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S.O.S. BIBLIOTECA

Written by patrizia

Siamo qui da quasi sei mesi e finalmente ci siamo decise a fare qualcosa che potrebbe essere utile, partorendo un piccolo progetto soprannominato “Alla ricerca del libro perduto”…
In realtà, il vero progetto che abbiamo steso e proposto a un’associazione italiana, Inner Wheel club Atessa media Val di Sangro, si chiama “Un libro per crescere. Un diritto da sostenere“.
Si tratta di un’iniziativa di promozione culturale che si inserisce nell’ambito della cooperazione allo sviluppo. L’associazione Inner Wheel ha finanziato l’acquisto di libri per l’ampliamento dell’offerta della biblioteca situata nella scuola in cui lavoriamo; nel progetto è inserito l’elenco indicativo dei libri che ci piacerebbe portare qui, tra i quali abbiamo cercato di dare spazio alla letteratura internazionale -anche in lingua originale-, alla fumettistica, alla poesia, alla narrativa per bambini, alla divulgazione storica, scientifica e artistica. Il progetto è ancora in atto; dopo l’inaspettato, totale e rapido finanziamento, attendiamo con ansia l’acquisto e l’arrivo di tali libri.
Vogliamo essere sincere: nessuno ci ha chiesto dei libri. Questa proposta probabilmente nasce più dall’esigenza tutta nostra di sapere che, almeno in una scuola che conta circa 1700 alunni -bambini, adolescenti e giovani- e circa 90 tra professori e collaboratori vari, è possibile l’accesso a dei libri che non siano solamente i manuali obbligatori e poco altro ancora. Abbiamo infatti passato le nostre prime due settimane qui a cercare dei materiali che, ingenuamente, non ci eravamo portate dietro in quantità sufficiente, forti del fatto che almeno ci saremmo potute affidare alla connessione Internet -la rete effettivamente esiste ma è molto debole, saltuaria, per di più costosa, chiaramente insufficiente. Abituate anche alla consultazione cartacea, ci siamo messe in ricerca: “come la cerva anela ai corsi d’acqua, così l’anima mia cerca” i libri! Abbiamo così scoperto che di libri qui ce ne sono ben pochi; e non stiamo solo parlando di accesso pubblico -come le biblioteche- ma anche di librerie, che qui sono inesistenti o quasi totalmente vuote. Il nostro errore di valutazione, che ci ha gettate nella disperazione più assoluta, ci ha messo nelle condizioni di riflettere a fondo sull’importanza che l’accesso libero ai libri ha avuto nella nostra formazione di studentesse ma soprattutto di bambine, ragazze e donne, fondamentale per lo sviluppo di un nostro pensiero critico e personale. Libero accesso ai libri per noi significa anche avere la possibilità di scelta, di scegliere il mio libro, di dare spazio alla fantasia e al piacere.
Per quanto ci riguarda, questa opportunità non l’avevamo chiesta bensì ci era stata offerta e abbiamo pensato pertanto che, se avessimo dovuto lasciare qualcosa di noi qui, i libri avrebbero potuto essere una buona testimonianza. Questo contributo è una piccolissima azione che non trasformerà Luena ma, consapevoli che il libero accesso ai libri costituisce uno strumento di emancipazione personale -così come è stato per noi- e sociale, ci piace pensare di aver, anche se in minima parte, sostenuto tale diritto.

Luena, 9 settembre 2019

Benedetta e Raffaella

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