
22/02/05
Carissima Suor MariaGrazia
Le scrivo con tanta gioia e immensa gratitudine nel cuore per raccontarle di tutte le persone meravigliose che hanno sostenuto il mio progetto di aiuto a Casa Mamà Margarita.
Quando a dicembre sono tornata in Italia per la verifica di metà periodo ho approfittato per avviare una piccola e modesta raccolta di fondi per la ricostruzione della prima tappa dell’opera. L’istituzione dove lavoro infatti già da luglio 2004 aveva iniziato i lavori ma, per mancanza di denaro, sono andati un po a rilento. Portavo con me una richiesta d’aiuto, la mia esperienza nella casa e con le bambine e tanta speranza di incontrare collaborazione...... e così è stato.
Ho preparato una brochure da consegnare alla gente che incontravo per spiegare il perchè della richiesta e le finalità ed ho iniziato a divulgare il progetto tra gli amici, i parenti, due scuole ed in una parrocchia. La risposta non avrebbe potuto essere più tempestiva e generosa e per questo voglio ringraziare pubblicamente tutti coloro che con il loro apporto hanno sostenuto il mio impegno e desiderio di aiutare Casa Mamà Margarita e tutte le bambine che ospita.
Non voglio indicare le rispettive donazioni, ma solo i nomi perchè ognuno ha contribuito in maniera spontanea e nobile con ciò che poteva e mi ha permesso di raccogliere un totale di 2.220 euro, cioè circa 7.100.000 pesos colombiani.
Ringrazio:
i miei genitori,
Don Piero Puddu e tutta la Parrocchia di San Pietro a Pirri, Cagliari,
La comunità salesiana dell’Asilo Monumento ai caduti di Monserrato (Cagliari), la direttrice sr Antonietta Cetrone, sr Maria Ardu, le classi 1°, 2°, 3°, 4° elementare ed in particolare sr Domenica e la 5°,
La sig.na Lisetta Putzu, sua sorella Beatrice e tutta l’Unione ex-allieve delle Figlie di Maria Ausiliatrice di Monserrato,
Luciano e Liviana Vinci,
Paola Cannas e la madre,
Le mie zie: Luisella e soprattutto Annamaria per il suo gran sostegno ed aiuto,
Mia nonna Marcellina, zia Maria Grazia, zio Giampaolo e zia Giulietta,
Gli alunni, il personale docente e gli impiegati dell’Istituto Commerciale Fabio Besta di Monserrato, con particolare riferimento alla preside, la Prof.ssa Dott.ssa Simonetta Staico.
Bruno Tidu e famiglia.
A mio nome e di tutta la comunità di Casa Mamà Margarita di Medellìn, non voglio solo ringraziare tutte queste persone per il loro contributo economico, ma anche per avermi ascoltato ed essersi interessati al mio lavoro qui in Colombia e sopratutto alla vita delle bambine e delle suore che le aiutano ogni giorno con tanto amore.
Un grazie di cuore anche a tutti coloro che hanno apportato altre donazioni a mia insaputa attraverso il Vides.
Il denaro raccolto è già stato consegnato alle suore e verrà utilizzato per contribuire all’ultimazione della casa e per l’arredo degli interni.
Con immensa gratitudine

06/12/04
Carissima sr MariaGrazia
Come va? Sicuramente super indaffarata.
Ormai il mio ritorno in Italia per la verifica di metà periodo è imminente. Partirò il 18 dicembre però Sr Fabiola mi ha proprosto di passare alcuni giorni a Bogotà per conoscere la capitale, ospite nella casa ispettoriale delle salesiane. Su mia richiesta mi ha anche organizzato una visita nelle case di Nostra Signora del Rosario e Nostra Signora delle Nevi, dove il Vides si occupa dei sostegni a distanza dei bambini. Non credo mi fermero molto nelle case pero se ha qualche cosa da verificare me lo faccia sapere.
