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Testimonianze dai volontari “Secondo Volo” - Brasile - Pennella Valeria

26/05/08
Salve a tutti, è tanto che non scrivo per farvi avere mie notizie, per raccontarvi gli sviluppi di questo mio anno di Servizio Civile, ma ultimamente di tempo libero ne abbiamo avuto davvero poco.
Qui a Petrolina tutto prosegue nel migliore dei modi, come direbbe Juarez, l'educatore storico, tutto va "dieci", questo non significa che non abbiamo anche noi dei momenti difficili, ma solo che ormai questi fanno parte della nostre quotidianità, che abbiamo imparato ad accettarli e qualche volta a non ascoltarli.
Il mio lavoro prosegue con tranquillità anche se ora sono un po' più indaffarata, visto che Nicola è andato via, inoltre in questo periodo abbiamo messo su il nuovo ufficio, davvero carino, l'abbiamo ritinteggiato , sono stati apportati alcuni lavori di manutenzione, e con estremo piacere sono stata aiutata nel trasloco e nelle prime pulizie dagli adolescenti del Petrape, che quando si tratta di essere utili non si tirano mai dietro.
Anche in casa la vita ha subito alcune modifiche, causa l'arrivo di una nuova coinquilina "Kimi", la nostra cagnetta, una "viralata", non eccessivamente bella (a volte somiglia più ad un topo che ad un cane) ma tanto intelligente e dolce, insomma un piacevole incontro al rientro dal lavoro.
Qui in città ormai ci conoscono tutti, eppure ad ogni passo che facciamo per strada sentiamo in sordina "stanno passando le italiane" e dal momento che non è assolutamente il primo anno di presenza di volontari italiani sul posto, ci domandiamo come mai ancora questa gente non si sia abituata alla nostra presenza, siamo "ancora la novitá del'anno".
Al Petrape le cose procedono come sempre tra alti e bassi, i bambini sono cosí un giorno hanno voglia di fare mille cose e quello dopo vogliono solo giocare a calcio o con le biglie, ed é allora che fare i compiti di scuola diventa una vera e propria Odissea.
C'é una cosa che adoro di loro e che nonostante siano passati quasi sette mesi mi fa ancora ridere da matti: capita che nel correggere i loro lavori di scrittura incontri piú di una volta, magari in due o tre giorni consecutivi, lo stesso errore; nel richiamarli magari mostro il mio scontento e loro quasi per dimostrarmi che il mio lavoro é efficace che non é colpa mia mi rispondono dicendo: ' ho sbagliato perché ho voluto sbagliare", ed in questa frase che magari per voi non è molto espressiva io ci vedo dentro tutta la dolcezza di questo mondo.

