
22/06/09
Lumela mokhotsi!
Anche questo mese è stato ricco di nuovi appuntamenti:
• Corso sulla leadership per i leaders in oratorio
E‘ stato una luce per circa 25 ragazzi/e aspiranti animatori/trici.
Il corso è durato 4 weekends nel mese di Maggio e l’idea si è resa realizzabile dal momento che sono arrivati tra noi i volontari locali che parlano perfettamente sesotho: Matselane (Martha, la nostra coinquilina) and Mothomang (Elias). I principali argomenti di dialogo e discussione sono stati: l’importanza del gioco e degli “ice breakers’’, il senso di responsabilità, l’onestà, come preparare, organizzare, seguire e arbitrare un gioco, la collaborazione e cooperazione in gruppo animatori e tra ragazzi. Poi abbiamo giocato, giocato e giocato con gli animatori cosi da poter trasmettere il maggior numero di varianti per le attività con i bambini. Dimenticando il loro costante arrivo in ritardo, abbiamo veramente apprezzato la loro partecipazione e le loro discussioni interamente in sesotho, soprattutto abbiamo notato l’interessamento a capire il significato dell’essere leader e il loro iniziare a giocare con i ragazzi, poiché precedentemente l’unico motivo di essere leader era vigilare da lontano i ragazzi con la bacchetta e ricevere a fine giornata “mazimba-patatine’’.
 
 
 
• Corso sulla leadership per gli animatori dei diversi gruppi parrocchiali
Abbiamo organizzato con Sr. Cecilia anche un corso Notturno dalle 5 di sera alle 8 di mattina, per gli animatori parrocchiali sulla stessa tematica del precedente. Pur essendo un gelido inverno è stato un incontro molto caloroso, soprattutto il momento all’esterno attorno al fuoco con le coperte basotho. Hanno tutti partecipato mettendoci del proprio senza mai addormentarsi, anzi alle 7 a messa cantavano con voci squillanti!
 

• Settimana in famiglia basotho
Ebbene un altro mio grande sogno si è avverato. Ho vissuto una splendida settimana di convivenza con una famiglia basotho. Ho ricevuto un’accoglienza e un’ospitalità memorabili.. come una ‘nuova figlia‘. Sono stati pronti a illustrarmi molte tradizioni basotho, a farmi conoscere nuove parole e il perchè di certi nomi (per esempio i nomi dei mesi sono tutti spiegati secondo fatti naturali), a farmi assaggiare tutte le pietanze del Lesotho.
• Fashion show
Fashion show in Laura Vacuna
Il 6 giugno alla scuola materna "Laura Vicuna" abbiamo organizzato una festa denominata "Fashion show" in cui ogni bambino era vestito con materiali da riciclo.
Si sono veramente divertiti ed erano tutti vestiti originalissimi e indossati da loro erano tenerissimi, nessuna foto della Benetton è paragonabile!! Ho preparato con ogni sezione vari balli che sono stati presentati alle famiglie.
Anche la madre provinciale (Sr.Roberta) era presente al Grande evento, la quale ha ricevuto come noi un grande regalo d’onore: la coperta Basotho, ed è stata accolta con il saluto universale da 180 bambini ‘‘Ciao Bella‘‘. Anche noi dopo la festa ci hanno abbigliato a mo‘ di basotho!
• Swaziland
Sono stata tre giorni a metà giugno in Swaziland, uno dei regni piu piccoli d’Africa, con un’altra volontaria tedesca, Miriam. Era inverno, ma il clima era estremamente caloroso, come in estate. C’era un’atmosfera tranquilla e rilassante. Lo Swaziland offre varie opportunità: osservare animali, incantevoli percorsi escursionistici e vari prodotti d’artiginato di ottima fattura. Alcuni di essi sono prodotti proprio dai progetti salesiani della missione come il miele Ezwatini e le marmellate di pregiata qualità internazionale.
La missione salesiana in Manzini (la capitale dello Swaziland) è enorme e prevede il prendersi cura dei giovani a rischio con i basilari bisogni: cibo, educazione, apprendimento di abilità di base per un futuro lavoro. I progetti comprendono le scuole dalla materna alla superiore, con sei case per i ragazzi di strada, e 25 case per giovani affetti da HIV, skills center per apprendimento e pratica di una futura professione (lavoro del metallo, legno e ceramica, cucito, cucina, meccanica, idraulica, ristorante) e un orfanotrofio nella fattoria e una piccola sezione ospedaliera.
Nel nostro piccolo viaggio abbiamo incontrato con entusiasmo tutte queste realtà.

Progetto Ezwatini Marmellate e Miele |

Panorama in Ezulini valley |

In una delle case per malati di AIDS |

S. Luke mission con i nuovi brothers Peter, Moketsi, Lumelo |
Domenica 20 giugno ci sono state le professioni di 2 brothers ed è stata una festa preparata da tutti con tanta preparazione. E‘ stato un momento di saluto per br.Vincent che è tornato in Vietnam e per l’arrivo di un suo confratello simpaticissimo Br.Peter già amato da tutti!
Un caro saluto! yebo!