La mia vita qui a Medellin mi piace molto, mi sposto tranquillamente sola per la città e la gente è molto affabile, allegra e simpatica. Anche se c’e da dire che gli antioqueños hanno un forte sentimento d’orgoglio... sono paisa!!!
Il 26 di novembre Casa Mamà Margarita ha organizzato una gita a Santa Fe de Antioquia per tutti i dipendenti, è stata proprio una bella esperienza ed ho potuto conoscere piu da vicino le persone con cui ho lavorato in questi mesi. E poi che dire dei paesaggi, assolutamente meravigliosi, dai 1526 metri slm di Medellìn siamo scesi a 600 ed il calore si faceva sentire: sono proprio abituata all’eterna primavera di Medellìn!
Ormai siamo in piena atmosfera natalizia, già da due mesi avevano iniziato a decorare la citta, ma la cosa spettacolare sono gli alumbrados nel fiume che scorre in città. Hanno steso dei cavi d’acciaio sospesi tra una riva e l’altra e sopra vi hanno adagiato fiori di loto giganti, ninfee, ranocchi, farfalle, è uno spettacolo incredibile e lo sara ancora di piu il 7 quando veranno accesi e tutta la gente si riversera sul lungo fiume a passeggiare.
Le bambine sono gia entrate in vacanze e le attivita accademiche sono state sospese, ormai facciamo solo attivita ricreative e, dopo aver passato la vigilia qui nella casa, il giorno di Natale le bambine torneranno alle loro case per le vacanze. In realta gia potrebbero fare ritorno a casa pero preferiscono rimanere perche le necessita che passano nella propria famiglia sono veramente dure. Se tornassero in famiglia soffrirebbero la fame, dovrebbero accudire i fratellini o accompagnare i genitori a riciclare o a chiedere l’elemosina. Perche farlo quando qua hanno tutto e per di piu aspettano il regalino di Natale? È triste dirlo pero le necessità della vita hanno prodotto in queste bambine un forte senso di opportunismo.
La settimana scorsa mi è capitata una cosa che mi ha fatto molto riflettere. Una delle dipendenti della casa è Catalina, una ragazza che ha passato in CMM tutta la vita: venne abbandonata dalla mamma sin da piccola, visse per la strada mendicando o vendendo nei bus, finche venne accolta dalle suore. Una bambina ribelle che pero è arrivata a diplomarsi ed essere assunta nella casa come cuoca. Sabato Catalina ha invitato me e Marta (una volontaria colombiana) a conoscere la famiglia della sorella. Doña Socorro vive con il marito ed i 4 figli in un “ranchito”, una casetta fatta di tavole e pali, al lato di un canale dove scorre tutta l’immondizia dei quartieri piu alti e poveri della città, abbarbicati sulle montagne, dove la maggior parte della popolazione è desplazada, cioè sfollata dalle campagne a causa della guerriglia. In caso di pioggia la casetta rischia doppiamente: per un’eventuale tracimazione del canale o per il cedimento del terreno dove è stata costruita. Inutile dire che i ratti sono di casa ed il gattino dei bambini non puo nulla contro quelle bestie piu grandi; addirittura i piccoli hanno persino le braccia tutte pizzicate dalle pulci. Superato il primo impatto con la casa, con la povertà della famiglia, la casetta mi ha dato un senso di accoglienza ed ho iniziato a giocare con i bambini, eccezionali, bellissimi, intelligenti e davvero molto simpatici. Per fortuna i bambini studiano e, nonostante un po di denutrizione, vanno molto bene a scuola e non seguono i genitori quando vanno a vendere nei bus. Si perchè sia doña Socorro che il marito non essendo qualificati non hanno mai trovato lavoro e vendono dolciumi sugli autobus, a volte va bene e riescono a racimolare qualche migliaio di pesos per comprare un po di riso e frutta, altre volte va male e tornano a casa senza aver venduto neanche una caramella. Per questo Catalina deve passare loro una parte del suo stipendio per aiutarli. Essendo capitate proprio all’ora di cena doña Socorro ci ha offerto un piattone di frìjoles con riso e chicharròn... quando ho visto i due piattoni colmi ci sono