Empowerment della donna attraverso lo Sviluppo agricolo

Women carrying the harves

Linea strategica: Empowerment della donna
Titolo: Empowerment della donna attraverso lo sviluppo agricolo
Dove: Tonj, Stato del Warrab, South Sudan
Inizio progetto: agosto 2013

Fase in corso: Grazie al sostegno dei donors internazionali, la fase di avviamento del progetto si è conclusa e 150 donne di Tonj con le rispettive famiglie hanno acquisito abilità tecniche in campo agricolo e riescono a sostenere l’intero fabbisogno della famiglia. Dati gli ottimi risultati si è deciso di “esportare” questa buona pratica in un altro piccolo villaggio rurale chiamato Gumbo dove altre 75 donne aspettano di iniziare la formazione.

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Per la nuova “scuola agricola” di Gumbo abbiamo bisogno di:

  • acquistare le sementi per avviare il raccolto e la formazione,
  • installare un piccolo pozzo ad energia solare per garantire l’irrigazione durante tutto l’anno
  • acquistare nuovi e più progrediti attrezzi da lavoro per coltivare i campi

Ogni contributo può donare nuova speranza alle tante donne duramente colpite dal conflitto civile. Se vuoi aiutarci scrivi a: ufficioprogetti@vides.org 

Per saperne di più:

Contesto:  Tonj è una cittadina rurale del Sud Sudan, situato nello Stato del Warrab, con una  popolazione di circa 17.340 persone. Situata tra due grandi centri urbani: Rumbek e Wau, Map Tonj rappresenta un importante nodo di passaggio per i viaggiatori su strada. Quasi completamente distrutto dalla guerra, ha visto, grazie all’indipendenza del Sud Sudan dalla Federazione sudanese avvenuta 9 luglio 2010, tornare molte persone nella loro terra di origine, trasformandolo da  piccolo villaggio a grande cittadina rurale. Tale spostamento di massa ( circa 320.000 persone sono ritornate al sud tra ottobre 2010 e luglio  2011) ha reso, tra l’altro, particolarmente vulnerabili alle violenza di genere le donne e le bambine.

Tonj, presenta le caratteristiche socio, economiche ravvisabili nell’intero Sud Sudan:  gravissima carenza di infrastrutture e dei servizi di base. Il Paese è collocato tra i più bassi livelli di sviluppo umano nel mondo. Nonostante le abbondanti risorse naturali,  anche il commercio è assai poco sviluppato e la maggioranza della gente vive in aree rurali, impiegata nella sussistenza agricola, nell’allevamento o nella pesca. Più del 50% della popolazione vive, normalmente, con meno di 2 dollari al giorno. Pratiche sociali e culturali dannose per le donne aggravano gli effetti  della povertà, dei conflitti e della marginalizzazione

Obiettivi: La prima missione delle suore salesiane (FMA, Figlie di maria Ausiliatrice) a  Tonj risale al 1983 e il presente progetto, che il VIDES internazionale sta contribuendo ad attuare, ha avuto inizio nell’agosto 2013.
Tuttavia, già nel 2007,  le suore avevano avviato un centro di promozione per le donne e un progetto di formazione teorico – pratica in  agricoltura, teso a favorire la capacità delle donne, povere e vittime della guerra, di provvedere alla sussistenza e accrescere gli  standard di vita propria e delle loro famiglie.

Il principale scopo del progetto è l’empowerment di 150 donne indigenti appartenenti a sei villaggi dell’area di Tonj, attraverso la formazione nel settore agricolo per incoraggiarle ad usare le risorse della loro terra in un modo sostenibile e consapevole. L’azione mira ad offrire a queste donne un anno di formazione professionale – replicabile e a carattere teorico-pratico –  al fine di apprendere come utilizzare le risorse della loro  terra in modo più efficace.

Descrizione: Le donne, divise in gruppi,  vengono istruite teoricamente e praticamente  sulla tipologia delle differenti sementi;  sui tempi e cicli di semina; vengono insegnate loro, sempre con applicazione concreta, le tecniche  di coltivazione della terra, con particolare riguardo a nuove pratiche di coltivazione che possano  incrementare la produzione di cibo nell’area e ridurre la necessità di importare materie prime. Attraverso la formazione esse hanno la possibilità, inoltre, di coltivare cereali, verdure, legumi che soddisfano le esigenze di consumo nel corso dell’intero anno  e, allo stesso tempo, l’opportunità di incrementare le loro capacità, abilità e sicurezza alimentare personale e familiare. A ciò consegue una maggiore autonomia economica e un’emancipazione personale.

La concreta ed efficace attuazione del progetto è stata possibile grazie alla costruzione di una solida recinzione delle zone destinate alla coltivazione, nonché all’acquisizione di una pompa ad energia solare. Grazie alla messa in opera dell’una e del’altra , sono stati risolti i problemi di distruzione delle coltivazioni da parte di animali e di carenza di acqua durante la stagione secca, rendendo il progetto solido e stabile nella sua prosecuzione.

Costi del progetto

Ad oggi il progetto è stato finanziato per un ammontare di 105.000 euro divisi in:

  • Costi per la recinzione del terreno e per l’acquisto degli strumenti da lavoro:    60.000,00 Euro
  • Costi di formazione (materiale educativo):                                                                  20.000,00 Euro
  • Costi per le risorse umane (formatori, coordinatrice del progetto):                       15.000,00 Euro
  • Costi di trasporto                                                                                                               10.000,00 Euro

Risultati raggiunti: Le donne che ad oggi sono state formate

  • lavorano in sei differenti villaggi supportate dal centro con attrezzi e sementi per procedere a nuove semine
  • hanno incrementato il loro standard di vita e delle proprie famiglie, specialmente i loro bambini, dato che hanno cibo assicurato dal loro lavoro
  • aumentato la fiducia in se stesse
  • alcune di loro hanno iniziato a vendere i loro prodotti al mercato, conseguendone un guadagno
  • i loro bambini possono andare a scuola e accedere a cure mediche
  • grazie alla nuova pompa di irrigazione, esse saranno in grado di organizzarsi in piccole cooperative di produzione e vendita

Le donne beneficiarie sono assai grate e soddisfatte dei risultati raggiunti (nel corso dell’ultimo anno la produzione è stata 20 volte superiore a quella dell’anno precedente) ed esse tanto più si renderanno autonome quanto più continueranno a lavorare  e ad apprendere circa l’agricoltura sostenibile.