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"Giovani per i Giovani: solidarietà senza confini" - Da Ilda (India - Madurai) |
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24/03/05
Messaggio di fine servizio
Ciao a tutti carissimi giovani volontari del VIDES Internazionale e responsabili. Tanti saluti a tutti voi dalla comunità di Madurai, in modo particolare a sr Maria Grazia, che qui i ragazzi ricordano con tanta gioia e affetto e a tutti i suoi collaboratori!
Come vanno le cose lì? Qui si respira aria di festa!!!
Si infatti per tutti i ragazzi della scuola si avvicina la fine dell’anno, mancano appena due settimane alla fine della scuola e tutti i ragazzi e le ragazze iscritti alla suola stanno preparando sketch, e i momenti più duri, quelli degli esami sono ormai passati!
Infatti la settimana scorsa è stata caratterizzata da una carrellata di appuntamenti difficili, i temuti esami che concludono l’anno e permettono alle ragazze di passare alla classe successiva.
Soprattutto le più grandi hanno vissuto questi ultimi giorni come in ritiro, lontane dalla scuola piena di bimbi di voci, di canti di musica; ognuna di loro ha trovato un angolo nel cortile interno e immerse nella pace del convento si sono raccolte nella giusta atmosfera per lo sprint finale.
L’ultima settimana di ripasso “frenetico” è stata un po’ stressante, ma come si fa a non essere preoccupati, l’esito di questo esame decide del loro futuro!!!!
Le loro pause erano solo per chiacchierare qualche minuto con me, di nascosto dalle suore ovviamente, che però poi se ne accorgevano sempre!!!
Ma bastava che sentissero i passi di sr. Rose o vedessero muoversi la tendina della stanza di sr Mary Ann e tornavano a ripetere ad alta voce.
E io che mi trovavo a passare davanti a loro per andare a prendere qualcosa nella mia camera, potevo tornare a scuola dai miei prekg, i bambini più piccoli, di 2 e 3 anni, nuovissimi arrivati !
Oggi è l’ultimo giorno di scuola per me, da domani siamo tutti in vacanza perché inizia il triduo pasquale e quando lunedì prossimo la scuola riaprirà io sarò già in viaggio per l’Italia.
Questa mia frase suona come una sciagura: ma no, sono felice di rientrare in Italia, riprendere i miei impegni, cercare un lavoro decidere anch’io della mia vita ed impegnarmi a fondo per qualcosa; ma mai come questa volta sento di voler rimandare, potrei rimanere qui almeno un altro mesetto?
E poi sono tanto triste perché mi perderò tutte le feste della mia cara comunità di Sirudur: il 26 la messa di mezzanotte, il 27, oltre ad essere Pasqua, c’è la festa delle ragazze del convitto, il 28 si festeggia il giorno delle donne (che è slittato dall’8) e il 29 c’è la prima festa annuale della scuola con i canti, i balli e le poesie che ho visto recitare nelle prove dai bambini!!!
Comunque la cosa che più mi dispiace è che adesso che sono finalmente libere dal loro studio e potrebbero dedicarmi del tempo le poche ragazze che conosco meglio perché sono più grandi e parlano un po’ di inglese, io devo andar via e fra due settimane, alla fine della scuola, anche loro lasceranno per sempre il convitto e torneranno alle loro case in città anche lontane e per me sconosciute.
Oggi è Giovedì santo, stiamo per andare alla messa dell’ultima cena, domani partirò presto, quindi sono gli ultimi momenti con le ragazze; loro sono rimaste con me fino alla buona notte, mi hanno dato i loro indirizzi, sforzandosi di scriverli loro stesse in inglese o chiedendo a qualche amica che ne fosse capace, poi gli abbracci. Ricordo i miei primi giorni con queste ragazze, quando descrivevo il saluto italiano con i baci sulle guance, ridevano imbarazzate e si allontanavo perché per loro era tanto strano avvicinarsi al viso di un’amica, ricordo che una giovane insegnante ridendo mi diceva che erano baci che lei riservava solo al marito.
(Kamala non riesce a trattenere le lacrime, ha passato l’esame dell’ultimo anno, un grande successo ma lei pensa che ora deve tornare a casa, ha finito il suo percorso di studi. A casa troverà il padre con la nuova moglie, che non le piace molto e tre fratelli piccoli. Mi ha parlato della madre che è morta quando lei aveva 3 anni e di come lei non possa evitare di rivederne il volto in sr. Nirmala, che a dire suo le somiglia molto. Per la quaresima ha offerto a Gesù il sacrificio di non parlare a questa suora la cui presenza la emoziona come se potesse rivedere finalmente sua madre. Mi ha chiesto una foto di sr. Nirmala e mi ha dato il suo indirizzo; quando le ho detto di sì, è esplosa in una gioia che tentava buffamente di controllare.)