rimasta male, enormemente grata però con il senso di colpa incredibile di sottrarre del cibo cosi prezioso per quella famiglia cosi povera. Il vedere, comunque, con quanta generosità la signora ci offriva la bandeja paisa mi ha fatto realizzare che sono sempre i piu poveri i piu generosi, quelli che non si tirano mai indietro al momento di dare e che lo fanno con grande cuore. Quella famiglia, sebbene bisognosa e che sa davvero cosa significhi la fame, ha condiviso con noi il bene piu essenziale e necessario, ma sopratutto l’ha fatto senza avere niente in cambio. E cosa dire della gioia della signora di averci ospiti e la naturalezza con cui ci raccontava del ranchito, della fame, delle pulci, dell’amarezza di quando tornano a casa senza aver guadagnato nulla e della decisione di farsi operare, sterilizzare, alla nascita del quarto figlio per non correre il rischio di mettere al mondo altri bambini in tale situazione di estrema povertà. Tutto cio mi ha fatto capire e toccare con mano la triste realta che ogni giorno devono affrontare. E cosa dire del barrio, del quartiere, dove molti giovani sono marijuaneros, sniffano perico o hanno il vizio dell’alcool?
Quando sono uscita dalla casa sono iniziati i sensi di colpa e le riflessioni: devo ringraziare il Signore di essere privilegiata e non aver mai sofferto o di aver conosciuto questa famiglia meravigliosa che, nonostante la povertà materiale e morale della società in cui vive, va avanti e lotta? È proprio vero che l’incontro con la poverta, starci faccia a faccia, lascia scioccati ma allo stesso tempo insegna e fa riflettere.
Ogni giorno comunque mi sveglio contenta per l’esperienza e fiduciosa che l’adozione della bambina da parte dei miei genitori andra bene nonostante le lungaggini burocratiche, inevitabilmente mi sono affezionata tantissimo ad Orleida e la considero gia mia sorellina.
Un forte abbraccio, a prestissimo Manuela

12/11/04
L’esperienza procede benissimo e le relazioni che sono riuscita ad instaurare nella comunità colmano a meraviglia il voto causato dalla lontananza dei mie affetti più cari.
Sono proprio contenta di essere venuta in Colombia e voglio essere un testimone della tenacia e della bellezza di questo popolo e di questa terra che tanto ha sofferto e continua a patire per la guerriglia.
La ringrazio infinitamente per la splendida opportunità e spero proprio di poter collaborare con il VIDES anche in futuro.
Un abbraccio forte

10/07/04
Tanti cari saluti a lei ed a tutto lo staff del Vides. Immagino stiate morendo dal caldo... meno male che Medellin e la citta dell’eterna primavera!
Qua va tutto a meraviglia, mi sono integrata molto bene nella comunita ed anche tra le educatrici di Casa Mama Margarita che sono tutte molto giovani. Sr Fabiola e un portento, simpaticissima, Sr Maria Betancur e premurosissima (mi e stata vicinissima come una mamma questa settimana che sono stata molto male e mi ha addirittura portato all’ospedale dove mi hanno fatto delle flebo perche ero troppo disidratata), e Sr Vicky mi piace da morire perche di una tempra eccezionale, coraggiosa, decisa, ma che nel momento giusto sa trascinare in risate pazzesche. Mi trovo veramente molto bene anche con loro che sono le piu “anziane”.
Non le ho scritto prima sul mio lavoro qua perche era ancora poco definito. La settimana dopo il mio arrivo, infatti, le bambine hanno iniziato un mese di vacanza e la seconda tappa, dove mi trovo io, si e completamente svuotata. E cosi iniziato un mese di pseudo-vacanza anche per le suore. Mi hanno portato a fare una splendida gita in un luogo meraviglioso a circa due ore e mezzo di macchina da Medellín dove c’e un meteorite gigante alto 200m che sembra una montagna e sul quale siamo salite e tutt’attorno c’e un lago. Non si puo esprimere a parole la bellezza del posto e tanto meno della natura e dei paesaggi colombiani, cosi poco conosciuti dagli stessi abitanti per via della guerriglia.