06/05/09
Marzo/Aprile... qui è autunno, diverso dall’Italia, gelido mattina e sera, durante il giorno splende sempre il sole per cui si può stare in abiti estivi e la cosa più bella è che il Lesotho diventa una distesa di girasoli!
Anche il prete che celebra la messa sente il tempo, dice che ora finisce prima la messa (che è dalle 8 alle 10 a.m ) perchè c’è freddo... logico sarebbe iniziarla dopo!
In Sudafrica si è appena concluso il periodo elettorale in cui vista la pubblicità occulta su di lui (e la corruzione) non ha sorpreso nessuno il fatto che Zuma dell‘ANC abbia vinto.
Alla scuola materna visti i miei nuovi look mi hanno battezzato con il nome basotho Nthabiseng Moshoeshoe :-))) che significa persona felice, merito di questo è stato il mio primo incontro con i genitori dove per la prima volta ho espresso il mio mini sesotho - vocabolario ;-) e dove non è mancato il piatto tipico per tutte le occasioni (pappa, pollo, zucca, rapa, carote), che fantasia!
Abbiamo da metà marzo una nuova coinquilina, una giovane volontaria dal Lesotho, Martha. Siamo riuscite in maniera immediata ad instaurare una bella relazione del tipo «prendersi cura dell'altro», scambiarsi le piccole cose nel modo di vivere, venendoci incontro, conoscendo le nostre ‘tradizioni‘, il nostro abbigliamento, nella cucina, nel suo modo di essere una tipica donna africana (per esempio la sveglia per lei è sempre alle cinque, da vera africana, per cominciare a pulire la casa, lavarsi, vedere la telenovela più mielosa, ma imperdibile qui). Un altro aspetto di confronto e di discussione molto spesso tra noi è il fatto che in quanto donna si sente inferiore all’uomo, convinta che è lui la testa e lei deve essere sempre quella che cucina, lava, stira, ascolta, ubbidisce e sopporta in silenzio... e noi cerchiamo di capovolgere l’idea sostenendo il rapporto paritario... è fondamentale.
Così il nostro quotidiano si arrichisce e si anima anche in modo più divertente!
Nota simpatica: il 1 Aprile io ed Eva abbiamo festeggiato il Pesce d’Aprile. Ma qui non è per niente conosciuto, ma è stato divertente vedere le reazioni anche per il diverso senso dell‘humor. Quando attaccavamo i pesci sulla schiena non se ne accorgevano e quando hanno un po‘ capito andavano a dire al compagno ‚‘adesso ti attacco il pesce, scappa“! Così non abbiamo risparmiato neppure Martha, alla quale abbiamo fatto credere che la notte stessa sarebbero arrivati ospiti dall’Irlanda, abbiamo riempito il pavimento di materassi in tutta la casa chiedendole di aspettarli in qualsiasi momento nella notte (ma in genere lei va a dormire alle 8) ...la mattina seguente si è svegliata ridendo!
Il Lesotho è il paese con il tasso mondiale più alto del virus HIV sia tra adulti che tra i bambini, perciò stiamo supportando con Martha e F.Pawel un programma e percorso sull’amore e la prevenzione all’Aids, chiamato LOVE MATTERS, già in atto in Johannesburg, ma attuato per la prima volta qui in Maputsoe in aprile per i ragazzi delle scuole superiori (S. Boniface e Mazzarello). Esso ha come obiettivo trasmettere valori e conoscenze basilari sulla sessualità e aiutare i ragazzi ad apprezzare e capire il dono della sessualità e il suo ruolo nel matrimonio; combattere la diffusione dell‘HIV e dell’AIDS (che qui e in Sudafrica ha percentuali altissime), facendo conoscere le malattie sessualmente trasmesse, e soprattutto far conoscere un modello di comportamento in rispetto di sè stessi e degli altri. Le risonanze dei ragazzi sono state clamorosamente positive, lo hanno vissuto come un vero momento utile per esprimere liberamente le proprie opinioni, dubbi e richieste con i volontari .
Nel periodo di Pasqua siamo state un giorno in Durban, città che spicca per l’atmosfera indiana sulle costa del Sudafrica. E’ stata un’avventura breve e intensa sulle sponde dell’oceano indiano, che ha una potenza incredibile, ti trascina, ti senti muovere le gambe anche quando credi di essere fermo! Peccato per il tempo e la fortuna non sono stati dei nostri: musei e negozi tutti chiusi, anche trovare un taxi per il ritorno è stata un‘impresa… ma siamo arrivate sane e salve :-)
Durante il sabato di veglia e a Pasqua siamo state qui in chiesa a Maputsoe con canti e balli africani e nel mezzo un matrimonio e tredici battesimi... a seguire un mega pranzo con tutta la comunità salesiana sotto un sole meraviglioso e poi in oratorio con tutti i bimbi!
In oratorio nella zona calcetto abbiamo finito la pittura del muro dopo lunghi lavori ;-) e siamo riusciti a ristemare il negozietto di Br.John come sorpresa per lui per Pasqua.
 
 
Il nuovo servizio bibliotecario in libreria sta funzionando in maniera efficiente e le richieste di iscrizione sono interminabili! Per i bambini sono una continua scoperta i nuovi giochi in scatola che aprono la mente (puzzle, forza 4, 30 secondi...).
Le attività di danza e creatività stanno riscuotendo successo e per noi sono una grande GIOIA!
 
Alla scuola Mazzarello all right ;) !
In arte calzava a pennello nel mio programma ‘il Batik africano‘ e suor Cecilia, (la direttrice) e le insegnanti sono stata così colpite che mi hanno chiesto di insegnare la tecnica anche alle ragazze del primo e terzo anno: sono convinte che dando esempio di questa nuova attività le studentesse possano avere modo un giorno di ricavarne beneficio e guadagno in negozio.
Inoltre i batik realizzati dalle ragazze verranno applicati sulle magliette create al centro Mazzarello e vendute per beneficenza in Italia.
Con loro sto proseguendo aerobica e la preparazione di una piccola coreografia hip hop ed è davvero energetico sentirle urlare quando provano a ricordarsi la sequenza dei passi e ci riescono!

