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11 Novembre

Written by patrizia

L’11 novembre in Angola è festa nazionale, si celebra l’Indipendenza nazionale e la nascita della Repubblica di Angola. L’11 novembre 1975, a Luanda, veniva dichiaratala la nascita della Repubblica, battezzata dai foschi presagi della lunga guerra civile.
Dal telegiornale e dalle radio si ascoltano le notizie e i dibattiti sui problemi che affliggono la Nazione.
Nelle strade di Luanda e nelle città capoluogo del Paese si odono le eco inquietanti dei mostri architettonici, dismessi o chiusi: ferite di latrocini e fraudolenze pubbliche inflitte dai figli e dai nipoti di presidenti e ministri della Nazione.
Nel sud del paese, come in alcune zone del Moxico, quest’anno la carestia ha messo in ginocchio la popolazione e numerosi sono stati gli appelli di solidarietà volti alla raccolta di fondi e alimentare, soprattutto da parte delle tante comunità cristiane. Tuttavia, da qualche tempo si fanno sentire sdegni compìti e denunce di azioni mafiose nella gestione statale della distribuzione alimentare. Il terzo presidente, João Lourenço continua la sua propaganda al grido della lotta alla corruzione, ma già assapora il malcontento e la delusione del popolo.
Buttati fuori dalla stazione ferroviaria sulle scalette o sulla breccia del cortile, divisi maschi e femmine come per classi di biglietto, si aspetta per tutta la notte un treno che partirà forse alle 6 del mattino. Si sente in lontananza il dibattito in televisione sul problema dei trasporti: un’altra piaga che tormenta la popolazione, soprattutto nell’entroterra, è la
mancanza di manutenzione o l’effettiva carenza delle vie di trasporto (mancanza di strade praticabili, trasporti pubblici, interruzione delle vie di comunicazione fra una città e l’altra, il costo in rialzo dei voli nazionali). Non esistono abbastanza strade asfaltate che colleghino le periferie della nazione, e molte di quelle preesistenti sono diventate quasi impraticabili a
causa dell’incuria e del susseguirsi delle naturali stagioni piovose. È evidente che tali disagi aggravino la condizione di isolamento dell’entroterra rendendo impraticabile la movimentazione di merci e persone all’interno dei confini nazionali e, così come nelle periferie della stessa capitale, determinano l’inaccessibilità al ponte di comunicazione fra le zone ricche e le zone povere. Le condizioni delle strade sono manifestazioni urbanistiche della distanza e disuguaglianza sociale all’interno del Paese: legittimazioni di un’ingiustizia geografica, di fatto politica.
Dalla radiolina del guardiano notturno di una scuola, si ascolta l’ultimo argomento del giorno: l’innalzamento dei costi dovuto all’inserimento dell’IVA ha fatto schizzare i prezzi delle merci alle stelle, triplicando il prezzo degli alimenti di prima necessità, come il riso e la farina. Da mesi ci si preparava a tale evento ma, a differenza della crescita esponenziale del costo della vita, nessuna traccia di aumento salariale.
L’11 di novembre si festeggia la nascita della Repubblica di Angola dichiarata dal dottor Agostinho Neto, figlia di una rivoluzione di indipendenza, una rivoluzione di poeti e di intellettuali, in un mondo che viaggiava verso idee di progresso e giustizia sociale, basata su una prospettiva politica comunista e su una organizzazione economica di modello socialista. Un’idea di speranza e di progresso incentrata sul Noi, sull’uguaglianza sociale, sulle rivendicazioni degli sfruttati e schiavizzati ma che, dopo decenni, ha portato alla corruzione dei suoi stessi ideali, alla distorsione e all’erosione sociale che ha diviso con il sangue della lunga guerra civile gli stessi angolani, partorendo dopo 30 anni un’economia mangiata dal capitale estero e avvelenata dalla speculazione familiare per mano degli stessi rappresentanti della nazione.
E nel giorno della celebrazione dell’Indipendenza e della nascita della Repubblica di Angola, alcuni professori che insegnano l’Inno nazionale ai bambini, cantato ogni mattina prima di iniziare lezione, si chiedono come rinarrare e reinterpretare quelle parole:
Angola, avante!
Revolução, pelo Poder
Popular! Pátria Unida,
Liberdade,
Um só povo, uma só Nação.

Luena, 11 novembre 2019

                                                                                                                    Benedetta e Raffaella

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