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Testimonianze dai volontari “Secondo Volo” - Brasile - Sicilia Emanuela |
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23/06/08

27/12/07
Ciao a tutti, sono le 18.20 e qui fa un caldo bestiale quindi la mia testimonianza sarà abbastanza breve per non rischiare di lessare.
Siamo a Petrolina ormai da un mese e mezzo, è una città non molto ricca di monumenti ma in compenso è piena di negozi e insegne colorate e questo la rende comunque carina.
Gli svaghi qui non sono molti ma i fine settimana passati all'ilha compensano pienamente l'antica voglia di mondanità. Qui tutto scorre più lentamente e se da una parte ciò tranquillizza
dall'altra le enormi file che riescono a creare in ogni dove metterebbero l'Italia tra i primi posti in quanto organizzazione...ma noi ci sappiamo adattare bene.
Il lavoro che io e Sabrina svolgiamo si disloca in 4 strutture differenti legate dal fatto che l'utenza alla quale si rivolgono è la fascia dell'adolescenza.
La prima struttura in cui abbiamo iniziato a lavorare è una casa famiglia gestita dalle suore salesiane dove si colloca anche una scuola elementare frequentata da molte ragazze
che abitano nel quartiere dove la struttura si trova (quello dove abitiamo noi), e anche dalle sei ragazze che fino a una settimana fa abitavano lì - e ora che hanno superato i 14 anni
sono dovute rientrare a casa. Le loro storie sono quasi tutte caratterizzate dall'abbandono da parte della famiglia e al termine della loro permanenza nella struttura o ritornano in famiglia,
dove questo sia possibile, o vengono affidate ad altre famiglie in grado di occuparsi di loro.
La seconda struttura è sempre una casa famiglia che accoglie bambini e adolescenti per un periodo massimo di 30 giorni; ragazzi che poi saranno accolti nelle altre case famiglia,
che qui sono solo 2: Cemam per le ragazze e Petrape per i ragazzi. Qui arrivano i ragazzi e che hanno subito violenze psicologiche, fisiche o che sono stati abbandonati dai genitori.
Il terzo servizio dove stiamo lavorando è il Sentinella che si occupa dell'abuso sessuale ed è strettamente collegato alla casa famiglia, in quanto offre un servizio di sostegno psicologico
a chi ha subito abusi di questo tipo. L'ultimo, ma non per importanza, è l'agente Jovem dove si fa un servizio di orientamento agli adolescenti che vogliono uscire dalla situazione di disagio
che caratterizza la vita dei giovani di questa città. Per il momento questo è quanto anche perché con l'arrivo del nuovo anno tutte le strutture saranno soggette a cambiamenti e l'obbiettivo
è quello di svolgere maggiormente lavoro di strada piuttosto che in strutture chiuse.
Alla prossima testimonianza, che si spera sia correlata a molte foto, perché in questo momento sia io che Sabrina non abbiamo la macchina digitale, ma provvederemo.
Un bacio
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