Sto assistendo qualche volta con Eva ad alcune lezioni alla scuola primaria. Lo Stato tramite i fondi ricavati da Katse Dam (il progetto idroelettrico) riesce a fornire per tutti gli alunni tutto il materiale scolastico e un pasto giornaliero gratuito. Tutti, dalla scuola primaria al college devono tenere i capelli rasati a zero o pochi millimetri, non indossare a scuola cinture, collane, braccialetti di ogni genere. In certi momenti ci viene da metterci le mani nei capelli!
Partendo dalla situazione in cui i ragazzini si trovano ammassati in una classe (es. 90 bambini) e dove la disciplina esiste solo con la bacchetta di legno e con le punizioni fisiche. Per esempio se un ragazzo piange, non viene chiesto cosa gli succede, ma chi è stato e tutti indicano il ‘colpevole‘.
In ogni classe l’apprendimento è solo mnemonico e statico. Ogni materia viene insegnata con frasette scritte alla lavagna che i ragazzini ripetono all’infinito. E’ una noia e ci si mette mesi ad imparare ciò che con metodi cooperativi e attivi si farebbe in poche settimane e con migliori risultati. Per gli insegnanti non sfiora l’idea che forse di quello che stanno dicendo non hanno capito niente. La cosa che mi rattrista soprattutto per la loro formazione umana poichè è questo tipo di scuola ripetitiva e meccanica che non insegna a pensare e ad essere creativi, ma genera adulti che sanno appena leggere e scrivere, e ripetono, ma che non sanno porsi domande, vedere delle alternative, essere fantasiosi, e molti non sono in grado di partecipare attivamente e collaborare democraticamente. Questo si nota anche quando in arte chiedo alle ragazze di disegnare qualcosa che viene dalla loro fantasia, cercano in tutti i modi di copiare il modello proposto. Questo lo noto anche alla scuola Mazzarello, dove già grandi cercano di copiare il modello dell’insegnante.
E‘ una scuola che punta all’individualismo, e sono così la maggior parte dei giochi che vogliono fare i ragazzi: competitivi e individuali. Solo i più bravi proseguono gli studi, e chi ha difficoltà...se le tiene e molto spesso viene emarginato dalla società. Per esempio a gennaio una bambina con problemi di pronuncia ha iniziato la scuola elementare, ma dopo una settimana la scuola l’ha rifiutata, così è tornata da noi alla materna.
Non hanno nel programma materie come storia e geografia, ma hanno sesotho, agricoltura, matematica e scienze, inglese e igiene.
Perciò spesso da quando abbiamo aperto la biblioteca qualcuno aprendo e vedendo le immagini nell’enciclopedia viene e ti chiede “E´ vero che c’è stata la 2° guerra mondiale e le persone sono morte così?” Oppure “ma Botswana è in Africa?”
Infine per avvicinarvi a queste persone e a quel che mi succede appena esco di casa vi lascio un piccolo “quadro umano” di Maputsoe: i ragazzi che incontro per strada che mi urlano e ballano “Chiuaua’’ o i bambini della scuola materna che quando arrivano mi cantano “PopopoP” e che quando incontrano nuove persone “bianche” danno il benvenuto dicendo “Ciao Belli come va?”; i ragazzi con i cappelli più strani, il tredicenne che quando ballo mi dice “Eliana rastafari, i need Bob Marley”, la bimba con il viso da cartone animato che si appiccica sempre alle mie gambe aspettando che le faccia saltare, il bimbo paciocco di un anno che mi corre incontro e mi dice “give me 5 nana”, la cuoca che mi parla sempre tutto in sesotho e io colgo solo la sua dolcezza, la suora missionaria che passa il suo tempo davanti alla tv e un’altra indiana che mangia unicamente chili ovunque anche prima e dopo messa, il gruppo di bambine che mi aspettano per farmi l’acconciatura del giorno o quelli che aprono le braccia perchè vogliono il solletico, quello che sempre con le candele al naso ti chiede di legargli la scarpa e ritorna dopo due secondi e.. il matto di Maputsoe che mi si affianca sempre per dirmi che la sua ex parla spagnolo come me…(Variopinto il quadro no?!?: ))
Sala hantle (statemi bene) e un grosso saluto per ognuno di voi! :))

11/03/09
Dumela!u joang? Per noi benissimo, in sole 10 ore e mezzo ho cambiato il mio hair style…ho le trecce tricolor!
Il nuovo anno scolastico è partito a gonfie vele e con nuovi progetti in corso.
Nella comunità delle suore è arrivata dal Messico la nuova responsabile S. Consuelo e ciò ha portato maggiore unità nella comunità salesiana e numerosi momenti di convivialità.
Alla scuola materna sono con due nuove classi dei mezzani di 4 anni. In questi primi mesi il compito principale è stato disegnare, colorare e plastificare nuove parole in inglese per tutte le classi. Inoltre abbiamo disegnato e appeso sul muro i simboli di riconoscimento per ogni alunno; sui bicchieri e sulle nuovissime tovagliette grazie all’aiuto di Sr. Rosaria e di 8 italiani sono stati ricamati in una settimana.
 
Siamo stati a trovare un ex alunno,Tumelo, della scuola materna che ora è in un istituto per sordi con la sua famiglia...toccante! Tumelo non sapeva del nostro arrivo ed è stato davvero sorpreso e timidissimo. I ragazzi ci hanno accolto con balli, nel silenzio, solo il rumore dei passi e salti dei ragazzi e ragazze. Sono custoditi dalla ‘’madre della casa’’ con affetto e attenzione sia per l’aspetto didattico ed educativo/formativo. L’unica cosa che mi dispiace è non vedere questi ragazzi integrati nelle classi normali perchè anche questa è un’esperienza che arricchirebbe il corpo insegnanti, i compagni e gli stessi ragazzi.
Per quanto mi riguarda, ora insegno alle ragazze del Craft Centre Mazzarello oltre aerobic/dance, immagine e creatività… sono molto felice perchè l’arte è un modo con cui posso far conoscere anche il mio paese e le nostre feste e tradizioni come per esempio il Carnevale, che qui non viene proprio considerato.
E’ arrivato un nuovo padre salesiano nella missione, F. Pawel; essendo giovane ha portato molte novità alla missione, soprattutto per l’oratorio. Tra esse anche la raccolta differenziata con le scritte in sesotho e in inglese... passo avanti perché ognuno ha davanti a casa il proprio bidone e ogni settimana si bruciano i rifiuti. In questo modo ora c’è un punto di raccolta.
In oratorio dal 2009 ogni persona viene in possesso della propria tessera e con essa può avere accesso ai giochi, e alla nuovissima biblioteca!
Biblioteca in oratorioCon il pieno appoggio dei padri salesiani abbiamo dipinto la storia del “Piccolo Principe” sulle pareti e lo abbiamo adattato al Lesotho: anziché essere biondo e chiaro, ha i riccioli neri e la pelle abbronzatissima.
Ogni partecipante ha lasciato poi il proprio autografo sul pianeta del Piccolo principe in Maputsoe, una grande gratificazione e simbolo di impegno.
Inoltre, non essendoci stato nulla prima, tutto è stato creato con l’aiuto dei ragazzi che hanno costruito e dipinto scaffali per i libri e organizzato la sala per i diversi generi di lettura.
 
Sono da gennaio in oratorio ogni giorno perciò ho cominciato nuove attività:
- laboratorio creativo artistico
- pittura e decoro dei muri della biblioteca e murales nelle pareti della zona ‘’calcetto’’
- ginnastica per le ragazzine, in quanto per ora di attività extra previste vi sono calcio e karate (prettamente maschili), ed impazziscono per la canzone “chihuahua”!
Essendo ormai sei mesi che sono qui in questa mission mi sciolgo e straparlo in inglese/italiano misto quando ricevo chiamate, soprattutto contemporaneamente da tanti amici e parenti, quando chiamo e sento che è una grossa sorpresa!
Anche se in lontananza, molti stanno contribuendo alla buona riuscita di questo progetto!
Hantle haholo


