
02/04/09
Un nuovo viaggio per incontrare un nuovo Honduras, per salutarlo con un nuovo sorriso, o forse semplicemente un Honduras più familiare che dopo 5 mesi e mezzo mi è entrato nel cuore tanto da sentire la mancanza dei suoi colori e dei suoi rumori nel ritorno in Italia. Un Honduras che mi ha accolto con un affetto che non avrei mai immaginato… e così, dopo 20 bellissimi giorni trascorsi a Roma con la mia famiglia e i miei amici, eccomi di nuovo qui a correre dalle 7 di mattina con tutti piccolini intorno ma sono contenta, ogni giorno è una nuova scoperta insieme a loro e ogni giorno è un ringraziare il cielo per la fortuna che ho avuto nella vita… sto affrontando ogni cosa con una maggiore consapevolezza, con maggior amore e con maggiore “saggezza” forse… sto conoscendo persone “al limite”, persone che nella vita hanno sbagliato (ma chi non l’ha fatto?) e che adesso sono riuscite a dare un senso ai loro giorni e hanno negli occhi la luce della speranza, una luce che molti di noi hanno perso da tempo o che forse non hanno mai avuto perchè abbagliati da luci frivole ed ingannevoli.
La vita qui è semplice ma completa… mi sento utile anche se a volte frustrata perchè vorrei fare molto di più di quello che faccio ma mi sto rendendo conto che da sola non posso andare molto lontano, che per vedere i risultati bisogna fare squadra… e nel mio quartiere non ci sono volontari… ma fortunatamente ho conosciuto degli spagnoli (che si occupano di un progetto nella montagna qui vicino, El Merendon) e gli ho chiesto aiuto per una piccolissima cosa… non dico niente finché non la vedo realizzata.
Fortunatamente non sono più sola in questo Paese un po’ sperduto!!!!! Almeno appena ho qualche ora libera posso trascorrerla con loro e visitare tutti i caratteristici paesini che ci sono qui e ricaricare le batterie per dare il meglio di me a questi meravigliosi bambini (a volte un po’ pesti)… tra l’altro il periodo delle piogge è finito (era ora!!!!) ed è arrivato il caldo insopportabile (42 gradi) ma lo preferisco senza ombra di dubbio alle tempeste tropicali……
Se riuscirò a trasmettere a queste persone la voglia di superarsi e l’amore per la curiosità avrò vinto una mia piccola battaglia perchè per quanto io mi sforzi nel dare alla fine sto ricevendo molto più io da loro che loro da me… ogni giorno è una piccola lezione di vita per me e mi auguro di farne tesoro per sempre.
Vi lascio con alcune foto.

Camminata per salire al punto panoramico della città

Meritato riposo… :-)