Insomma, visto che qua non c’era nulla da fare andavo ad aiutare le educatrici nella prima tappa che non chiude mai. Purtroppo lá dovevo solo affiancare le educatrici e non avevo un ruolo preciso: aiutavo le bambine nella “limpieza”, controllavo che si lavassero bene i capelli, aiutavo a servire la colazione, il pranzo, aiutavo nelle lezioni e nelle attivita delle bimbe e quando mi veniva chiesto o di mia volonta facevo delle lezioni speciali di matematica e lettura per alcune di loro particolarmente bisognose. Le bambine della prima tappa passano tutta la giornata la e la sera tornano nella tappa zero, cioé il dormitorio, e tra di esse in questo mese di vacanza c’erano anche le ragazze piu grandi della terza tappa (chiusa anch’essa per vacanza) che non hanno famiglia o che non vi possono fare ritorno per un motivo o per l’altro. Casa Mama Margarita e una casa di porte aperte e per questo accoglie tutte e non chiude mai.
Martedi, comunque, torneranno le bambine qui alla seconda ed io iniziero finalmente con dei compiti ben precisi: oltre che aiutare nelle varie attivita comunitarie come limpieza, pasti vari e ricreo, dovro anche dare lezioni di inglese e informatica dal 1º al 5º grado. Il giovedi che sarebbe libero andro invece a dare lezione di inglese alla prima tappa. Ho sinceramente molta paura perche non ho mai insegnato e tanto meno a bambine cosi vulnerabili come queste piccole che dalla vita non hanno ricevuto molto e sono cresciute prima del tempo. Ho avuto occasione pero di partecipare con le altre educatrici a due giornate pedagogiche con un professore salesiano, un vero maestro, di quelli che non si incontrano piu in giro, un vulcano di idee, di creativita e di amore per la vita e per l’insegnamento. E stato davvero divertente ed interessante. E poi devo riconoscere che mi e servita molto anche la pratica con le bambine della prima tappa, piu aggressive delle altre perche ancora in uno stadio di avvicinamento ed inserimento nell’opera.
Alla fine di giugno sr Vicky ha inoltre voluto che partecipassi a due giorni di convegno sul maltrattamento infantile, tenuto a Ciudad Don Bosco, un’istituzione simile a CMM ma per soli maschietti ed infinitamente piu grande. Il nome rende proprio l’idea della grandezza dell’opera che ospita piu di mille bambini. Sono molto grata della splendida opportunita che mi e stata data perche ho imparato davvero tante cose, ho avuto un’idea piu completa della realta dell’infanzia colombiana e dei vari problemi delle quali é vittima: dalle violenze intrafamiliari, all’abuso sessuale, alla prostituzione infantile, al desplazamiento (l’abbandono forzato, a causa della guerriglia, della propria casa, della propria terra e comunita), al reclutamento tra i gruppi di guerriglieri e paramilitari. Se dopo ogni conferenza mi veniva da piangere pensando alla sofferenza di queste creature, poi mi rendevo conto che c’e tutto un mondo e, in particolare, di giovani che si muove e lavora per dare a questi bimbi un futuro migliore. E rinasceva in me la speranza e la voglia di contribuire con il mio aiuto.
Le vorrei pero parlare di un’altra idea che mi e venuta in questi giorni.