24/02/09
Natale e Capodanno in Africa
HOLELE Re ja le mokete (facciamo festa) BUON ANNO 2009 con un Cin CIn a Patrizia, tutto il Vides compresa la nuova Eleonora, e ai miei amici e volontari!
Il mio nuovo anno grazie all’ invito di S. Celeste (che io ed Eva abbiamo conosciuto qui in Maputsoe) è stato inaugurato nella comunità in Mansa.
Abbiamo cosi avuto modo di entrare in contatto con diverse comunità di Sisters e con i diversi progetti salesiani aperti sul territorio, dando pure un piccolo contributo.
Il 26 dicembre arrivate in aereo a Lusaka, la capitale, io ed Eva abbiamo subito avuto modo di farci riconoscere dalle suore che hanno atteso un’ora il nostro sbarco, ma sono state cosi gentili da aspettarci per condividere la prima cena insieme con il piatto tipico amato da tutti qui: Nshima, una specie di pappa del Lesotho, ma molto più leggera, buona e soffice e con incredule gioia come dessert: IL PANDORO!
In City of Hope ospita le ragazze che hanno vari tipi di difficoltà e offre la possibilità di frequentare gratuitamente la scuola. Ci sono varie scuole, dalla materna alla superiore, la quale prevede un indirizzo tecnologico (computer), uno agricolo, uno per la sartoria e uno per il catering.
Le ragazze vivono in modo comunitario all’interno della missione in un proprio cottage a gruppi di 2 o 3 e frequentano la scuola interna. Noi abbiamo avuto l’opportunità di avere un incontro di conoscenza con loro e insieme abbiamo preparato la celebrazione eucaristica per la professione di 3 Sisters. Ogni domenica le ragazze hanno la cena condivisa con le suore ed è il momento della settimana in cui ci si siede con calma e si discute riguardo l’andamento della settimana e lo vivono con molta responsabilità.
Il giorno seguente abbiamo avuto un‘esperienza per me molto forte in un centro per malati di AIDS accompagnate dalla suora responsabile sister Maria che ci ha offerto la possibilità di aiutarla a misurare il peso e la pressione ai pazienti. I pazienti sanno che sono nella casa per arrivare in paradiso… magrissimi, sui lettini questi bimbi attaccati alla flebo... Ho sentito brividi e gelo, il secondo giorno non sono riuscita a ritornare, non volevo che loro sentissero il dolore che provavo nel stare accanto a loro, specialmente coi bambini. Un sacco di miei ricordi mi affioravano…
Un pomeriggio c’è stata inoltre l’occasione di vedere lo stesso progetto salesiano in costruzione a Mazabuka, cittadina a nord di Lusaka famosa per la canna da zucchero. A Mazabuka parlavano più italiano di me grazie alla simpatica presenza di
suor Maria che ha reso la nostra lingua "ufficiale" pure lì! Mi salutavano "Ciao Bella, Andiamo!’’ e conoscevano pure l’ultima canzone del Jova! =)
Nell’attesa che gli edifici siano pronti le suore abitano da un anno in un compaund semplicissimo, attorniato da bambini che richiamano l’attenzione e l’affetto di queste suore, amate da tutto il villaggio. Quando siamo arrivate in Toyota, un’accoglienza strepitosa da una scia di bambini che ci rincorreva cantando in italiano!
Toccante è stato vedere la missionarietà di un padre italiano, Maurizio. Un uomo semplicissimo, con stile veramente sobrio, una porta che si apre per chiunque incontra nel cammino. Dopo varie esperienze nel mondo, in Mazabuka è un "padre" vero per una comunità maschile di adolescenti e giovani tolti dalla strada; un padre che privilegia la relazione umana di amicizia, di responsabilità comune, di ascolto e dialogo quotidiano. Il suo progetto prevede l’accoglienza e la vita comunitaria con i ragazzi, che sono diventati una grande famiglia che si vuole bene e che lavora ogni giorno per costruirsi un futuro nella società. All’interno del suo progetto ci sono le scuole, la panetteria, una fattoria, una galleria d’arte… tutto creato e gestito da questi ragazzi. Questo padre è riuscito anche a organizzare un viaggio di conoscenza in ITALIA per più di tre ragazzi nella comunità, per rendere veramente concreta l’idea che hanno di essa e farsi portatori di conoscenza per gli altri.
In Mansa abbiamo collaborato, con i volontari sul posto e gli animatori, alle attività dell’oratorio, giocando, cantando e ballando sui ritmi di questa nazione. Qui abbiamo trovato maggior facilità a comunicare con i ragazzi, anche quelli piccoli, in quanto tutti parlano benissimo inglese. Con i volontari siamo stati poi nella "nuovissima scuola materna" con i bagni all’esterno... grande conquista!
Le persone che abbiamo incontrato sono state sempre molto amichevoli e aperte.
Qui tutto è rigogliosissimo di un verde intenso, piantagioni di banane (gustosissime, quelle piccole e concentrate di gusto) e in strabbondanza di manghi, e moltissime altre piante verdi; strade unicamente dritte, a volte per fortuna con qualche intoppo a cui si strombazza (babbuini, galline, pecore, zebre, nimpala che attraversano la strada improvvisamente). Un giorno siamo state in uscita con le ragazze di Mansa al lago di Bangweulu...
E che sorpresa per me, abituata al lago di Garda, affollato di asciugamani, gente ammassata tra scogli e sassi stesa al sole, o magari danzante con un aperitivo in mano, ritrovarmi di fronte ad un’altra immagine di lago africano aperto a spazio infinito… attraversato da piroghe, i colori intensi del cielo specialmente al tramonto di quel rosso africano con la frescura di quel venticello leggero che rilassa.. poche persone sotto l’unico albero su una spiaggia bianca finissima, bimbi nudi che rotolano sulla sabbia e la loro mamma che lava i panni nel lago, l’acqua calda, limpida e salata che mi ha subito invogliata a gettarmi dentro vestita (stessa esperienza che una mia amica ha avuto di fronte all’oceano australiano.. ma era freddo!) cantando a squarciagola "Ci son 2 Coccodrilli". anche per far allontanare quelli che c’erano nei dintorni nel caso avessero avuto strane idee =)!
Infine abbiamo avuto una breve vacanza e divertimento in Capetown, città nella punta finale dell’Africa, multietnica e adrenalinica per le varie attività che si possono praticare e per la bellezza naturalistica. Noi abbiamo scelto di scalare Table Mountain, di vedere la costa Hout Bay e una colonia di piccoli pinguini a Simon’ Town, di gustarci una piacevole gita in barca a vela nell’oceano atlantico al tramonto accompagnate dai tuffi dei delfini infine di arrivare a mettere piede a CapePoint dove l’oceano Atlantico e Indiano s’incontrano!!
Viaggiare è proprio una passione... ti senti la vita scorrere dentro con un’energia nuova che ti crea uno spirito libero e nomade di andare e non fermarti mai per scoprire ogni angolo del mondo, incontrare la sua gente imparando a sintonizzarsi con essa sulla stessa lunghezza d’onda, danzare e ascoltare ogni ritmo e la musicalità di ogni lingua, contemplare i vari modi di vivere e le meravigliose parti della creazione, condividere le specialità di ogni posto con un "Ritz" sempre pronto nella tasca per l’eventualità =)…
Tsamaea Hantle a tutti voi!

