e il pubblico è tornato a casa piangendo e supplicandomi di tornare a settembre. Lì credo di aver dato tanto.
Al mio rientro asiatico sono stata malissimo per giorni, ed ho dovuto fare anche una puntura in ospedale! Ma la vera brutta notizia è che una delle mie ragazze, una delle mie preferite, è scappata. Un dolore senza fine. Che tutto l'amore che provo per lei si possa trasformare in una benevola protezione, perchè mi sento così inerme, posso solo sperare. SPERANZA è veramente una meravigliosa parola.
Grazie.

30/03/09
All’inizio del mese ero un po’ nervosa, più passava il tempo, più si avvicinava il giorno del mio rientro in Italia. Ho iniziato ad avere paura di rientrare, sono caduta in preda al panico.
Una sera, disperata e non sapendo cosa fare con quell'ansia, mi sono ricordata che un'amica cara mi aveva detto di pregare l'Arcangelo Michele nei momenti bui. Sono buddista, ma non per questo non posso credere che esistano forze più grandi. Così, scusandomi per la richiesta, mi sono appellata a lui. Quella notte, mi è venuta la febbre a 39! Ho subito pensato che il mio corpo stesse semplicemente esprimendo la paura che avevo, e la mattina mi sono svegliata piena di bolle! Così siamo andate dal medico che appena mi ha vista ha dichiarato senza dubbio: Chicken pox!...che non è nessuna malattia tropicale very cool, ma semplicemente VARICELLA! Mi sono sentita stupida, c'era bisogno di venire in Cambogia??!!
Così mi hanno subito messa in isolamento. La notte seguente ho sognato di avere una migliore amica di nome Michela, ma non conosco nessuna Michela, e in quel momento ho capito, e mi sono ricordata di Michele. In realtà la varicella era un regalo, era l'aiuto che gli avevo chiesto! Mi ha donato il tempo necessario per rimettere in ordine le idee per sconfiggere la mia paura. Già solo il rendermi conto di questo mi ha fatto ritrovare molta fiducia in me, e nella forza del mio spirito che ho scoperto qui in questi sei mesi. E poi ho usato il tempo a disposizione per fare veramente luce e chiarezza, non voglio più tremare, voglio tirare fuori tutto il coraggio che ho. La varicella è stata magnanima, il peggio è durato poco, sono rimasta isolata poco più di 10 giorni. Quando sono uscita ormai il mese era quasi finito, mi restavano pochi giorni di scuola. Sono guarita in tempo per partecipare ad un matrimonio buddista, ed è stato bellissimo. Nel pomeriggio abbiamo fatto anche il bagno in un fiume con tutti i bimbi, ma ogni tanto pensavo "Spero che non abbiano la rosolia..."!
L'ultimo week-end del mese siamo andati in gita scolastica ad Angkor Wat. La sua bellezza è insostenibile, sulle mura è marchiata come una profezia tutto quello che sarebbe accaduto 1000 anni dopo, le radici degli alberi lo tengono stretto. Ho respirato uno strano non-benvenuto agli stranieri, che mi fa preoccupare.
Sono pronta a tornare a casa, ma qualcosa mi dice che assaporerò quanto mi potrà mancare la Cambogia.
Grazie.

11/03/09
Questo mese è stato caratterizzato dalle prove di danza ritmica e dalla visita alla discarica della città.
Sono assolutamente soddisfatta del risultato: abbiamo il primo team di ginnastica ritmica
della storia della Cambogia! Le ragazze hanno imparato molto in fretta e sono bravissime.
La visita alla discarica ci è stata consigliata da un nostro parroco, perchè è purtroppo
una realtà molto "presente" nella città. Una guida ci ha fatti entrare ed uscire protetti.
I miei occhi non hanno creduto a quello che hanno visto, se prima non riuscivo
ad immaginare come potesse essere l'Inferno, ora lo so.
Posso dire, perchè serva a qualcun'altro la mia esperienza e non solo a me, che
la mente per potersi abituare a vivere in un posto come quello, paga un prezzo molto
alto. Quelle ragazze hanno sorrisi turbati, amari, i bambini si addormentano nelle buste.
L'odore insopportabile è un sensoriale che mi porterò dietro tutta la vita, ma non sono lo sporco, il sudiciume, la nausea, lo schifo, i problemi principali. E' che quando un
essere umano perde la dignità, facendosi violenza, abituandosi a tutto quello, niente ha
più valore. Succedono infatti le cose peggiori lì, sono violenti e arrabbiati.
Come siamo giunti a questo?...
Questa esperienza per me è stata un grande dono, uscita da lì ho riscoperto che infinita
felicità è la mia vita. Ho iniziato per la prima volta da quando sono qui, a sentire nostalgia
di casa. Ho nella testa impressa un'immagine, come una fotografia, dell'Inferno. Me, come
Dante: "Per me si va nella città dolente, per me si va ne l'etterno dolore, per me si va tra
la perduta gente....Lasciate ogne speranza, voi ch'intrate
." (Canto III, The Hell).
Poi, ovviamente, la vita non poteva chiudere questo mese con tanta tristezza, e così è giunto l'invito a visitare la provincia di Takeo. Ed è stato in quel giorno che mi sono stupita di quanta bellezza c'è nel mondo! E' stato quel giorno che ho capito come potrebbe essere il Paradiso. E' un posto così calmo, profumato, luminoso e in completo ritmo della natura, e così bello per il piacere della vista, che ho speso un'ora sotto un albero solo ad osservare il tutto commossa.
"Qual è colui che sognando vede, che dopo ’l sogno la passione impressa rimane, e l’altro a la mente non riede, cotal son io, ché quasi tutta cessa mia visione, e ancor mi distilla nel core il dolce che nacque da essa."(Canto XI, The Paradise).
Grazie.