Le ragazze che devono andar via sono molto tristi, anch’io con loro perché so che qualora riuscissi a tornare l’anno prossimo non le troverò, ma sforzandoci di pensare a qualcosa di bello per il loro futuro, ci siamo lasciate con la speranza che loro diventino insegnanti e possano tornare in questa scuola con questo ruolo, così potremo riabbracciarci.
Quello che mi aiuta a non soffrire è il fatto di non capire davvero quello che sta avvenendo, che il grande miracolo, avvenuto nella mia vita, di essere stata qui e di aver potuto conoscere questi luoghi, queste persone, i loro costumi, le loro storie e quando sono stata più fortunata i loro sentimenti, sta per concludersi.
So che proverò tanta tristezza e sentirò la mancanza della loro presenza, ma porto nel cuore, e non è retorica, i volti, l’accoglienza, la gentilezza, i sorrisi, la gioia, l’impegno, la fatica e ogni singolo insegnamento che questi uomini e queste donne mi hanno dato.

11/06/04
Anche oggi la mia giornata e stata piena di sorrisi,di saluti e braccia aperte dei bambini che ormai mi conoscono e mi corrono incontro (ricordano il mio nome e mi fanno un sacco di feste gia da lontano) e di sguardi curiosi dei bambini che mi vedono per la prima volta.
I bimbi più piccoli ,quelli di tre anni quando mi vedono cosi chiara, trattengono le lacrime a
stento!!!li capisco questi sono i loro primi giorni di scuola, gia il distacco dalle madri come tutti
sappiamo li agita e li fa piangere figuriamoci se si trovano il famigerato uomo bianco in classe come possono spaventarsi!!!ma appena io e la loro maestra intoniamo l'alfabeto con la chitarra si calmano mi osservano suonare e gia il giorno dopo siamo vicini a ridere e scherzare!!!
La casa di Sirudur e la scuola che le suore sanno cosi sapientemente gestire da sole, aiutate da poche ma capaci e pazienti insegnanti, qui a Madurai, e' un oasi di pace di gioia :i bambini studiano ridono e giocano felici, (forse dimenticando per un po’ la povertà delle loro case, questo edificio creato apposta per loro gli sembrera' una reggia) La pace che si respira qui è l’esatto opposto di quello che si può trovare in citta', appena potro' le parlero' meglio di Madurai, io ad ogni occasione cerco di uscire e affrontarla proprio per formarmi una giusta opinione, per ora e presto la guardo ancora con gli occhi del turista, della persona nata e cresciuta e quindi impermeata di regole, punti di riferimento che qui non esistono e a cui non puoi in nessun modo aggrapparti, sarebbe sbagliato e riduttivo criticare credo che lo stupore e incredulità non mi abbandoneranno mai, Maria Grazia ,lei che c'e' stata qui forse può capirmi,ancora non sono sicura che esista questo posto!!!!
Cerco di visitare posti diversi e cogliere tutte le occasioni che le suore mi danno per vedere cose nuove (si perchè sinceramente non uscirei mai da sola), rendermi conto delle reali condizioni di vita delle famiglie.
In effetti non serve andare lontano, basta uscire dal cancello della casa poco distante c'e'un villaggio,il villaggio di due miei carissimi amici membri del gruppo VIDES di qui, loro si chiamano
Azhamurugan e Palani Samy e quando vengono ad aiutare i bambini a studiare sono molto attenti ad ogni mia richiesta,mi insegnano un po’ di tamil e mi fanno conoscere i loro amici, la gente del loro villaggio, mi parlano un po’ di loro, per quel che possono visto che ne io ne loro conosciamo bene l'inglese. Le suore si prendono cura di me in tutti i modi, sono attente ad ogni mia necessità, mi lasciano i miei spazi, si accertano che mangi e che abbia tutto ciò di cui ho bisogno!!!
Comunque per quanto ci si possa preparare sull'India non si può mai arrivare a pensare a tutto questo colore,questo brulicare di persone che vanno vanno.quanti sono per le strade che si danno da fare, le donne portano in testa dei pesi enormi, gli uomini con le moto e le macchine fanno manovre assurde,si vanno quasi addosso e poi si lasciano con un sorriso, in Italia si scannerebbero!!!
Tutto ciò che esiste in India è riversato nelle strade e questo stare insieme di ogni cosa, mi stupisce tutte le volte!!!! sono felice di aver avuto questa opportunità,e un'esperienza che in nessun altro modo, con nessun altro avrei accettato di fare, invece con voi mi sono gettata ad occhi chiusi da questo alto scoglio,come le mie scogliere a Vasto. E il Signore mi sta accompagnando in questo volo, sono sicura che sensazioni come queste sono irripetibili, mi sento davvero tanto fortunata!!!!!
Buon lavoro |
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