20/12/08
Ad Ha Chaka, il villaggio vicino a Maputsoe e qui in S.Luke, a Maputsoe, si sono svolte una settimana per ognuno "Mokete oa BACHa’’ (festa giovani) ossia giornate a full time di giochi vari in oratorio organizzate dai padri salesiani (John, Lesuana e Vincent), dagli animatori e sostenuto da noi volontarie. La giornata tipo era: ritrovo alle 8.30, divisione nelle diverse squadre, giochi (calcio, netball, pallavolo, tennis, calcetto, staffette, corse, salti dell’elastico, biglie), preparazione della festa finale con balletti, drammatizzazioni, visione di un film e la conclusione in preghiera alle 5. Ogni età partecipava, dai 2 anni ai 29, tutti con sprint ed energia! C’era molta competizione nei giochi individuali in quanto il premio in gioco erano patatine o caramelle che ogni bimbo adora!
 
Ha chaka
All’inizio del mese per mezza giornata noi volontari siamo stati accompagnati in un villaggio,Tyuae, da una studente del Craft Centre, ed è stato meraviglioso respirare la vita del piccolo posto immerso fra la natura e gli altipiani, con le sue tradizioni e con le sue case tipiche, tra la sua gente accogliente e ancora stupefatta di poter vedere bianchi lì. Bambini che si tuffano nella loro piscina, ossia una grande pozza d’acqua, bambini che slittano dalla vetta di una montagna solo tenendo tra le gambe un mucchio di foglie, famiglie numerose, il capo del villaggio che dà il benvenuto nel suo villaggio, persone che cucinano sulle pentole tradizionali del Lesotho sul fuoco, lungo la via qualcuno che si fa l’acconciatura, mamme tra cui una con due gemelle ma con nessun problema, anzi ne tiene contemporaneamente due sulla schiena!

 
In questo mese io ed Eva per due giorni con le suore siamo state nel cuore d’oro del Sudafrica, Johannesburg.

Siamo passati dall’esterno per il Gold Reef City, ricostruzione di un parco di divertimenti simile a Gardaland sulla corsa all’oro, e per il Montecasino, una piccola cittadina con il casinò, negozi, bar, e uno zoo privato.