01/01/09
L'inizio del mese è stato abbastanza doloroso: la bimba che ho adottato ha avuto delle strane crisi e quindi l'hanno riportata dalla mamma, una signora sordomuta che lavora qui
ha tentato il suicidio e uno dei nostri preti è stato derubato in un'imboscata. Insomma, per la prima settimana c'era un po’ di silenzio in giro...ma già dalla seconda settimana in poi
tutto si è completamente rovesciato!
I frenetici preparativi per il Natale si sono sommati al caos di 200 benefattori che sono piombati qui da Singapore, per fare uno stage intensivo con tutta la scuola per 10 giorni!
Quindi il Caos. Le lezioni sono state bloccate e tutti abbiamo un po’ improvvisato facendo del nostro meglio.
E' stato molto interessante vedere con i miei occhi il paradosso della donazione!
La pretesa cresce in maniera direttamente proporzionale dei dollari regalati...
Ovviamente sono i benvenuti!! Anzi ce ne fossero!!! Ma non vi nascondo che mi sono innervosita più volte. Molti di loro sono troppo giovani per potersi rendere conto di
"quello che gli succede intorno"... Per capire meglio: abbiamo costruito con le suore sei nastri e ho iniziato a dare lezioni alle ragazze di ginnastica ritmica, per tutte loro,
e anche per le bimbe delle elementari ovviamente era la prima volta che li vedevano e morivano dalla voglia di giocarci. Quando arriva una Benefattrice con la sua bimba
e toglie di mano un nastro ad una mia ragazza e lo da a lei! Gliene avrei dette di tutti colori (mi è tornata in mente Patrizia Biagini quando mi chiese se ero paziente...)
ho respirato un po’ e con gentilezza le ho chiesto di restituirlo. E questo è solo uno degli esempi, ma potrei scriverne 3 pagine! Comunque, a parte queste cose, che mi stupiscono sempre meno, c'è una cosa personale che vorrei raccontare.
Questa esperienza per me è un viaggio spirituale. Ogni giorno ho l'occasione di pregare,
di confrontarmi con le suore sempre disposte ad indicarmi punti di vista alternativi per me,
leggo ottimi libri, posso meditare e trasformare il tutto in esperienza pratica qui! Sarà che sono lontana dai soliti stress, sarà la Kampuchea magica, sarà che qui non c'è spazio per l'Ego...
ma ogni giorno mi sembra di andare più in profondità. Succedono cose incredibili quando si decide veramente di abbandonare le protezioni. Una notte non riuscivo a capire un passaggio molto difficile di filosofia, ed ho chiesto all'Energia Universale di illuminarmi nel sogno perchè io potessi capire. Al mattino facevo colazione e parlando con Sr. Maria ho detto che avevo sognato qualcuno di cui non sapevo nulla, molto strano... "ho sognato un certo Re Salomone". E lei mi dice:
"Re Salomone chiese a Dio la Saggezza, e fu accontentato". La saggezza... quello che
avevo chiesto!!! Sicuramente devo aver sentito parlare di lui e devo averlo dimenticato, ma è incredibile come la Mente lo abbia ripescato quella notte, per farmi questo regalo.
Ho scritto la recita di Natale e per la prima volta le mie Attrici recitano in inglese!!! Che meraviglia!
L'accento non è un granché... in verità non si capisce quasi nulla, ma per loro è tanto importante.
Vengono fuori tante cose del carattere col teatro, inizio a conoscerle una per una e già le voglio un mare di bene. Sono solo 2 mesi che sono qui, e mi chiedo se deciderò di restare tutta la vita...
Il Natale qui dura una settimana! Nel senso che ogni giorno dal 18 in poi abbiamo festeggiato con un gruppo diverso, quindi di feste non ne posso più.
Sono stata in ferie per 5 giorni in Vietnam, il delta del Mekong è Meraviglioso. Saigon, purtroppo, non ha assolutamente più nulla di orientale (sembrava di stare all' Eur...), molto meglio Phnom Penh. Oggi è il 31, e concludo la relazione augurando alla Cambogia
di "crescere rispettandosi".
Con tutto l'amore e l'innamoramento che sto provando per questo posto.
Grazie.