Cena italiana…

Semplicemente bellissima questa bambina…


01/02/09
Ciao a tutti!!!!!!!!!!
Buon anno nuovo anche se in ritardo!!!!!!!
E’ più di un mese che non scrivo… avrei voluto farlo tante volte ma alla fine la stanchezza (e in parte la pigrizia) hanno prevalso. Qui tutto bene… sono tornata a San Pedro da 4 giorni e il caldo inizia a farsi sentire, soprattutto dopo aver trascorso tre settimane nella fresca Tegucigalpa. La mia esperienza lì è stata davvero positiva, sono stata accolta benissimo dalle suore, mi hanno trattato come una figlia e mi sono sentita parte integrante della comunità. Ho lavorato molto (purtroppo però senza bambini) ma allo stesso tempo mi hanno lasciato maggiore libertà e questo mi ha aiutato notevolmente… ho avuto modo di girare la città, assaporare i suoi ritmi, visitare musei, chiese, gallerie d’arte, scoprendo una vivacità artistica che non avrei mai immaginato.
Certo, Tegus (come viene chiamata “amichevolmente”) non è la città più tranquilla del mondo ma è sicuramente più sicura di San Pedro.
Ho avuto modo inoltre di visitare dei paesini deliziosi (Santa Lucia, Valle de Angeles, Ojojona)… l’Honduras puro e meraviglioso, l’Honduras che ti entra nel cuore e ti fa innamorare dei volti limpidi dei suoi bimbi. Il mio amore per l’Honduras non è nato subito, affatto… ma mi sto rendendo conto, giorno dopo giorno, che la semplicità del suo popolo e la bellezza naturalistica mi sta affascinando… tra l’altro ho trascorso un Capodanno in una spiaggia caraibica… non potevo chiedere di meglio!
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| Punta Sal |
Punta Sal |
I momenti difficili che mi sono trovata a vivere inizialmente spero non si presentino nuovamente e che il tempo che mi rimane da trascorrere qui sia riempito dai sorrisi dei miei piccoli “monitos” (scimmiette).
Questa esperienza mi sta aiutando a crescere, mi sta aiutando ad assaporare ogni attimo della giornata, a rileggere la mia vita con occhi pieni di gratitudine.
Questa comunità, questa città e questo Paese che all’apparenza sembra non possano dare nulla a noi occidentali invece, al di là della violenza, possono offrire un calore e un senso di comunità che noi abbiamo perso da tempo.
E’ questo sentimento trasparente, che trascende ogni ferita dell’animo, che va oltre le cicatrici (ci sono racconti qui che fanno davvero male, ti fanno domandare a quale livello di crudeltà può arrivare l’essere umano) che mi fa sentire parte di ogni famiglia che frequenta la scuola, di ogni persona che incontro per strada e che mi accoglie con un sorriso, spesso sdentato ma sincero.
Spero di riuscire, in futuro, ad avere la stessa forza di continuare ad amare nonostante i duri colpi della vita. Vi lascio con delle foto del mare, di Tegucigalpa e dei miei piccini.
Con tanto amore, sempre.
P.S. La Colonia Sandoval Sorto es una pequeña fracción de Calpules situada al Sur este de San Pedro Sula, a unos 30 Kms. del Centro de la Ciudad. Es una zona marginal y de riesgo social, insalubre, con calles de tierra, por tanto con mucho polvo cuando no llueve con pantanos en la estación lluviosa; carece de lugares de recreación y de muchos beneficios de la civilización".
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| Iglesia de Los Dolores. Tegus |
Tegus |
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Ojojona |

Ojojona |
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Mototaxi. Ojojona |

Feria en Ojojona |
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| Haciendo relajo |
Comiendo churros |