La sede della prima tappa ha dei problema legati alla pavimentazione che sta cedendo ed alle tubature e le riparazioni costerebbero molto piu di costruirla da capo. La comunità ha pensato quindi di demolire tutto e ricostruire pero un’edificio piu grande, di cinque piani, in modo tale che possa ospitare sia la prima tappa che il dormitorio (le bambine si spostano infatti ogni giorno da un posto all’altro). Sr Vicky mi ha detto che il progetto sta per essere approvato e subito inizieranno i lavori, ma ci sono soldi solo per i primi due piani e la base, a quanto pare la parte piu costosa, e si affidano alla Provvidenza per finire il resto della struttura. In effetti il progetto e abbastanza ambizioso, ma permetterebbe di risparmiare molto nel lungo periodo in termini di affitto del dormitorio visto che si accorperebbero le due strutture in un unico edificio.
A questo punto mi domandavo cosa si potrebbe fare tramite il Vides? Si potrebbe iniziare un progetto di cooperazione per raccogliere fondi per aiutare l’opera? ...
A presto e grazie di cuore per la splendida opportunita che mi e stata data
Con affetto Manuela

11/06/04
Ciao a tutti qui la dispersa!!! No.. che poi alcuni ci credono anche!
Oggi e stata una giornata non tanto pesante, le bambine hanno iniziato un mese di vacanza e quelle che hanno famiglia o almeno qualcuno che si prenda cura di loro sono rientrate a casa, altre, pochissime resteranno qua e di giorno andranno in città dove c’è l’altra casa che non chiude neanche il sabato e la domenica proprio per permettere alle bimbe di non stare in strada e avere sempre un punto di riferimento e dei pasti. Penso solo al coraggio e alla pazienza di queste suorine. In compenso oggi ho conosciuto una delle famiglie “amiche” disposte a tenere in casa alcune bambine più tranquille e mi hanno invitato quando voglio a stare con loro perchè hanno figli grandi, cosi che possa uscire con loro. Mi hanno parlato di “rumbear” che pensa significhi andare in discoteca e a bere qualcosa. Mahh.
Sia ieri che oggi ho visitato le casine di due bambine. Ma che casine…: una fatta di tavole aggiustate alla meglio e l’altra di fango, inutile dire che in una abbastanza grande dormono in 6-7, nell’altra che non era neanche di 4 mq vivono in 5. ho poi una paura che mi vengano i pidocchi perchè le bambine sono piene. Che poi alla fine in una di queste casine ho iniziato a parlare con lo zio di una bimba (bravíssima, ieri ha fatto l’esame ed è passata di grado, ossia di classe) e a Marolla ha colto dei frutti di una pianta strana, me li ha offerti ed io molto educatamente, stile antropologa ho accettato, ma poi mi sono messa a spiegargli che prima di mangiarli dovevo lavarli e togliere la buccia perchè essendo straniera con dieta alimentare tanto differente mi sarebbe venuta la diarrea… morale: loro mangiavano anche i vermi della frutta perchè contengono proteine (addirittura li chiamano bocadillos, che significherebbe panino, sándwich) e io li guardavo tipo documentarista!!!
Mi sto comunque abituando e ho deciso di fare foto di tutti i frutti tropicali che ci sono qua perchè è incredibile.
Ho fatto alcune foto che appena posso vi mando Un bacione a tutti e grazie del sostegno

Finalmente sono arrivata a Casa Mamá Margarita. Purtroppo al mio arrivo era notte e non ho potuto ammirare da subito le montagne qua intorno, mi trovo precisamente a La Estrella. La casa é molto bella, c’é addirittura la piscina e la maggior parte delle suore sono molto giovani. Ho conosciuto alcune delle bambine che stanno qua, mi hanno portato a fare un giro qui intorno nel barrio. Che dire... casette “sgarruppate”, tantissimi bambini bellissimi e cos’altro? Domani andró a Medellin ad accompagnare Sr Maria Victoria, gentilissima, mi sta spiegando tante cose riguardo alle bambine. Mi ha anche dato da leggere le loro storie... terribili, quanto mi sento privilegiata ad avere una famiglia che tanto mi ama e che, soprattutto, me lo dimostra.
Appena mi saró ambientata meglio le scriveró altre impressioni, per ora sono ancora troppo spaesata dal viaggio e sopratutto dal fuso orario.
A presto |