19/05/08
Abbiamo da poco superato il nostro secondo mese di servizio civile qui a Petrolina (anche se a me in realtà sembra di abitare qui da una vita), oggi è il primo giorno di preparazione del blocco del Carnevale, i ragazzi hanno iniziato con le prove della banda. Il Petrape dopo un mesetto di quasi solitudine, si sta riaprendo alla vita, stanno pian piano rientrando tutti dalle ferie, e le giornate iniziano a trascorrere più velocemente.
In questi due mesi sono cambiate tantissime cose, gli equilibri si sono rotti e ricreati almeno un milione di volte al giorno, ma adesso sembra essere arrivata finalmente la stabilità, finalmente i bambini e gli adolescenti iniziano a credere in me, riescono a vedermi come una cosa vera, non desistono più dal volermi bene e dal lasciarsi voler bene.
Anche per me le cose sono cambiate, cominciando dal fatto che sento il Petrape come la mia casa, la mia famiglia, perché la vita qui è come in una grande famiglia, con tutte le gioie, le preoccupazioni e le emozioni che una casa con cinquanta bambini può regalarti.
Tempo di sentire nostalgia dell’Italia qui ce n’è veramente poco, siamo tutto il giorno a lavoro o comunque impegnati in qualche affare, in qualche momento di discussione…
Domani il blocco del Petrape del Carnevale “ Herói o Malandro” uscirà per strada per festeggiare questo speciale evento tutto Brasiliano, speriamo che il tempo migliori, perché da ieri sono iniziate le piogge, e sono iniziate anche tutt’altro che in sordina, sarà che eravamo abituati ai quarantacinque gradi fissi per la maggior parte della giornata, ma oggi qui si sente il freddo.
Stamattina entrando a lavoro ho visto uno dei nostri, uno degli ultimi arrivati, un bricconcello sempre alla ricerca della confusione, giocare con una macchinina, una di quelle con la fune che ti trascini dietro correndo, erano le otto e lui stava già giocando, verso le dieci e trenta sono uscita dall’ufficio per sentire il buon profumo della vita che aleggia sul Petrape, e lui era ancora lì, correndo, tirandosi dietro quel carrinho di plastica, la cosa bella è che ha più di undici anni.
È in questi momenti che vedi i petrapini per quelli che sono davvero: angeli caduti, angeli con i quali il destino, la vita, è stata troppo severa, ed è in quei momenti che unisci i palmi, volgi lo sguardo al celo e chiedi al Signore pietà per queste anime pure, a volte sporcate troppo dalla vita, ed è in questi momenti che chiedi solo il meglio della vita per loro, perché il peggio lo hanno già vissuto…
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Il Carnevale è iniziato, il blocco sono tre giorni che sfila per le strade di Petrolina: i più piccoli uniti a noi volontari divisi in tre file danzano coreografie assolutamente ritmate e cantano l’inno del Petrape; i più grandi suonano, anzi toccano il Maracatù, e noi restiamo esterrefatte dalla resistenza che hanno i bambini, e le ragazze in servizio civile del Vides, ormai danzatrici di professione: dall’ultima fila del blocco seguiamo a volte a stento i ritmi dei petrapini che sembrano non sentire la stanchezza, con i polpacci dolenti e le caviglie gonfie, e alla fine della serata cadiamo quasi morte in un sonno profondo…
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Il Carnevale è finito!!!!!!!!!! É stato un momento bellissimo, ma cavolo abbiamo un’età, mi sento quasi morta, sopraffatta dalla stanchezza.
Lunedì riaprono le scuole, si ricomincia con il rinforzo scolastico, ed io non vedo l’ora, lavorare con i più piccoli regala sicuramente molte più emozioni, vedere che imparano a leggere, a scrivere le prime parole di senso compiuto, vederli impegnatissimi nell’affrontare un’addizione a due cifre e poi riuscirci è sicuramente un momento gratificante, per loro come per me. A volte mi chiedo se un giorno fra dieci anni, guardando dietro nel tempo si ricorderanno di me come colei che gli insegnò a tenere una penna in mano.

16/12/07
Eccoci pronti, questa é la prima testimonianza che vi invio dal Brasile, innanzitutto volevo salutare Gabriella, Patrizia e Roberta e tutto il Vides che é alle spalle di questo progetto e che ci sta dando la possibilitá di vivere questa fantastica esperienza.Qui al Petrape la vita scorre in fretta, di mattina lavoro con i bambini piú piccoli non ancora inseriti all’interno di un contesto scolastico, perché arrivati qui da poco tempo,durante la restante parte della giornata il mio lavoro si svolge, quasi sempre, in ufficio con Nicola, anche se non mancano momenti di integrazione con i ragazzi. Come sono solita dire mi sto “impetrapendo” ovvero stó diventando parte di questa struttura, trascorro qui quasi tutta la mia giornata. Per quanto riguarda la nostra vita al di lá del lavoro, prosegue tutto a meraviglia, la nostra casa é accogliente, soprattutto dopo il nostro lavoro di pittura delle pareti, ora abbiamo pareti verdi mela, arancio, gialle, spirali di colori che si incontrano e bianco neve che crea un brillante gioco di luci e profonditá.Poi la vita inizia ad organizzarsi, ma é ancora presto per parlare di tutto .
Un bacio a tutti voi.
Alla prossima.
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