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Testimonianze dai volontari “Secondo Volo” - Brasile - Mariane Domenica

23/06/08
Non posso non fare una premessa, scortese forse, ma sincera, non mi andava proprio di scrivere questa testimonianza. Non perché non abbia niente da raccontare ma per l’esatto contrario.
Il primo mese e mezzo é stato tutto fantastico, tutto vissuto con un po’ di incoscienza, tutto nuovo perciò tutto meraviglioso. Il secondo mese é quello della stanchezza, capisci che c’é da lavorare e ogni giorno sembra uguale al precedente. Il terzo mese é quello della presa di coscienza, é quello in cui tutto ciò che é bello lo é perché lo comprendi, lo apprezzi e lo ami. Inizi ad abituarti alla routine che d’improvviso non è più costituita dal lavoro di tutti i giorni ma e la tua vita, la tua vita in un posto che ormai con i suoi pregi e i suoi difetti é la tua casa. Le persone con quali lavori, gli educatori il personale dei vari uffici e Lucia e Soccorro della cucina, Lucinha che tutti i giorni fa risplendere il Petrape, sono il tuo mondo.
Ormai non mi riferisco a loro come ai "ragazzi del Petrape" adesso c´é D.P., D., M., A., D, ognuno con il proprio carattere e la propria storia di vita. Ci sono poi quelli che in questi mesi il Petrape l’hanno lasciato come J., J.A., E., M. e A.A. e M. che mi hanno lasciato un grande vuoto nel cuore.
Per tutte le cose che avrei da raccontare dovrei scrivervi una mail ogni sera quando torno a casa dopo aver passato tutto il pomeriggio alla Casa Lar 2 e sono felice perché i bambini hanno fatto i compiti, siamo stati in Brinquedoteca e alle sei sono stata costretta cenare con loro e quando c’é il cachorro caente mi é andata bene ma il giorno della zuppa... Oppure quando torno a casa tristissima con il mal di testa e la voglia di piangere pérché é stata una giornata pesantissima in cui tutti hanno litigato senza che io riuscissi ad impedirglielo.
Questo é il Petrape, é il blocco del carnevale che per 5 giorni é uscito per le strade di Petrolina con noi volontari in maglietta gialla fosforescente (stanchi e morti perché proprio non ce la possiamo fare a star dietro a questi brasiliani).
Ma é anche la tristezza che mi prende la notte e che proprio non riesco ad allontanare pensando a tutto ciò che a questi ragazzi é mancato e a quanto mi sento impotente davanti a ciò e mi domando se davvero sono utile in qualche modo o se dovrei fare di più.
Ma quando penso a tutto ciò cerco solo di fare rimbombare la frase che M. mi ha detto prima di andare via: "il colore della nostra pelle é diverso ma il sangue é lo stesso per me sei una sorella".
Oggi é già il 22 Giugno e mi sento davvero confusa, da una parte mi guardo indietro e mi sento davvero stanca perché sono stati 7 mesi davvero intensi. 7 mesi di Postinho da Saude, ospedale con i bambini, mesi in cui mi sono davvero concentrata sui loro bisogni e le loro esigenze che a dir la verità proprio non si accontentano mai.........
Dall’altra ogni giorno che passa mi sento sempre più angosciata al pensiero di doverli lasciare tutti. Non posso credere di aver passato così tanto tempo con loro, essermi raccontata aver ascoltato le storie di vita più assurde e più inconcepibili e ora devo andare via...
So perfettamente che é sbagliato pensare che senza di me non ce la faranno perché nessuno é indispensabile ma spesso penso che fintanto che sono qui posso controllare la situazione e se c’é qualche problema posso tentare di risolverlo.
Vorrei parlarvi del rapporto strettissimo che si é creato tra me, A.A. e M.. In questo momento si trovano con la loro famiglia a Terranova dopo che Viera, il presidente del Petrape ha deciso che per loro era migliore la reintegrazione familiare. Il giorno della loro partenza io e il consigliere tutelare li abbiamo accompagnati dalla loro famiglia e dal quel giorno non ho mai smesso di tenermi in contatto con loro. L’ultima volta che li ho sentiti é stato 3 giorni fa e sinceramente i problemi proprio non mancano, ma per rispetto nei loro confronti non scriverò altro, voglio solo aggiungere che sono molto preoccupata.
Certo quando andrò via da qui non mi mancherà Petrolina come città in se, per essere una città del terzo mondo non é male, ma la verità e che per me é davvero pesante vivere qui soprattutto a causa della nostra fama. Ebbene si, siamo i VIPs di Petrolina, non c’é persona che non sia interessata a conoscere gli "italiani". Che stress, l’attenzione ai nostri comportamenti a come siamo vestiti e quant’altro é davvero snervante. Entrare in un locale e sentire il bisbiglio "gli italiani, gli italiani...." é ridicolo, insomma se avessi voluto fare l’attrice avrei già cambiato idea.
Per il resto va tutto bene, ieri c’é stato il Sâo João del Petrape la festa non é stata proprio il grande successo degli anni scorsi questo a causa della scelta di non vendere alcool all’interno della struttura, comprensibile dal punto di vista legale dato che ospita minori, ma sbagliata dal punto di vista commerciale, chi conosce i brasiliani sa che amano la cerveja (birra) e la cachaça più di ogni altra cosa al mondo. Noi ci siamo pure vestite a tema ed é stato divertente...
Domani inizia l’ultima settimana di lavoro del mese, i ragazzi della EMAAF la scuola vicina al Petrape già sono in ferie e dal primo di luglio anche tutti i più piccoli della São Domingo Savio, la scuola elementare, entreranno in vacanza per 15 giorni. Dato che quasi tutti i bambini saranno a casa per le ferie anche noi volontari ne approfitteremo per viaggiare un po’ in questo paese meraviglioso...
Un bacio immenso a tutti

16/12/07
Carissime Roberta, Gabriella e Patrizia finalmente ho trovato un po' di tempo per scrivervi una mail!!!!!! Cosa dire proprio non so, forse perché mi aspettavo che tutto qui fosse diverso, più difficile, invece anche se siamo qui da soli 20 giorni mi sembra di essere a casa. Non sò, sarà che qui a Petrolina ci conoscono tutti come gli "italiani" e ovunque andiamo c´é sempre chi conosce il Petrape o Nicola, insomma mi sembra di vivere non in una città di 250 mila abitanti ma in un paesino. Lavorare al Petrape non mi pesa, anzi i ragazzi e i petrapini ( i bambini più piccoli che vivono nelle Case Lar) si sono dimostrati da subito molto gentili con noi e i più piccoli sono davvero affettuosi e alla ricerca costante di un abbraccio o di qualsiasi altro gesto carino.
Vorrei tanto poter descrivere in poche parole il mio stato d'animo ma davvero non riesco, sò solo di sentirmi serena, in pace e soprattutto sono troppo contenta di aver scelto Petrolina.
Ci sentiamo prestissimo per gli auguri di Natale, che strano il primo Natale al caldo!!!!!
Vi mando un bacio e un abbracio enorme a presto.
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