Per l’occasione siamo state accompagnate al Museo dell’apartheid, dove all’interno sono esposti una serie di testi, documenti personali, foto, video, materiali audio, racconti personali sull’esperienza e sulla filosofia della segregazione razziale. Già all’ingresso consegnano una tessera per suddividere l’entrata secondo la propria razza. Ho sentito veramente il peso e la vergogna di essere “White’’... nella mia testa la pressante domanda “perchè tanta disumanità?’’. All’interno del percorso storico/filosofico ci si sente quasi in prigione, tante sbarre, strettoie, alla fine del percorso, perciò alla conclusione del periodo dell’apartheid, si arriva in un grande giardino che regala un grande senso di libertà. Ne abbiamo approfittato per andare nella famosa cittadina di Soweto per visitare anche il Museo Hector Peterson, dedicato a questo ragazzo tredicenne che perse la vita durante la rivolta di Soweto ucciso dalla polizia nel giugno 1976, e ad esso è stata dedicata anche la piazza adiacente con il suo memorial. Soweto è una città che ha segnato la storia politica per la grande rivolta che i giovani fecero per lo sviluppo di una nuova identità d’Africa che abbandonasse l’ideologia dell’apartheid. Essere in quelle strade, percorrerle accanto alle persone mi ha fatto pensare a quei momenti, ai ragazzi coraggiosi che hanno sacrificato la loro vita per la giustizia antirazzista.
Buon natale di pace e festa a tutti i miei amici volontari, a Patrizia e al Vides! 
14/11/08
U phela joang ?Come state? Sono proprio felice =)))))
Qui tutto benissimo ed emozionante sempre più! Sto assorbendo come una spugna ogni singola goccia del giorno che vivo godendomi la vita nella semplicità del Lesotho.
Siamo stati in gita un giorno con i bambini della scuola materna a Katse, un paese qui vicino, un immenso prato verde in cui si e’ svolto lo "SPORT DAY’’. In questa giornata sole meraviglioso, tutte le scuole materne del distretto erano presenti per partecipare a questa festa. Piena di colori delle diverse uniformi dei ragazzi. =)   La festa a Katse 
La cosa strana è stato vedere che in questa miriade di bambini, solo uno di ogni scuola partecipava ai giochi competitivi tipo staffetta... per gli altri lo scopo era rifornirsi di cibo e passeggiare attorno al prato. La nostra scuola ha fatto almeno tre giri cantando l’inno del giorno che li faceva scatenare… ebbene è l’inno di quando l’Italia ha vinto i mondiali: POPOPOPOPPOPOPOPOPOPo.. saltavano come una pasqua =)!!! Non era conosciuto qui, tutti ci guardavano e provavano a imitarci! Eravamo straricchi di palloncini di vari colori e forme! Tutto questo sotto un sole cuocente dalle 12 alle 15… direi che mi sono abbronzata come una giornata al lago! I bimbi si guardavano stupiti la loro pelle chiedendosi perchè anche loro non erano rossi come me! = )
In Lesotho e in SudAfrica la scuola di tutte le età è a spese della famiglia, compresi i libri e le uniformi. Nelle scuole normali non è previsto il servizio dell’insegnante di sostegno per gli alunni speciali, ma esistono gli istituti speciali e sono molto costosi.
Le scuole iniziano le lezioni alle otto, ma tutti partono dalle proprie case per raggiungerle a piedi o con il taxi arrivando tipo in sei sullo stesso mezzo.
In questa settimana ci sono state le promozioni alla scuola materna per i bambini che in gennaio 2009 passeranno alla scuola primaria. C’era grande fermento per lo speciale avvenimento, tutti vestiti tipo Laurea preparati dal Craft centre Mazzarello qui nella Missione, suddivisi per colore di appartenenza alle diverse sezioni. Ad ognuno è stato consegnato il proprio diploma con musiche speciali.  
In questo primo periodo ho proprio costatato la grande qualità delle persone che vivono in Africa: La pazienza incredibile in molte occasioni durante l’attesa dal medico per ore e ore; l’attesa della partenza dell’autobus che parte solo quando è pieno di gente; nelle file per qualsiasi carta burocratica in qualsiasi ufficio (l’altro giorno 3 ore per aspettare solo la ricevuta perchè mancava il libro delle ricevute e una persona è andata a comprarlo in città); l’attesa per i tempi di collegamento a internet e nell’attendere il proprio turno nelle interminabili file in banca o in posta .
Nessuna persona l’ho mai vista lamentarsi qui, anzi è un momento propizio per la chiacchiera o per riposarsi! =) 
07/11/08
Semplicemente una novità per me in questo novembre; il mio primo compleanno in Africa, con il suo calore umano e reale di quest’estate avanzata, con la sua voglia di condividere insieme un momento festoso con tutti, perché la vita é festa, specialmente il giorno della propria nascita dove si ha la possibilità di celebrarla con tutti, e questi “tutti” erano tutte nuove persone, nuovi amici qui. Già dalla sveglia mattutina sono arrivate le sorprese. Poiché il cottage dove stiamo noi volontari è confinante con la scuola materna, i bambini si sono organizzati a cantarmi “tanti auguri” in sesotho, in inglese, in ceco e in italiano dalla rete… che gemellaggio!! A scuola poi abbiamo consegnato a circa 165 bambini, palloncini colorati e dolci, e il party si è allargato alla missione, ed è stato grandioso con danze, canti e diversi giochi.
Per concludere alla sera ho festeggiato con tutte le persone coinvolte nella missione e alla sera per la prima volta in questo giorno ho visto le stelle cadenti in un cielo limpidissimo.
Cosa volere di più...!!!
Attorno i campi, anche vicinissimo a noi, sono pieni di albicocche e pesche!
In questa prima settimana di dicembre tutte le diverse scuole hanno avuto le “graduation”, la consegna dei certificati con le relative feste.
Al Mazzarello Centre è stata una vera festa in cui si sono viste le varie tipologie di danze tipiche del Lesotho (in cui il movimento principale è muovere con armonia le spalle),
con i vestiti e canzoni tipici, drammatizzazioni finalizzate a lasciare messaggi educativi sull’Aids. E’ stato carino osservare l’originalità delle ragazze diplomate che hanno disegnato
e realizzato ognuna il proprio seshoeshoe, il vestito tipico per le ragazze del Lesotho.
Noi volontari siamo stati ingaggiati come reporter ufficiali scattando un’infinità di foto. Proprio qui per i genitori in quel momento siamo diventati “la meta”,
poiché era ambito da tutti avere una foto insieme ai bianchi… L’aspetto positivo di questo è stato che abbiamo avuto la possibilità di partecipare ad alcuni festeggiamenti in famiglia.
Fare una festa nella propria casa richiede molto a livello economico alla famiglia, spesso tra le persone del villaggio ci si aiuta e se non si ha la possibilità di organizzarla nella propria
casa (per la maggior parte dei casi) si prepara nella casa disponibile nel villaggio con maggiori comodità. Il momento principale della festa è sempre il cibo, che come sempre è pollo,
bitrut e zucca. Successivamente, a pancia piena, si balla tutti la musica sesotho, dai bambini piccolissimi agli anziani, o la musica house, e lo fanno imitando i videoclip delle canzoni.
Ho avuto la fortuna di incontrare una suora salesiana italiana che è stata con noi solo qualche giorno. Lei è molto in gamba, aperta e pronta a tutto, vera e trasparente.
Ha un entusiasmo per la vita, un fuoco dentro meraviglioso e dona amore a piene mani. È stata e continua a essere missionaria nel mondo lavorando tra la povertà assoluta,
in mezzo alle strade, tra i maltrattati e abbandonati, incontrando la gente e camminando insieme a loro cercando di costruire comunità solidali e giuste.
Questo breve incontro è stato significativo, una testimonianza di una vita piena e totalmente dedicata alla propria vocazione missionaria.
Molto spesso da quando sono arrivata, l’esperienza di volontaria la sento proprio per me, così come le attività, anche se mi accorgo ogni giorno di più che mi è veramente pesante
abitare nel nostro cottage all’europea con tutti i servizi interni. Ho tutto... e le persone a due metri dal recinto da me vivono in maniera completamente diversa. Mi sembra un rafforzare
il fatto di far notare il nostro vivere “da bianchi”. Non mi meraviglia che il desiderio di molti giovani qui è di diventare volontari e le motivazioni molto spesso sono legate al fatto che
restano affascinati dalle nostre case e dalla possibilità di mangiare ogni giorno, non dalla ricchezza dell’esperienza umanitaria, dal tipo di scelta e dallo scambio di idee.
Per la prima volta io, Eva e Harry siamo stati con un padre salesiano ad Ha Chaka, il villaggio vicino a Maputsoe, compreso nella missione S.Luke.
Ha Chaka è un villaggio agricolo isolato, una piccola oasi verde, tra sentieri di terra rossa, piantagioni di mais, greggi e mandrie gestite da pastori giovani,
unica proprietà e fonte di sussistenza, semplici mezzi di trasporto come carri di buoi e nessuna macchina a parte la nostra. Le persone si spostano a piedi per chilometri
per dirigersi ovunque, perché nessun taxi passa di lì. Le abitazioni sono come in Maputsoe in mattoni marroni, semplici e circondate da lunghe fila di biancheria colorata che decora
anch’essa il paesaggio. I bambini del villaggio non sempre riescono a frequentare la scuola per tutto il corso dell’anno, perchè devono lavorare e aiutare a casa.
Probabilmente dal prossimo gennaio collaboreremo anche in questa piccola scuola, dove la realtà scolastica è completamente diversa da S.Luke, dove la disciplina è ancora
un grosso problema, dove le insegnanti non hanno potuto ricevere un bagaglio per la propria formazione professionale. Le strutture scolastiche appaiono povere all’esterno e anche
all’interno. L’oratorio è una stanza simile a una stalla aperta semivuota, polverosa e piena di vetri e legni per terra dovuti alla pioggia.
Abbiamo partecipato alla messa, che qui avviene solo alle 10 alla domenica, in una semplice aula di scuola elementare costruita in mattoni, dove le persone si accomodano
in banchi di scuola per piccolini, con porta e finestre semidistrutte. Siamo stati presentati durante la celebrazione alla comunità con canti ritmici, sono stati immensamente contenti
della nostra presenza e colpiti che comunichiamo con loro con il nostro ristretto vocabolario sesotho, che per loro è un segno estremamente importante.
Al ritorno la toyota del padre Giacinto è diventato il taxi per più di 20 persone, piegate in posizioni stranissime, che tornavano alle proprie case, cantando con noi e curiosi
di conoscerci meglio!