18/12/08
Un viaggio lungo, tre aerei presi letteralmente al volo perché le coincidenze non ti danno nemmeno il tempo per andare al bagno… speri di dormire nell’ultimo volo ed invece balli tutto il tempo e ti rassegni ad arrivare a destinazione come uno zombie… speri almeno di poter vedere qualcosa dal finestrino ed invece solo buio (eppure non sono nemmeno le 7 di sera…), ti avvertono che tra 10 minuti si atterrerà e ti chiedi se hanno distrutto la città mentre viaggiavi o se stai per atterrare in un campo di grano perché non ci sono luci, solo qualche lampadina accesa qui e lì ma poi capisci che questa città ha poche luci e che le case sono così basse che non si vedono… rinunci a capire… tra l’altro piove ma speri che domani esca il sole (ignara che ti aspettano quasi 2 mesi di tempeste tropicali)… sei troppo stanca… e così accetti l’accoglienza calorosa che ti riservano all’aeroporto (che è quasi deserto perchè a quell’ora è atterrato solo il tuo volo)… vieni trasportato nella Comunità ma non capisci dove stai perchè non si vede molto e così l’unica cosa che speri è di poterti tuffare su un materasso e rimandare le domande (che nel frattempo ti hanno attanagliato la testa durante il percorso) al giorno seguente…
Un saluto veloce alle suore che ti accolgono bene e a letto…
La mattina seguente ti lasciano riposare quanto vuoi (fin troppo) e ti mostrano la Comunità (che è piccolina ma bellina) e ti fanno conoscere i bambini e tutti i tuoi dubbi improvvisamente spariscono… ti salutano, ti sorridono e tu non puoi fare a meno di fare lo stesso… ti guardano con quegli occhioni con aria di stupore misto a curiosità ma con rispetto, con discrezione… ti basta un giorno per ritrovarteli tutti attaccati alle gambe, alle braccia… e allora ti dici che vale la pena tutto per vivere queste emozioni…
Poi per curiosità ti trovi ad aprire il portone della Comunità due giorni dopo e…panico… dove sei finita???? Strade di fango (perchè nel frattempo non ha smesso di piovere), case di lamiere, macchine, cavalli e galline… allora capisci qual è la povertà di cui ti parlavano… ti serve del tempo per abituarti…
Ti riempiranno la testa di racconti negativi, ti metteranno in guardia mille volte sulla pericolosità del posto e all’inizio questo ti terrorizza ma poi capisci che tutto il mondo è uguale e forse ti serve solo uscire senza niente, solo soldi e chiavi nelle tasche dei pantaloni e il gioco è fatto…
Inizi a conoscere le persone e con il tempo inizi a conoscere le famiglie dei bambini e inizi ad innamorarti di questo posto… incominci a vedere le cose belle anche dove prima, con i parametri “europei”, le vedevi brutte… inizi a capire quanto è dura la vita e a commentare che il latte e le uova sono troppo care e alla fine andrai al mercato e tratterai con la gente del posto per ottenere un po’ di sconto perchè ti hanno dato i soldi contati.
Questi bambini non hanno bisogno delle lacrime di europei come noi ma hanno bisogno dei nostri sorrisi e così fai di tutto per coinvolgerli anche nei giochi più stupidi e loro hanno fame di sapere, ti riempiono di domande, ti ascoltano guardandoti sempre negli occhi, ti rispettano e ti abbracciano, si, ti abbracciano di continuo e tu te ne freghi se sono tutti sporchi perchè forse, loro non lo sanno, ma hai più bisogno tu dei loro abbracci che loro dei tuoi…
Recita dei piu’ piccini…
Li vai a visitare a casa e capisci come vivono… sanno che ti piace una cosa e fanno a gara per regalartela e ti chiedi se potrai mai ripagarli del loro amore.
Ma alla fine smetti di farti domande e cerchi di VIVERE, cerchi di vivere la loro vita, cerchi di smetterla con i sensi di colpa per essere nato in un posto più ricco e inizi a vedere la bellezza nascosta di questi posti, l’anima nascosta di questo popolo che spesso dà l’impressione di essere stanco di ciò che gli viene raccontato e così accetta il corso degli eventi senza lottare troppo… vorresti scuoterli, dirgli “cavolo i potenti vi stanno prendendo in giro” ma poi senti che ti dicono che i loro vicini che sono più inquieti (Nicaragua e Salvador) non hanno ottenuto nulla dopo anni di guerriglia se non morti e allora non puoi rispondergli niente perchè questa gente ha alle spalle un passato difficile, un passato triste e doloroso. Capisci allora che ognuno deve occuparsi della sua politica (anche se in realtà è la mia passione) e puoi solo cercare di aprirgli gli occhi con delicatezza…
La cosa più bella è che noi rappresentiamo la loro finestra sul mondo e questo è un compito bellissimo anche se a volte “pericoloso”… alcune di queste persone non conoscono cosa avviene fuori dal loro quartiere e chi lo sa è perché è riuscito a fuggire.
Anche se a volte mi chiedo se questo non sia solo una non capacità nel fare… a volte la povertà porta con se pigrizia… pigrizia mentale… è un circolo vizioso difficile da capire e da spezzare ma non sono nessuno per poterlo giudicare.
Poi inizi a lottare con le suore che non capiscono la tua necessità di uscire e di vedere con i tuoi occhi ciò che avviene in questa parte del mondo… iniziano a dirti che sei “pata caliente”, che cogli ogni occasione per uscire (in questo posto anche se esci una volta a settimana ti fanno battute) ma tu prima te la prendi, poi gli rispondi e alla fine te ne freghi perchè altrimenti non vivi più visto che passi tutte e dico tutte le sere da sola.
Non è facile vivere e convivere con persone completamente diverse da te ma alla fine con un po’ di spirito di adattamento ci si riesce. Ormai, dopo 2 mesi diventi amico (beh, almeno stabilisci una tregua) anche con gli insetti che all’inizio ti hanno terrorizzato…è tutta questione di abitudine!
Durante la fiesta de graduación de los niños del ultimo año….estábamos todos bien arreglados…:)
Nonostante i problemi ti dici che si, ne vale la pena, che non te ne vuoi andare perchè stai bene e perchè il loro affetto compensa tutto e inizi a capire davvero il valore e il sapore della libertà…la libertà di poter scegliere nella vita… puoi solo dire grazie… grazie per tutto quello che hai avuto nel passato e per tutto ciò che hai adesso. |