28/11/08
All' inizio di questo mese ci sono state delle vacanze per il Water Festival, e siamo andati a visitare i Filling Fields e anche una purtroppo famosa prigione degli ex Khmer rossi, Tuol Sleng.
Non sono in grado con le mie parole di descrivere quello che ho provato.
Ma mi è venuto in mente che il film "Apocalipse Now", finisce proprio in Cambogia, e ho cercato il monologo del colonnello Kurtz (Marlon Brando) in cui parla del popolo cambogiano. E' una conversazione tra lui e un altro ufficiale, ma Kurtz è ormai fuori di senno, dopo aver visto quello che ha visto in Cambogia. E' intenso e perfetto.
Lo trascrivo in inglese.

KURTZ: "I've seen horrors... horrors that you've seen. But you have no right to call me a murderer. You have a right to kill me. You have a right to do that... but you have no right to judge me. It's impossible for words to describe what is necessary to those who do not know what horror means. Horror. Horror has a face... and you must make a friend of horror. Horror and mortal terror are your friends. If they are not then they are enemies to be feared. They are truly enemies. I remember when I was with Special Forces. Seems a thousand centuries ago. We went into a camp to inoculate the children. We left the camp after we had inoculated the children for Polio, and this old man came running after us and he was crying. He couldn't see. We went back there and they had come and hacked off every inoculated arms. There they were in a pile. A pile of little arms. And I remember... I.. I.. I cried. I wept like some grandmother. I wanted to tear my teeth out. I didn't know what I wanted to do! And I want to remember it. I never want to forget it. I never want to forget.
And then I realized... like I was shot... like I was shot with a diamond... a diamond bullet right through my forehead. And I thought: My God... the genius of that. The genius. The will to do that. Perfect, genuine, complete, crystalline, pure. And than I realized they were stronger than we. Because they could stand that these were not monsters. These were man... trained cadres. These man who fought with their hearts, who had families, who had children, who were filled with love... but they had the strength... the strength... to do that. If I had ten divisions of those men our troubles here would be over very quickly. You have to have men who are mortal ... and at the same time who are able to utilize their primordial instincts to kill without feeling... without passion... without judgement... without judgement.
Because it's judgement that defeats us."


Non avevo mai visto una torre di teschi...
Per il resto, tra un po’ è Natale e sentendo le prove di "Merry Christmas" mi aspetto la neve da un momento all’altro...invece ci sono 35°!!!!
Tra qualche giorno iniziamo anche le prove della recita... non vedo l'ora! Ho fatto anche qualche lezione in un'altra scuola: Tuko... credo che si scriva così, ho fatto teatro con le ragazze e coi bambini, è stata un'esperienza stupenda. E' ancora difficile per me capire cosa per loro è personale e cosa non lo è. Per esempio abbiamo fatto un esercizio in cui dovevano immaginare un ladro che gli rubasse la moto, scoprirlo e urlare contro di lui. Assolutamente impossibile! Qui nessuno mostra la rabbia. Ok, allora facciamo un esercizio in cui non serve mostrare i sentimenti, il mimo.
Chiedo ad una bimba di mimare quello che voleva, e lei mima suo padre che tutte le sere si ubriaca e la picchia con un bastone! ...questo non è personale???!!! Questi non sono sentimenti?! Avrebbe potuto mimare qualunque cosa, evidentemente aveva bisogno di esprimerlo. Sono contenta, è a questo che serve, però non capisco perchè certe cose accettano di farle e altre no. Ancora devo capire molte cose della loro cultura.
Comunque, più hanno tempo di lavorare con me, più si fidano e più si lasciano andare.
Sr. Maria mi ha chiesto di scrivere una piccola piece per le ragazze, non avevo mai scritto... è stato bello metterla in scena poi. Ci siamo divertite.
Per ora non parlo khmer, solo il minimo, ma capisco quasi tutto. Sono stata concentrata
sull'inglese, parlarlo e insegnarlo non sono la stessa cosa! Ora però è arrivato il momento di studiarlo. Esco anche da sola nel week-end, vado al mercato o esco con Anne, l'altra volontaria francese. Con lei il rapporto non è facile, ma è un'occasione di crescita preziosa anche questa. Sabato scorso per la prima volta siamo tornate di sera tardi!!! Le 21 e 30...
Abbiamo mangiato fuori in un ristorante khmer e poi abbiamo visto uno spettacolo di danza. Devo assolutamente imparare la loro danza!
L' essere buddista ed attrice mi rende proprio strana agli occhi di Tutti. A volte percepisco forte l'imbarazzo delle persone rispetto a questo. Ma sono felice di non essere io quella in imbarazzo. "Diversità" mi è sempre sembrata una parola meravigliosa...
Spero tanto in questo anno di riuscire ad esprimermi per quello che sono e a farmi accettare.
Because it's judgement that defeats us.
Grazie.
P.s.: mi fermo perchè se dovessi scrivere tutto quello che succede qui mi ci vorrebbero 10 pagine!