29/10/08
Dumela! Qui tutto procede benissimo, il caldo comincia a farsi sentire! Ieri proprio è stato il primo giorno di pioggia e mi hanno detto che erano due mesi che non pioveva. La pioggia (pula) è anche uno dei tre motti nazionali del Lesotho (khotso, pula, nala – pace, pioggia e prosperità). Un temporale forte, e sister Motsilisi era felicissima a tal punto da stare sotto l’acqua per sentirsi bagnare la pelle da questa pioggia miracolosa. Così per l’occasione ha organizzato alla scuola materna una festa grandiosa con il piatto tipico della domenica: pollo, riso e bitrot, e per concludere tante caramelle. Tutti hanno collaborato, dai grandi ai piccoli di tre anni!
Mi sento fortunata ad aver ricevuto quest’opportunità dal VIDES, di realizzare il mio sogno perchè ciò che devo fare è proprio divertirmi con i bambini di tutte le età che sono la mia passione, soprattutto quelli della materna!
Mi chiamano Sister Eliana,loro il mio nome lo sanno bene, ed ora anch’io sto cominciando a memorizzarne tanti ed sono nomi con ognuno un significato diverso e particolare come Kaleboang = grazie, Mpho = regalo, Puleng = pioggia perché è nata in un giorno di pioggia, Thakiso = spiegazione… e molti altri che trattano di parole positive, che portano buon auspicio al piccolo o ricordano un avvenimento particolare avvenuto in quel giorno, ma anche hanno nomi che ricordano un episodio brutto accaduto in famiglia in modo che venga evitata la stessa sorte al bambino. Tutti qui hanno due o più nomi: il primo è il nome basotho, il secondo viene dato al battesimo ed è un nome cristiano.
Mi hanno raccontato che qui quando nasce un bambino si prepara una grande cerimonia per tutto il villaggio in cui tutti i parenti, gli amici e conoscenti sono invitati a partecipare e ad aiutare per i primi tre mesi la madre. Le persone del villaggio il giorno della nascita salgono sulla montagna per prendere l’acqua da donare al piccolo e da utilizzare il giorno del battesimo che avviene nei primi tre mesi in genere, infine viene preparato cibo e bevande da condividere con tutti. Inoltre come da noi si appendono degli adesivi e i bastoni tipici dei basotho alla casa per indicare l’arrivo di un nuovo bambino.
Stiamo preparando a scuola i cappelli tipo laurea per ognuno di loro, cosi mi stanno insegnando i primi passi per imparare a cucire e anche qui sbalordite che una ragazza non lo sappia già fare!
In oratorio sono arrivati altri due volontari salesiani dalla Scozia perciò abbiamo proposto insieme le canzoni d’animazione con il relativi balletti (bomba, chiuaua,la colita...) qui sta facendo impazzire le ragazzine e noi pure con loro! Inoltre pensando che già lo conoscessero abbiamo proposto di disegnare le carte per il memory. E’ stata una scoperta anche per me perché hanno rappresentato forme tipiche del posto. Questo sabato grazie alla presenza di questi due volontari sono riuscita a andare alla mia prima gita a Khatse Dam, nota cittadina come una base del Lesotho Highlands Water Project, che dista circa 3 ore di macchina da Maputsoe. Qui è stata creata una diga con un vasto bacino d’acqua per rifornire d’acqua una vasta area dell’Africa meridionale e di energia idroelettrica il Lesotho.
Un altro effetto benefico di questo progetto è stato il miglioramento delle strade e delle telecomunicazioni nel paese. Già durante il tragitto si godono ampie vedute del lago e delle montagne che svettano, si possono anche ammirare le case tipiche tondeggianti in pietra marrone e paglia; si viene a contatto con la realtà rurale del villaggio, dove molte persone utilizzano gli animali (cavalli, asini, pecore, capre) come trasporto, vestite in modo tipico ossia con un cappello da montagna che copre il viso quasi completamente, il bastone di varie forme e la coperta basotho. Molto spesso si notano i bambini di circa dieci anni pastori di un gregge o di una mandria.
Da questa settimana ho iniziato un corso di aerobica/hip hop con le ragazze del Craft Centre, un Istituto triennale per diventare professioniste nella realizzazione di abiti e vestiti e nella futura gestione di un proprio negozio. In genere a partire dalla scuola primaria l’educazione artistica, motoria, musicale non sono prese in considerazione come materie, perciò sono felice che diventi un modo anche per sfruttarne l’opportunità.
Le ragazze e i ragazzi amano andare a scuola. Per andare a scuola devo pagare una quota d’iscrizione, ma alcuni non hanno la possibilità economica, per questo offrono la loro disponibilità ad aiutare nelle attività della Missione, ad esempio occuparsi del giardino ogni giorno dopo la scuola, e lo fanno proprio con amore verso la terra e verso gli altri, prendendosi le loro responsabilità e apprezzandone il valore. E’ un grande motivo di insegnamento e di riflessione soprattutto per il mio Paese.