02/11/08
Mi sono stupita di me quando appena arrivata qui ho iniziato a piangere a dirotto per 48 ore. Poi ho ristabilito il mio centro. Ma non riesco ancora ad esprimermi. In tutti i sensi.
Non sono ancora sicura di come sono i miei rapporti con le suore, e non voglio essere io ad alterarne l’andamento. Questo non vuol dire che non avrei niente da dire, ma vuol dire che non vi renderò partecipi di quello che penso e di quello che provo finché non avrò chiarito le mie idee. Le difficoltà qui mi mettono faccia a faccia con le cose del mio carattere che posso migliorare, e ne sono felice.
La Cambogia è un posto meraviglioso e spaventoso. Non so come possa funzionare un luogo con contraddizioni così evidenti. Forse sono semplicemente abituata a ragionare secondo dualismi, e la vita non funziona così.
Mi sembra che lo sfarzo del buddismo si mescoli con troppa facilità ai bimbi senza casa, nudi che si lavano nelle pozze di fango e di spazzatura. Per me che purtroppo ragiono ancora in termini di bello\brutto, ricco\povero, buono\cattivo, tutto questo non può esistere contemporaneamente, ma esiste.
La spiegazione che mi sono data è una risposta interessante per la mia vita, cioè che sono io che vedo le cose così estranee le une dalle altre. Fiori di loto e bimbi senza mani. Il mekong e la spazzatura. La bellezza di queste ragazze che si mettono il cerone perchè le ragazze bianche sono belle e le ragazze nere sono brutte. A 14 anni con l’Aids. Sorrisi che nascondono cose atroci. Le mamme vendono i propri figli per 100$. A me queste cose sembrano estranee, ma ogni giorno scopro come non lo sono.
Il Caos qui non manca del senso d'ironia: metaforicamente la pioggia spazza via la spazzatura dalle strade tutti i giorni, ma l'odore rimane.
Quanta forza che ci vuole per restare. Quanta forza ci vuole per Stare.
Le suore fanno miracoli qui, è una piccola oasi in mezzo al fango. Loro raccolgono tanti tanti bimbi che hanno bisogno di tutto. Sono le loro mamme. Raccolgono tante ragazze in situazioni delicatissime, loro si adoperano in tutti i modi per aiutarle. Per regalare loro un futuro. Per ottenere un vero cambiamento bisognerebbe sradicare certe credenze di una mentalità ristretta. Certo hanno tanto bisogno di soldi, ma non mi sembra questa la questione più preoccupante. Necessitano di un lavoro più difficile, che richiede un infinità di tempo, di pazienza e d'amore.
Cambiare le abitudini sbagliate è come cambiar pelle. "Cambiar pelle...!"...
La domanda "come una madre possa arrivare a vendere il proprio figlio" è sbagliata! Perchè lei, non fa proprio tutto il processo sofferto fino alla decisione. No! Nessuno le ha insegnato il valore del legame tra lei e il suo bambino. Bisogna insegnarglielo, sono adulti, ma non lo sanno. La piaga della storia distruttiva di questo paese si esprime in modi strani. E tutti ragionano in termini di "morte tua - vita mia" e "si salvi chi può".
Siamo state a visitare alcuni villaggi di Battambong, per capire da che situazioni arrivano le ragazze. E' stata un'esperienza unica. Spesso vedendole con l'uniforme non si può arrivare a immaginare cosa c'è dietro. Le campagne qui sono la cosa più vicina al Paradiso, ma che inferno è viverci.
Quando vedo i vecchietti che non ce la fanno più, stesi su quelle tavole umide senza una speranza di cambiamento, inizio a piangere come una stupida. Almeno i bambini hanno la speranza che la loro vita possa cambiare.
Quanto sono fortunata.... Imparo la gratitudine.
Che lavoro minuzioso fanno le suore. Passo dopo passo, poco a poco, come le formichine, ma che costruiscono strutture enormi. Tutta la mia ammirazione per la loro forza.
Grazie a tutti coloro che nel mondo decidono di irradiare amore.
Baci a tutte.
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