14/10/08
Ciao a Patrizia, al Vides e a tutti! ANZI Dumela!Come va in Italy! State per partire …è bellissimo, abbiate FEDE!
Ke phela hantle (sto bene) anzi benissimo! Riesco a scrivervi adesso perché la linea qui va molto piano ed è molto costosa.
Sono in Maputsoe, e ancora stento a crederci! Il viaggio lungo è andato benissimo e sull’ultimo volo eravamo in un mini aereo per 20 persone credo! Divertente!
Arrivata a Maseru le suore mi hanno salutata e vista subito!… chissà perchè! Per la strada ho visto splendidi altipiani montani, distese di terra rossa, e le persone vestono tutte con una coperta, è tipico, tutte colorate e con diversi disegni!
Le suore mi hanno accolto molto sorridenti e con grande disponibilità… parlano inglese fortunatamente! hanno preparato già la prima sera una splendida cena italiana… pollo e patate fritte. Ora sto in un mio cottage… una confortevole, fin troppo, casetta interna alla missione, predisposta appositamente per le volontarie europee, dove ho una cucina interna, letti, toilet all-italiana perfino un salottino da chiacchiere che io e la mia compagna Eva, dalla Repubblica Ceca sfruttiamo fino all’ultimo istante del giorno per confrontarci sulle nostra quotidianità, inventandoci insieme nuove attività per i ragazzi, per imparare il sesotho insieme e l’inglese, confrontarci sulla nostra cultura, decorare a nostro piacere questo “nostro cottage’’ con disegni, piante, colori… etc… sono i momenti rilassanti di noi due sister in law! Ho trovato nella casa… la provvidenza… c’era dalle precedenti volontarie il libro di Suor Germana, le ricette migliori! Ho iniziato con una semplice PAPPA che qui è il piatto tipico ..simile alla polenta bianca ma senza gusto. Poi ieri ho provato una torta al caramello con Eva!… è riuscita! wow!
Il tempo è variabilissimo, in una giornata si possono vedere sole, pioggia brevissima, vento forte, quindi prima di uscire di casa è necessario vestirsi a cipolla. Infatti qui l’abito tipico africano coloratissimo con diversa fantasia è quasi sempre accompagnato da una coperta da cingere ai fianchi o da mettere sulle spalle, o per le madri tenere al caldo sulla propria schiena il proprio figlio.
In questi giorni ho visto la missione salesiana, ho incontrato la gente con cui ho tentato di parlare sesotho, che qui tutti parlano bene. Mi piace perchè in molte parole il suono viene emesso schioccando la lingua…è divertente, ma è anche difficile impararlo. Oggi dei bambini mi hanno insegnato a contare con una canzoncina, mi sono troppo divertita quando mi ridevano dietro per la pronuncia strana! In effetti! Mi sono già dilettata con il primo BANS in italiano! Sardina sardina…si divertono un sacco …loro ovviamente dopo 2 o 3 volte già la sapevano. Nella prima domenica che ero qui sono stata presentata alla comunità nella messa comunitaria e loro sono stati tutti accoglienti e felici. C’erano dei cori, con voci molto belle, hanno cantato delle canzoni molto ritmiche…e molto solari con i tamburi…mi hanno ricordato molto ciò che avevo già vissuto. All’esterno della chiesa una persona mi ha chiesto come mai non indossavo la gonna e un foulard, perchè qui è obbligatorio in chiesa. Fatalità ha visto giusto e le ho spiegato che non porto mai le gonne …è strano questo qui. Le tradizioni sono molto rispettate in tutte le cose.
Nel mio primo weekend qui era festa per l’indipendenza del Lesotho, cosi ho visto dei tornei di calcio, e un tipico gioco simile al basket chiamato matchball. Si divertivano un sacco e alla sera c’è stata la gara di gospel, dove era presente e numeroso pure il coro della missione. Tutti tifavano moltissimo e applaudivano in egual modo gli altri, alcuni si alzavano e ballavano sempre…very funny!
Da questa settimana ho cominciato a vivere esperienze con i bambini della scuola materna che qui dura 4 anni. Ho visto le classi sono piccole ma sono in grado di contenere fino ai 60 bambini, inoltre sono tutte decorate e già alla materna imparano l’inglese! Stanno imparando con me la canzone di Noè dei 2 liocorni tradotta in inglese. Sono entusiasti quando la ascoltano anche in italiano! E’ una gioia vedere in che tempi brevi l’hanno appresa e come la cantano impegnati! Adoro anche ammirarli quando pregano insieme perchè sanno concentrarsi sebbene così piccoli, e li guardo stupefatta quando durante il pranzo sono tutti ansiosi di ricevere la loro pappa e la finiscono in un baleno senza lasciare traccia nel piatto, senza buttar via nulla, senza lamentarsi se una cosa piace o meno, cosa che ancora anche io sebbene adulta penso. Si mangia tutti insieme in classe in silenzio rispettando i turni e i silenzi.
Quando giocano per esempio le bambine soprattutto s’immedesimano nella madre si avvolgono una coperta ai fianchi e portano a spasso il loro bambolotto.
Nella missione oltre a questa c’è la scuola primaria, il college e all’interno la missione dei padri salesiani con la chiesa e l’oratorio. Infatti nei pomeriggi sono all’oratorio gestito da Padre John, che intrattiene bambini e giovani con giochi vari: calcetto, giochi in scatola, ping pong, video e all’esterno con il parco giochi. In questo spazio si balla pure di tutto! Con alcuni ragazzi che ricordavano in modo particolare l’italiano delle precedenti volontarie, hanno chiesto il proseguimento del corso ed è un’ottima opportunità di scambio in cui loro insegnano a me un po’ di sesotho! Oggi alcuni di loro si ricordavano e mi hanno cantato "Bella ciao’’.
Questa domenica ho avuto la possibilità di assistere nella chiesa della missione ad alcuni momenti di un matrimonio. Una festa incredibile, una marea di colori, tantissime persone che cantavano a più voci, ballavano, urlavano, suonavano instancabili i tamburi. Mi hanno spiegato che qui quando due ragazzi si sposano, i genitori del ragazzo devono pagare la “leboha’’: è un prezzo che si deve pagare per “comprare’’ la ragazza che può essere pagato con mucche o altri beni. Nei primi mesi di matrimonio inoltre viene chiesto agli sposi di vivere nella casa dei genitori del ragazzo, come una prova. Poi potranno andare a vivere insieme e costruirsi una loro famiglia.
In questi giorni con sister Motselisi sono stata a fare shopping per la comunità in un centro tipo “Rossetto’’ in una città del Sud Africa molto vicina a Maputsoe, Ficksburg, dove per entrare devi ogni volta avere un nuovo visto. Inoltre con lei sono stata a prendere sister Caroline a Betlem, una città del Sud Africa, ed durante il percorso si possono ammirare distese di altipiani, di strade rosse, parti disabitate e solo una grande strada le attraversa e sotto un cielo immenso, per poi arrivare in questa città tipicamente “dei bianchi’’con costruzioni alte, strade larghe piene di macchine, negozi, case immense con giardino… poi appena fuori capita di intravedere qualche zona povera in cui le case sono in lamiera e senza nessuna comodità, le persone scendono a piedi con grosse tinozze sulla testa.
La missione qui è conosciuta da tutti e fa differenza quando le persone ti chiedono “turist’’e a cui rispondo che sono volontaria, hanno uno sguardo diverso.
VI auguro a tutti la serenità che sto vivendo qui. Una scoperta continua, un viaggio introspettivo di nuove sensazioni e emozioni esplosive, piccole scintille di felicità crescente.
Buon viaggio ai partenti!!! |